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Più leggera la busta paga di luglio a causa della compensazione sul 730

16 Luglio 2014
Più leggera la busta paga di luglio a causa della compensazione sul 730

La colpa è delle nuove regole del 730: debiti e crediti da compensare subito; le conseguenze della risoluzione 57/E delle Entrate.

 

Le nuove regole per la liquidazione del 730 rischiano di modificare il netto della busta paga di luglio. Anche se pochi lo sanno, perché è poco evidente e perché non sono state fornite le relative indicazioni operative, l’agenzia delle Entrate nella risoluzione dello scorso 30 maggio 2014 [1], ha stravolto le modalità del conguaglio da assistenza fiscale.

La frase incriminata è inserita in calce al provvedimento, dove si legge “il risultato contabile è rappresentato con un singolo importo, costituito dalla somma algebrica di tutte le imposte a debito e a credito, relative al dichiarante ed al coniuge… Detto dato è indicato nel 730/4 nel rigo denominato conguaglio da effettuare nel mese di luglio (…)”.

A una prima lettura la modifica poteva sembrare solo di natura formale; tuttavia la modifica, sebbene di fonte amministrativa, esiste e rischia di avere una serie di effetti sostanziali per coloro che hanno sia debiti che crediti derivanti dal 730/2015.

Primo fra tutti l’introduzione del principio della cosiddetta compensazione interna per singolo dipendente. Al contrario della prassi da sempre seguita, e cioè rimborsare integralmente il credito e separatamente trattenere i debiti (eventualmente rateizzati), da quest’anno i crediti sono rimborsati al singolo dipendente al netto degli eventuali suoi debiti esposti nel medesimo 730/4.

Gli effetti sono ancora più evidenti laddove il lavoratore abbia optato per la rateizzazione, in quanto la rata è calcolata dividendo l’importo del conguaglio da trattenere nel mese di luglio (ultimo rigo del prospetto di liquidazione) per il numero prescelto dal lavoratore (da due a cinque). La mancata restituzione in busta dell’intero importo del credito, e la trattenuta della nuova rata producono un netto inferiore rispetto a quello che sarebbe risultato se il credito fosse stato integramente restituito e il debito “puro” fosse stato rateizzato.

Dal punto di vista del versamento in F24, invece, cambia poco in quanto le imposte a debito sono tutte analiticamente esposte con i rispettivi codici tributo, mentre, riducendosi di fatto i crediti rimborsati, aumentano le ritenute da versare. Probabilmente non cambieranno gli importi degli interessi, che dovrebbero essere calcolati sulla singola imposta a debito, ma, in assenza di specifiche indicazioni, bisognerà attendere il prossimo mese. Questo nuovo sistema complica anche le operazioni di quadratura tra F24 e importi da 730/4, posto che gli importi che compaiono nello stipendio sono molto diversi da quelli indicati nel modello di pagamento.

Dai risultati emersi confrontando il vecchio sistema gestionale con il nuovo, sembra che l’obiettivo perseguito dall’Amministrazione sia di tipo finanziario, e cioè recuperare tutti i debiti (in capo al singolo dipendente) rimborsando solo i crediti al netto dei debiti, nonché anticipare i tempi di incasso (il debito rateizzato da incassare entro il 16 dicembre sarà di importo inferiore perché al netto dei crediti). Un obiettivo legittimo in considerazione delle difficoltà economiche e finanziarie in cui versa il Paese, ma che avrebbe dovuto essere esplicitato e spiegato ai lavoratori che hanno presentato il 730 (facendo affidamento sul rimborso per poter andare in vacanza), alle software house che dovevano cambiare i programmi, e alle aziende e consulenti che hanno il delicatissimo compito di gestire le imposte derivanti dalle dichiarazioni annuali.


note

[1] Ag. Entrate circolare n. 57/E del 30.05.2014.

Autore immagine: 123rf com

 

Fonte Sole24Ore


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