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Quali coltelli vanno denunciati?

2 Aprile 2022 | Autore:
Quali coltelli vanno denunciati?

Armi da sparo e armi bianche la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona: cosa dice la legge? Le armi improprie si possono portare con sé?

Un coltello è un’arma? Dipende dalla sua struttura e dalla sua capacità di fare del male. È chiaro che qualsiasi tipo di coltello, anche quello da cucina, nelle mani sbagliate può diventare un pericoloso strumento di offesa. In realtà, ciò potrebbe essere detto di tantissimi oggetti: anche un libro particolarmente voluminoso con la copertina rigida, uno smartphone o un posacenere possono essere branditi per fare violenza. Anche un cuscino, premuto sul viso con forza, può cagionare la morte. Questo per dire che, sebbene potenzialmente qualsiasi oggetto possa essere pericoloso, solo quelli naturalmente predisposti all’offesa possono essere considerati come armi a tutti gli effetti, con la conseguenza che, per comprarli e possederli, occorre la licenza dell’autorità pubblica. Quali coltelli vanno denunciati?

Come vedremo, il problema dei coltelli e della loro riconducibilità alla categoria delle armi è molto avvertito perché sono davvero tanti coloro che, più o meno consapevolmente, vengono sorpresi dalle autorità con questi oggetti addosso. Molto spesso si accampa la scusa del campeggio, del collezionismo, ecc.; in realtà, la legge è molto severa sul punto e, come sappiamo, non ammette ignoranza. Pertanto, chi viene trovato con un coltello dalla lama acuminata e a doppio filo non potrà dire che utilizza l’oggetto per tagliarci il pane; ugualmente, chi viene sorpreso con un’accetta nel bagagliaio dell’auto sportiva ben difficilmente potrà dire che stava andando a tagliare la legna. Con la differenza, però, che mentre il coltello acuminato è un’arma a tutti gli effetti, l’ascia no. Quali coltelli vanno denunciati? Scopriamolo insieme.

Armi bianche: cosa sono?

Cosa sono le armi bianche? Sono definite armi bianche tutte quelle diverse dalle armi da fuoco, cioè da pistole, fucili, ecc. Per essere più precisi, le armi bianche sono strumenti che, per offendere l’altrui persona, necessitano della forza o dell’abilità di chi le brandisce: si pensi alla spada, al manganello, all’arco, al pugnale, ecc.

Coltello: è un’arma bianca?

Il coltello è un’arma bianca? Dipende da com’è fatto.

Qualsiasi strumento, per essere considerato un’arma, deve avere quale naturale destinazione l’offesa alla persona. Insomma, ogni arma è tale solo se ideata per fare del male (cosa terribile a dirsi).

Nel caso dei coltelli, è certo che la lama può essere pericolosa e perfino letale; tuttavia, non si può affermare che i classici coltelli casalinghi siano delle armi. Se così fosse, anziché acquistarli in un qualsiasi negozio di articoli per la casa dovremmo recarci in armeria.

È chiaro dunque che tutto dipende da com’è fatto il coltello:

  • se la lama è affilata su un solo lato, non è un’arma ma al massimo, come vedremo, un’arma impropria;
  • se la lama è affilata su entrambi i lati e termina con una punta acuminata, allora si tratta di un’arma bianca a tutti gli effetti.

Così testualmente la Corte di Cassazione: «ai fini della qualificazione del “coltello” quale arma propria o arma impropria, debba farsi riferimento, rispettivamente, alla presenza o all’assenza della punta acuta e della lama a due tagli, tipica delle armi bianche corte, mentre sono irrilevanti le particolarità di costruzione dello strumento» [1].

Coltelli: quali vanno denunciati?

Tutti i coltelli che presentano le caratteristiche sopra descritte (lama affilata su entrambi i lati e punta acuminata) sono da considerarsi armi bianche e, pertanto, vanno regolarmente denunciate alle autorità. Ma non solo: l’acquisto e la detenzione può avvenire solo dietro regolare autorizzazione rilasciata dall’autorità pubblica.

E infatti le armi bianche, esattamente come quelle da fuoco, sono classificate tra le armi proprie, cioè tra gli strumenti che, per loro natura, sono destinati all’offesa della persona.

Per tale ragione, per avere con sé un’arma bianca occorre chiedere alla questura territorialmente competente il rilascio di specifica autorizzazione, sotto forma di porto d’armi oppure di semplice nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi: la differenza è che mentre col primo si è abilitati anche al trasporto dell’arma (ma solamente per il motivo che giustifica il rilascio del porto stesso, tipo il tragitto da casa alla zona di caccia, nel caso di porto d’armi per uso venatorio), con il secondo si è legittimati solamente a comprare l’arma e a portarla a casa, senza che di qui possa uscire.

Dopo l’acquisto di qualsiasi tipo di arma, entro tre giorni, occorre sempre denunciarne la detenzione alla polizia o ai carabinieri, entro 72 ore dall’acquisto.

Ma quali sono i coltelli che, possedendo le caratteristiche sopra descritte, vanno denunciati? Di seguito un elenco dei più comuni:

  • pugnali;
  • stiletti;
  • baionette;
  • coltelli a molla;
  • coltelli a scatto;
  • coltello “survival” (stile Rambo).

Quando i coltelli sono armi improprie vanno denunciati?

Solamente i coltelli che rientrano nelle categorie delle armi proprie vanno denunciati alle autorità; tutti gli altri, invece, possono essere acquistati e conservati in casa tranquillamente, ma ne è vietato il trasporto, se non per giustificate ragioni.

Se Paolo sta andando da un amico per un barbecue, può trasportare con sé alcuni coltelli utili per arrostire la carne. Se Francesco sta andando a fare un’escursione in montagna, è legale che porti con sé un coltellino multiuso.

In pratica, solo i coltelli che sono armi bianche a tutti gli effetti vanno denunciati alle autorità; quelli da considerarsi armi improprie, invece, non necessitano di tale adempimento.

Ad esempio, secondo la giurisprudenza [2], il comune coltello a serramanico (cioè l’utensile dotato di lama monofilo pieghevole nella cavità della impugnatura la quale, così, funge anche da guaina) costituisce arma impropria, per il cui possesso non occorre alcun permesso, ma il cui porto fuori dall’abitazione o dalle relative appartenenze deve essere giustificato, pena il reato.


note

[1] Cass., sent. n. 8032/2019.

[2] Cass., sent. n. 15945 del 21/03/2013.

Autore immagine: canva.com/


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