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Si può essere perquisiti senza ragione da un poliziotto in borghese?

4 Aprile 2022 | Autore:
Si può essere perquisiti senza ragione da un poliziotto in borghese?

Le forze dell’ordine possono stare in servizio senza uniforme? In quali casi si può procedere a perquisizione senza autorizzazione del magistrato?

Tutti sanno che le forze dell’ordine possono agire anche in borghese (cioè senza uniforme ufficiale) quando le operazioni lo richiedano. La divisa infatti è troppo vistosa e, in alcune circostanze, potrebbe essere controproducente. Si pensi a un’operazione di polizia volta ad arrestare alcuni spacciatori di droga: agire in borghese consente alle forze dell’ordine di confondersi tra la gente, così da garantire l’effetto sorpresa. Con questo articolo ci occuperemo di uno specifico argomento: vedremo cioè se si può essere perquisiti senza ragione da un poliziotto in borghese.

Film e telefilm ci hanno insegnato che le autorità possono procedere a perquisizione solamente se hanno il “mandato” del giudice. In realtà, la legge italiana consente alla polizia di procedere a perquisizione anche senza la preventiva autorizzazione del magistrato, purché vi siano fondati sospetti, cioè motivi ragionevoli di credere che la perquisizione potrà avere frutto. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se si può essere perquisiti senza ragione da un poliziotto in borghese.

Perquisizione: cos’è?

La perquisizione consiste nell’attività di ricerca:

  • di una cosa utile per le indagini;
  • di una persona da arrestare.

Per legge (art. 247 cod. proc. pen.), la perquisizione può essere personale o locale:

  • la perquisizione personale è disposta quando vi è fondato motivo di ritenere che una persona nasconda su di sé il corpo del reato (cioè la cosa su cui è stato compiuto o con la quale si è realizzato il reato) o cose pertinenti al reato. Si pensi al pusher che nasconde la droga;
  • la perquisizione locale è prevista quando c’è il fondato motivo che suddette cose si trovino in un determinato luogo, ovvero che in esso possa eseguirsi l’arresto dell’indagato o dell’evaso.

Perquisizione: quando è legale?

Di regola, la perquisizione deve essere disposta con decreto dell’autorità giudiziaria (giudice procedente o pubblico ministero). Si tratta del cosiddetto “mandato”, cioè del permesso che la polizia riceve e che deve esibire al momento della perquisizione.

Eccezionalmente, la legge consente di procedere a perquisizione senza decreto del magistrato; ciò avviene, ad esempio:

  • quando bisogna procedere all’arresto di persona evasa oppure colta in flagranza di reato. Si pensi al ladro che è fuggito e si è nascosto in casa propria;
  • quando si deve eseguire un’ordinanza di custodia cautelare o un ordine di carcerazione;
  • quando si procede per particolari reati, come ad esempio per spaccio di droga o illecita detenzione di armi.

In questi casi, la polizia può bussare alla porta e chiedere legittimamente di entrare anche se non ha il decreto di autorizzazione.

Si pensi ad esempio alle forze dell’ordine che sentono odore di cannabis oppure le urla di una donna provenire da una casa: in ipotesi del genere, si precipiteranno per controllare cosa succede e chiederanno di entrare anche senza decreto.

In ogni caso, la perquisizione è un atto a sorpresa: non ci si potrà lamentare di non essere stati avvisati e di non avere un avvocato. Un legale potrà comunque essere chiamato affinché assista alle operazioni, ma la polizia non è tenuta ad attenderlo.

Polizia in borghese: può perquisire?

Non ci sono dubbi: anche la polizia in borghese può effettuare le perquisizioni, sia personali che locali. Quando agisce in abiti civili, infatti, la polizia è pur sempre in servizio.

Non va poi dimenticato che gli appartenenti alle forze dell’ordine devono considerarsi in servizio permanente: la loro qualità di pubblico ufficiale non cessa mai, nemmeno nel momento in cui non indossano l’uniforme.

Poliziotto in borghese: deve identificarsi?

Una perquisizione fatta da un agente in borghese potrebbe destare allarme, in quanto il perquisito ben potrebbe opporre resistenza davanti a una persona qualsiasi che gli mette le mani addosso. Ecco perché è importante che il poliziotto in borghese si identifichi.

Secondo la legge [1], il personale delle forze armate autorizzato a svolgere il servizio d’istituto in abito civile (in pratica, in borghese), nel momento in cui deve far conoscere la propria qualità o allorché l’intervento assuma rilevanza esterna, ha l’obbligo di applicare sull’abito in modo visibile una placca di riconoscimento e di esibire la tessera di riconoscimento, ove richiesto.

In pratica, quando poliziotti e carabinieri agiscono in borghese hanno l’obbligo di identificarsi nel momento in cui intervengono, ad esempio per una perquisizione.

La ragione è piuttosto chiara: agendo in abiti civili, le persone non sanno con chi hanno a che fare e, dunque, potrebbero rifiutarsi di obbedire a un ordine impartito da un soggetto che si confonde con gli altri.

Dunque, sussiste l’obbligo di identificarsi quando le forze dell’ordine agiscono in borghese. Se un poliziotto in abiti civili non mostrasse il tesserino su espressa richiesta, allora il cittadino potrebbe legittimamente opporsi alla perquisizione.

Polizia in borghese: può perquisire senza ragione?

Una perquisizione senza ragione è illegale, a prescindere che sia fatta da un poliziotto in divisa o in borghese. La legge (art. 609 Cod. pen.) punisce con la reclusione fino a un anno il pubblico ufficiale che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, esegue una perquisizione o un’ispezione personale.

Bisogna però distinguere la perquisizione assolutamente arbitraria da quella che solo apparentemente è senza ragione. Come visto in precedenza, infatti, la polizia può procedere a perquisizione anche senza decreto dell’autorità giudiziaria, quando si agisce per determinati reati o c’è una particolare urgenza.

E così, la polizia in borghese potrebbe perquisire un’abitazione in cui si sta dando una festa, se ha ricevuto la segnalazione che al suo interno si trova della droga.

La polizia potrebbe perquisire per strada alcuni ragazzi che passeggiano, se ha il fondato sospetto che nascondano addosso droga o armi.

La polizia in borghese potrebbe chiedere di perquisire una casa, se c’è ragione di credere che al suo interno si nasconde un latitante.

Insomma, perquisire senza mandato non significa perquisire senza ragione. Le cose sono ben distinte in quanto:

  • perquisire senza autorizzazione del magistrato è legale, nei casi previsti dalla legge;
  • perquisire senza ragione è un reato.

Perquisire senza ragione apparente non è dunque reato se, in realtà, la polizia aveva fondati sospetti per procedere, anche se poi non ha rinvenuto nulla.


note

[1] Art. 20, D.P.R n. 782/85.

Autore immagine: canva.com/


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