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Investire una persona non sulle strisce

15 Dicembre 2021
Investire una persona non sulle strisce

Pedone investito da una macchina: chi è responsabile? Quali sono i rischi penali e civili? Chi paga il risarcimento?

A cosa si va incontro se si investe una persona non sulle strisce? Chi attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali non commette illecito se quelle più vicine si trovano ad oltre 100 metri. Tuttavia, anche quando viene violata tale regola del Codice della strada, non si può comunque escludere la responsabilità dell’automobilista che non vede il pedone e lo “mette sotto”.

A tali conclusioni è più volte giunta la giurisprudenza che ha di fatto formulato una sorta di “presunzione di responsabilità” a carico dell’automobilista. Chi è alla guida di un mezzo che, proprio perché a motore, può determinare un maggior pericolo per gli altri utenti della strada, deve prestare massima attenzione ai soggetti più indifesi come appunto i pedoni che attraversano la strada.

Investire una persona non sulle strisce può quindi costituire reato: spetterà all’automobilista dimostrare che la colpa dell’incidente non è sua. Approfondiremo meglio tali concetti nel corso del seguente articolo. 

Investire una persona: cosa si rischia?

Chi investe un pedone incorre in una responsabilità sia di tipo penale che civile. 

La responsabilità penale è più o meno rigorosa a seconda dell’entità delle ferite procurate: si va dal reato di lesioni (che possono essere lievi, gravi o gravissime), punito di base con la reclusione da 3 mesi a 3 anni, al reato di omicidio stradale in caso di morte. Le lesioni gravi sono punite da 3 a 7 anni. Le lesioni gravissime sono punite da 6 a 12 anni (art. 583 cod. pen.).

La responsabilità penale è solo del conducente, anche se il veicolo è di proprietà di un altro. Quest’ultimo quindi non subisce alcuna conseguenza per i reati commessi da chi era al volante.

La responsabilità civile invece attiene al risarcimento del danno. Questo viene coperto dall’assicurazione del titolare dell’auto (anche se condotta da altro soggetto). L’assicurazione liquida il danno alla vittima nei limiti del massimale sottoscritto con la polizza (il più delle volte, il massimale copre sempre tutti i danni). L’assicurazione non può rivalersi nei confronti del conducente a meno che questi non abbia violato le condizioni di polizza (ad esempio, l’aver guidato senza patente o in stato di ebbrezza). 

Pedone attraversa fuori dalle strisce: violazione Codice della strada

Il Codice della strada detta regole anche per chi va a piedi. Il pedone che deve attraversare la strada deve farlo in corrispondenza delle strisce; diversamente, può subire una multa da 25 a 100 euro. La legge tuttavia lo autorizza ad attraversare anche fuori dalle strisce se quelle più vicine distano oltre 100 metri. 

Tuttavia, in tal caso, bisogna attraversare la strada in senso perpendicolare (ossia non disegnando traiettorie oblique e quindi più lunghe), prestando comunque l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé e per gli altri.

Investire una persona fuori dalle strisce: chi è responsabile? 

Il fatto che il pedone non rispetti il Codice della strada e che, quindi, attraversi fuori delle strisce anche laddove non potrebbe non costituisce per lui una fonte di responsabilità automatica nel caso in cui venga investito da un’auto. Ai fini dell’individuazione del colpevole, conta più che altro la prevedibilità e l’evitabilità dell’incidente. In buona sostanza, e detto in termini molto pratici, si parte col presumere che la responsabilità sia dell’automobilista che investe il pedone, sia che questi fosse sulle strisce, sia che non lo fosse. 

Pertanto, l’automobilista che si accorge – o comunque che avrebbe potuto accorgersi usando l’ordinaria diligenza – di un pedone che attraversa o sta per attraversare la strada fuori dalle strisce deve comunque lasciarlo passare e attuare ogni frenata d’emergenza necessaria per impedirne l’investimento. 

Leggi sul punto Attraversamento strada, strisce pedonali e investimento pedone.

Il conducente che voglia evitare le conseguenze penali e risarcitorie deve dimostrare che il pedone si è posto dinanzi a lui come un ostacolo che non poteva essere evitato neanche osservando tutte le cautele possibili che la tipologia di strada richiede. 

Facciamo qualche esempio. 

Come già detto, il pedone che attraversa non sulle strisce ha comunque diritto al risarcimento e non può dirsi responsabile dell’incidente. Chi guida infatti deve prevenire eventuali violazioni del Codice della strada altrui, ivi comprese le scorrettezze di chi attraversa, specie se si tratta di bambini il cui comportamento è «intrinsecamente e ontologicamente imprudente». 

Il fatto che il pedone non abbia guardato a destra e a sinistra prima di attraversare la strada, non esclude la colpa del conducente se questi comunque poteva accorgersi di lui e frenare per tempo.

Se il pedone era distratto e magari aveva gli occhi puntati sullo smartphone, si potrà parlare di un concorso di colpa.

Se il pedone attraversa fuori dalle strisce di notte, in una strada poco illuminata e a rapido scorrimento (ad esempio, una superstrada), l’automobilista può esonerarsi dalla responsabilità: la presenza dell’uomo in mezzo alla strada, laddove non visibile, non è certo un evento prevedibile.

In buona sostanza, nel caso in cui un pedone venga investito fuori dalle strisce la responsabilità si continua a presumere in automatico in capo al conducente a meno che questi riesca a dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Il che significa che, in assenza di prova, il pedone investito va sempre risarcito.

Pedone sbuca all’improvviso dietro l’autobus

Un altro tipico caso di investimento è quello del pedone che, dopo essere sceso dall’autobus in fermata, attraversa la strada all’improvviso occultato proprio dal grosso veicolo. In tali casi, la Cassazione ha ritenuto comunque sussistente la responsabilità dell’automobilista: è infatti verosimile e prevedibile, laddove si trovi in sosta un pullman o un autobus, che vi sia anche l’attraversamento di pedoni e passeggeri.

In tali casi, quindi, il conducente deve moderare la velocità in considerazione della presenza di un attraversamento pedonale e di una fermata di autobus, con presenza, sul ciglio della strada, di pedoni in procinto di attraversarla.

Essendo pacifica la presenza di un attraversamento pedonale, logicamente si addebita al conducente «un comportamento imprudente». Ciò alla luce del principio secondo cui «il conducente di un veicolo è tenuto ad osservare, in prossimità degli attraversamenti pedonali, la massima prudenza e a mantenere una velocità particolarmente moderata, tale da consentire l’esercizio del diritto di precedenza, spettante in ogni caso al pedone che attraversi la carreggiata nella zona delle strisce zebrate». E tale generale regola di prudenza correlata al diritto di precedenza riconosciuto al pedone è applicabile «a tutela dell’incolumità dei pedoni anche nel caso in cui l’attraversamento avvenga nelle vicinanze delle strisce e anche a prescindere dal rispetto dei limiti di velocità da parte dell’automobilista». 

Come abbiamo però appena detto, ciò vale anche laddove il pedone non si trovi sulle strisce. 


note

[1] Cass. sent. n. 45588/2021.


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