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Carte prepagate ai minorenni: le possibilità e il ruolo genitoriale

16 Dicembre 2021
Carte prepagate ai minorenni: le possibilità e il ruolo genitoriale

Quale carta prepagata attivare per i minorenni? Come controllare le spese dei figli? 

La società sta cambiando e,  con essa, cresce il desiderio dei ragazzi, anche se minorenni, di restare al passo con i tempi: questo desiderio, con buona pace dei genitori, ha molto a che vedere anche con una forma di autogestione economica che può portare i figli, pur minorenni, a chiedere l’attivazione di una carta di credito tutta loro. Nel caso in cui si decida di appagare questo desiderio – per ragioni legate a sicurezza o motivi contingenti quali l’avvicinarsi di una vacanza-studio – il genitore dovrà seguire alcune semplici regole. Prosegui nella lettura per saperne di più sulle carte prepagate ai minorenni: le possibilità e il ruolo genitoriale.

Come ottenere il rilascio di una carta per minorenni?

Essendo impossibile associare una carta di credito a un minorenne (poiché questo non può essere titolare di un conto corrente), le possibilità che si aprono al genitore sono due: prestare la propria carta di credito al figlio – azione rischiosa e pericolosa, nell’eventualità di furto o smarrimento – o procedere all’attivazione di una carta prepagata pensata appositamente per i minorenni.

Per l’attivazione è richiesta la presenza di un genitore, che dovrà fornire i propri documenti durante la procedura di registrazione. Naturalmente, prima di procedere alla richiesta di una carta (sia essa online o presso filiale fisica di un istituto), saranno necessarie delle valutazioni preliminari, circa la maturità dimostrata fino a quel momento dal figlio, per stabilire se è o appare in grado di gestire autonomamente una piccola somma di denaro.

Non si può nemmeno prescindere dal fattore anagrafico, e dunque dall’età del ragazzo o della ragazza in questione: le stesse banche pongono un limite all’età per cui è possibile attivare una carta prepagata. Si tratta di un valore variabile, ma la stragrande maggioranza degli istituti di credito si assesta intorno a un limite minimo di 12 anni.

Va valutato, e contestualmente deciso, il tipo di utilizzo che verrà fatto di quella specifica carta: può diventare un ottimo fondo su cui caricare e cumulare la paghetta settimanale (poiché sta diventando quanto mai obsoleta la pratica di passare al figlio del contante), oppure una risorsa cui attingere in vista di viaggi lontano da casa o per acquisti da effettuare online. Stabilito il criterio di utilizzo, sarà più facile per il genitore decidere anche quale tipo di carta vale la pena attivare.

Quale carta attivare?

Le possibilità di scelta sono diverse: elementi da valutare diventano dunque il costo di emissione (unica vera spesa di attivazione, dato che le carte di debito non hanno di solito un canone annuale) o, ancora, il periodo di validità della carta stessa, che di norma copre almeno tre anni e può spingersi fino a un massimo di dieci; i costi di ricarica, invece, di solito oscillano fino a un massimo di tre euro, variabile in base al tipo di ricarica effettuata e al canale selezionato. A questi costi si sommano ovviamente i tradizionali oneri accessori per l’acquisto di benzina o gli anticipi di contante. Si tratta di opzioni e clausole (tra queste, va valutata anche quella relativa al rimborso in caso di disattivazione della carta stessa, nell’eventualità di inutilizzo, furto o smarrimento) che possono essere valutare consultando portali quali carteconti.it: strumenti indispensabili per una corretta conoscenza delle diverse tipologie di carte prepagate in circolazione e, dunque, delle varie opzioni congeniali all’utilizzo che si intende fare della carta stessa.

Il ruolo dei genitori nella gestione della carta

Va da sé che la figura del genitore non può essere aggirata, né al momento di attivazione della carta stessa (che richiede sempre la presenza di un adulto) né nella gestione dei fondi su di essa caricati. Il ruolo del genitore deve in questi casi essere del tutto orientato alla responsabilizzazione del minore circa l’importanza di risparmiare ed effettuare spese quanto più consapevoli e oculate possibile.

Esistono anche degli strumenti che il genitore può attivare per meglio controllare e indirizzare il comportamento del figlio: tra questi, si può pensare di agire sul plafond, ossia sull’importo massimo ricaricabile e prelevabile su base giornaliera e mensile, così da limitarlo e contenere, contestualmente, le spese del figlio, anche considerando le ridotte dimensioni del fondo della carta stessa.

Una valida alternativa è quella di collegare la carta a un’applicazione per smartphone, così da avere contezza in tempo reale delle spese effettuate grazie alla prepagata: uno strumento ideale, dunque, ma da saper bilanciare con una sana dose di fiducia nelle capacità del figlio minorenne, che così potrà crescere e diventare autonomo e responsabile nel giro di poco tempo.



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