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Sospensione del mutuo con gli interessi: la fregatura della banca

16 Luglio 2014
Sospensione del mutuo con gli interessi: la fregatura della banca

Oneri di sospensione: il cliente mutuatario non ne è a conoscenza e si trova a dover pagare di più del debito iniziale.

La perdita del posto di lavoro è il motivo principale per cui più di 100 mila famiglie (secondo l’Abi) hanno chiesto alla banca di sospendere il pagamento delle rate del mutuo (fino a 18 mesi).

Una possibilità data dal Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa (con il contributo dello Stato) che fa da ammortizzatore sociale.

Peccato che la moratoria sui mutui non sia senza spese e che i mutuatari che ne hanno usufruito non ne fossero consapevoli. E si siano ritrovati a pagare alla banca, oltre al capitale residuo, gli “oneri di sospensione”: in pratica, gli interessi aggiuntivi dovuti alla fine del periodo di sospensione delle rate.

Possono essere di migliaia di euro: per esempio, circa 4 mila euro per un mutuo a tasso fisso di 150 mila euro sospeso per 18 mesi.

La legge prevede che il Fondo, nel periodo di sospensione, paghi soltanto una fetta degli interessi dovuti dal cliente, quella relativa ai parametri di mercato.

Per i mutui a tasso variabile al mutuatario resterà da versare solo lo spread.

Per i mutui a tasso fisso resterà lo spread, più la differenza fra l’Irs di oggi e quello alla data di stipula del mutuo.

Visti i tassi in discesa, chi ha sospeso un mutuo a tasso fisso paga più della metà degli interessi.

Di sicuro la possibilità di sospendere il mutuo per un certo periodo di tempo è positiva, visto che almeno una parte della rata del mutuo viene pagata dal Fondo dello Stato.

Si ha un po’ di respiro, ma bisogna sapere che tale possibilità ha comunque un costo.

Ci chiediamo se lo Stato non potesse fare uno sforzo in più per aiutare su questo fronte i mutuatari in difficoltà o, quanto meno, per essere più chiaro con i beneficiari del Fondo.


note

Autore immagine: 123rf com


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