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Proposta di un tema: “Ripartiamo da Alarico”

29 gennaio 2012


Proposta di un tema: “Ripartiamo da Alarico”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 gennaio 2012



Siamo lieti di pubblicare il contributo di BIAGIO LECCE inviato a “La Legge per Tutti”. Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo del nostro lettore.

 

Alarico, che la storia e la tradizione considerano condottiero buono (non foss’altro perché, nel sacco di Roma del 410 D.C, pare avesse ordinato ai suoi soldati di risparmiare vite umane e Chiese), muore e viene sepolto nel letto del fiume Busento, a Vadue, vicino Cosenza, nel suo percorso verso l’Africa.

L’aspetto poetico della vicenda è colto dalla poesia del tedesco Ugo Platen tradotta dal Carducci.

Perché non fare della “tomba del re Alarico” il luogo simbolo di un percorso che ci porti a questa difficile ricongiunzione con l’Africa?

Perché non immaginare l’istituzione di una sorta di parco europeo che sia rinforzato, però, da una copertura internazionalistica e costituzionale, facendo dichiarare luoghi di interesse europeo quelli della legenda e dando ad essi uno statuto speciale?

Tralasciando i termini del tipo protettorato, luogo extraterritoriale, potremmo fare riferimento, per esempio, all’art. 139 del trattato C.E., che richiama il dialogo sociale, ottenuto soprattutto “incentivando la cooperazione tra Stati membri, sostenendo ed integrando la loro azione (…) per quanto riguarda il contenuto dell’insegnamento (…), nonché delle loro diversità culturali e linguistiche” (art. 149).

Il richiamo della normativa è a “sviluppare la dimensione europea dell’istruzione, con riguardo specifico alle lingue europee, la mobilità degli studenti e degli insegnanti, (…) lo scambio di informazioni e di esperienze (…), di giovani e di animatori di attività socio educative”.

Non manca un’apertura verso il mondo, che per noi potrebbe essere l’Africa: “La Comunità e gli Stati membri favoriscono la cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali competenti in materia di istruzione, in particolare il Consiglio d’Europa (di cui si richiama la procedura decisionale di cui all’art. 251).”

Ma per quanto più strettamente attiene alla cultura, leggiamo l’art. 151, dove si fa accenno “al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune”.

Quanto all’azione concreta della Comunità, il secondo comma precisa che “è intesa ad incoraggiare la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, ad appoggiare e ad integrare l’azione di questi ultimi (..), tra l’altro, con il miglioramento della conoscenza e della diffusione della cultura e della storia dei popoli europei, con la conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea (..).

Anche le azioni specifiche nel quadro della coesione economica, sociale e territoriale trovano copertura economico-normativa con la previsione di fondi specifici (art. 159 u.c; si veda l’art. 179 c.3).

Insomma quel che si richiede è un’azione congiunta degli stati e di organizzazioni comunitarie nell’ambito di una conferenza dedicata al tema proposto (ai sensi dell’art. 180), nell’ottica di una cooperazione internazionale allargata ai paesi del nord Africa (art. 181), con la creazione di un’associazione caratterizzata da diritti e obblighi reciproci, da azioni in comune e da procedure particolari” (art. 310), nel senso dell’apertura verso i paesi in via di sviluppo (art. 208 del trattato UE, dopo Lisbona).

Questa è la mia proposta, non molto più fantasiosa che realizzabile.

 

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