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Senza consenso informato del paziente l’ospedale risarcisce

15 Luglio 2014


Senza consenso informato del paziente l’ospedale risarcisce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Luglio 2014



Prima di essere sottoposto a un intervento il paziente deve ricevere una corretta informativa sui rischi e sulla degenza: in mancanza di consenso informato, anche se non ci sono responsabilità mediche o danni, l’ospedale è tenuto al risarcimento del danno.

Prima di procedere a qualsiasi tipo di intervento chirurgico invasivo, l’ospedale e il medico devono sempre chiedere il consenso al paziente. Diversamente, quest’ultimo ha diritto al risarcimento del danno in caso di esito infausto della cura. E ciò anche se il sanitario non ha commesso errori (e, quindi, non ha alcuna responsabilità professionale) e/o se il paziente, pur se correttamente informato, non si sarebbe mai sottratto al trattamento.

È questo il rigorosissimo, e condivisibile, orientamento del Tribunale di Firenze [1].

Mancata informativa sempre risarcibile

Secondo i giudici toscani, è sempre obbligatorio fornire al malato una completa informazione circa le conseguenze possibili e i rischi di ogni intervento chirurgico al quale si intende sottoporlo: durata e natura dell’operazione, degenza e riabilitazioni successive, lesioni permanenti e cicatriziali, rischi per le complicanze, ecc. devono essere palesati al paziente, perché questi prenda coscienza e consapevolezza del trattamento.

Se manca tale consenso informato, a prescindere dall’operato dei sanitari e da quale sarebbe stata la risposta del paziente, per quest’ultimo (o, in caso di decesso, per gli eredi) scatta il diritto al risarcimento del danno. Danno che, appunto, consiste nella lesione del diritto all’autodeterminazione del paziente.

In verità, in caso di mancato consenso informato, si possono profilare due diverse ipotesi:

1. qualora si possa presumere che il malato, messo al corrente dei rischi dell’intervento, avrebbe negato il consenso: in tal caso il risarcimento è pari a tutte le conseguenze fisiche derivate dall’intervento;

2. anche nell’ipotesi in cui si possa ritenere che il malato, se ben informato, avrebbe acconsentito all’operazione: in tal caso spetta comunque il risarcimento (ma in misura inferiore). Ciò perché, anche senza che vi sia stato un danno alla salute, il paziente si è visto negare la possibilità di decidere liberamente di sottoporsi all’intervento. In pratica gli è stato leso il diritto all’autodeterminazione sulle cure.

Ebbene, la violazione di tale principio di libertà del paziente costituisce, già in sé, un danno risarcibile da parte del sanitario e dell’ospedale che non abbia assolto all’obbligo di ottenere un consenso informato del paziente prima di sottoporlo all’intervento.

note

[1] Trib. Firenze, sent. n. 170/2014.

Autore immagine: 123rf com


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