Diritto e Fisco | Articoli

Collare elettrico cane: Cassazione

14 Dicembre 2021
Collare elettrico cane: Cassazione

Collare antiabbaio, antifuga e a scopo di addestramento: quando è legale e quando invece è reato. Cosa dicono le ultime sentenze della giurisprudenza?

Collare elettrico al cane: non è reato se non provoca sofferenze

Non basta a integrare il reato di cui all’articolo 727 del codice penale, far indossare al proprio cane un collare elettrico, se l’animale è in buone condizioni di salute e senza cicatrici. A dirlo è la Cassazione facendo cadere definitivamente le accuse nei confronti di un cacciatore, condannato a duemila euro di multa per aver applicato un collare predisposto alla trasmissione di scosse elettriche, al proprio cane di razza inglese, che utilizzava per l’attività venatoria, in una condizione produttiva di gravi sofferenze.

L’utilizzo di collare elettronico, che produce scosse o altri impulsi elettrici trasmessi al cane tramite comando a distanza, integra la contravvenzione di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, poiché concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale. La condotta vietata, oggetto di incriminazione, non è la mera apposizione sull’animale del collare elettronico, ma il suo effettivo utilizzo, nella misura in cui ciò provochi “gravi sofferenze”: evento del reato, da intendersi nell’insorgere nell’animale di patimenti psico-fisici, in assenza dei quali si fuoriesce dal perimetro della tipicità (nella specie, la Corte ha cassato la decisione che aveva ritenuto sussistente il reato unicamente in base al fatto che il cane indossasse il collare elettrico, senza verificare che, tramite il suo concreto utilizzato, fossero state cagionate all’animale “gravi sofferenze”).

Cassazione penale sez. III, 11/02/2021, n.10758

Condanna per il padrone di un cane che utilizza un collare elettrico che produce scosse elettriche trasmesse tramite comando a distanza

La condotta contestata al ricorrente, accusato di aver utilizzato sul proprio cane un collare elettrico produttivo di scosse elettriche trasmesse tramite comando a distanza, rientra pienamente nel paradigma normativo dell’art. 727 c.p. ed è specificatamente delineata laddove contesta l’aver prodotto sofferenze sul cane a seguito dell’uso del collare con le modalità accertate. Non viene in rilievo la condotta di utilizzo ex se, ma le conseguenze sull’animale ovvero le sofferenze a seguito dell’uso dello strumento usato per l’addestramento.

Cassazione penale sez. III, 16/01/2020, n.11561

Integra maltrattamento di animali l’utilizzo di collare antiabbaio

L’utilizzo del c.d. collare antiabbaio – che produce scosse o altri impulsi elettrici trasmessi al cane tramite comando a distanza – integra il reato di cui all’art. 727, comma 2, c.p., in quanto concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale.

Cassazione penale sez. III, 03/10/2017, n.3290

Collare elettrico per addestrare il cane: padrone condannato per maltrattamenti

L’impiego di un collare elettrico su di un cane può integrare la contravvenzione di cui all’art. 727, comma 2, c.p. (Detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze).

Integra il reato di cui all’art. 727 c.p. la condotta del padrone di un cane che applica all’animale un collare elettronico, utilizzato per scopi addestrativi, attivato a distanza da un telecomando, in modo da provocare nel cane scosse elettriche aventi come conseguenza oltre al dolore fisico anche uno stress psicologico.

Cassazione penale sez. III, 22/06/2016, n.50491

Costituisce detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura l’utilizzo del collare elettronico

L’utilizzo di collare elettronico, che produce scosse o altri impulsi elettrici trasmessi al cane tramite comando a distanza, integra la contravvenzione di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, poiché concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale. (In applicazione del principio, la Corte ha proceduto a riqualificare come violazione dell’art. 727, comma  2, c.p. il fatto originariamente contestato ai sensi dell’art. 544-ter c.p., configurabile nella diversa ipotesi di abuso del collare coercitivo di tipo elettrico “antiabbaio”).

Cassazione penale sez. III, 11/02/2016, n.21932

Maltrattamento animali

Il collare elettronico è incompatibile con la natura del cane: esso si fonda sulla produzione di scosse o altri impulsi elettrici che, tramite un comando a distanza, si trasmettono all’animale provocando reazioni varie. Trattasi in sostanza di un addestramento basato esclusivamente sul dolore, lieve o forte che sia, e che incide sull’integrità psicofisica del cane poiché la somministrazione di scariche elettriche per condizionarne i riflessi ed indurlo tramite stimoli dolorosi ai comportamenti desiderati produce effetti collaterali quali paura, ansia, depressione ed anche aggressività (confermata la condanna nei confronti dell’imputato perché deteneva un cane in condizioni incompatibili con la sua natura e produttive di gravi sofferenze, utilizzando un collare elettrico al fine di reprimere comportamenti molesti).

Cassazione penale sez. III, 20/06/2013, n.38034

L’abuso nell’uso del collare coercitivo di tipo elettrico “antiabbaio” integra il reato di maltrattamento di animali, di cui all’art. 544 ter cod. pen., atteso che ogni comportamento produttivo nell’animale di sofferenze che non trovino adeguata giustificazione costituisce incrudelimento rilevante ai fini della configurabilità del citato delitto contro il sentimento per gli animali.

Cassazione penale sez. III, 24/01/2007, n.15061

Addestramento dei cani

È illegittima l’ordinanza contingibile e urgente del Ministro della salute 5 luglio 2005 con la quale è stato vietato l’uso del collare elettrico per l’addestramento dei cani.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 15/09/2006, n.8614



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube