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Carte fedeltà: attenti agli interessi se si paga a rate

16 Luglio 2014
Carte fedeltà: attenti agli interessi se si paga a rate

Con le revolving si sborsano tassi altissimi per fare la spesa a rate: interessi a due cifre; fai bene i tuoi conti se vuoi usarle.

Sconti ad hoc, raccolte punti, agevolazioni sulla spesa… e la possibilità di pagare gli acquisti in più tranches, nelle ormai note comode rate mensili, solitamente di non più di 50 euro. Il tutto sottoscrivendo una carta di credito revolving con il marchio della catena commerciale.

Auchan, Carrefour, Esselunga, ma anche i grandi store dell’hi-tech, da Mediaworld a Unieuro, tutti propongono ai clienti questa versione evoluta della classica carta fedeltà, che tutti noi abbiamo nel portafoglio.

Chi accetta di sottoscriverla stipula un contratto con la finanziaria con cui l’insegna della grande distribuzione ha fatto una partnership e ottiene un fido.

In pratica, il titolare ha la possibilità di rateizzare la spesa fatta con la carta, pagando ogni mese una rata minima che serve a ripagare il debito e a ricostituire la linea di credito, che così è di nuovo disponibile per nuovi utilizzi. Per questo si parla di credito revolving, cioè di credito rotativo.

La carta si può usare nei negozi della catena, ma anche in tutto il circuito di pagamento con cui la carta è convenzionata (ad esempio, Mastercard o Visa).

I negozianti spesso promettono sconti consistenti se si utilizzano queste carte per pagare, senza far cenno agli alti interessi che il loro utilizzo comporta e che spesso vanifica gli sconti promessi.

Infatti, sono un prodotto molto redditizio per chi le emette, perché fanno pagare tassi di interesse salati: il Taeg (il vero costo del finanziamento, che comprende il Tan e tutte le spese) medio delle 14 carte revolving è, in media, del 19,78%, ma c’è chi arriva alle soglie del tasso di usura.

Siamo certi che chi le utilizza sia consapevole di quanto gli costano? Per aumentare la consapevolezza sui costi elevati di questo strumento l’associazione Altroconsumo ha analizzato 14 carte revolving nate da partnership con catene commerciali o fornitori di beni e servizi.

Tessere a confronto

Ipotizzando che la linea di credito concessa al cliente sia di 1.500 euro mensili e che questi ne utilizzi 500 per fare spese nei negozi, con questo profilo, la carta più conveniente è Fidaty Plus, con un Taeg del 12,55%, mentre la più cara è Carta Unieuro, emessa da Agos Ducato, che ha un Taeg del 24,30%. Un valore davvero molto alto: il tasso soglia ai fini dell’usura valido fino al 31 marzo 2014 è del 24,99%.

Ci sono però alcune carte che applicano rateizzazioni particolari, se usate per pagare a rate acquisti nella catena di riferimento. Per esempio, Carta Alsolia Decathlon, se usata nei negozi Decathlon, conviene perché il Taeg che viene applicato sulla rateizzazione è pari a zero per quattro mesi di durata del finanziamento, e sale al 9,09% per durate di 10 o di 18 mesi. La stessa carta usata al di fuori dell’insegna, ma sempre nel circuito Mastercard, per rateizzare un pagamento tocca un Taeg del 21,23%.

Lo stesso per Carta Nova Iper e Carta Nova Mediaworld, che per gli acquisti nei negozi omonimi dà la possibilità di pagare in tre rate con un Taeg di massimo il 6,17%, ma se usata al di fuori dei negozi dell’insegna, nel circuito Mastercard ha un Taeg che sale fino al 19,36% per carta Iper e fino al 21,28% per carta Mediaworld.

Insomma, per capire quanto ci costa ripagare il debito a rate, verificate il Taeg. Non fermatevi al Tan (Tasso annuo nominale) che potrebbe illudervi, in quanto non include tutte le spese legate al finanziamento.

Mentre il Taeg tiene conto del Tan, delle spese di gestione pratica e delle spese di invio dell’estratto conto (uno al mese) o di gestione della pratica. Nel caso ci siano bolli da pagare, anche questi vanno inseriti nel Taeg (di solito, però, le rate periodiche sono di ammontare inferiore ai 77,47 euro, che è la soglia a partire dalla quale è previsto il pagamento dell’imposta di bollo di 2 euro per ogni estratto conto).

Consigli per gli acquisti

Per non fare passi falsi bisogna essere consapevoli che queste carte non sono altro che veri e propri prestiti per fare la spesa nelle insegne che le distribuiscono. E come tali si devono restituire in un tempo stabilito, pagando un tasso di interesse e tutte le spese.

In qualche caso si paga pure un canone annuo per la carta: 9 euro (Carta Expert e Asolia Decathlon) e addirittura 36 per Carta Auchan. Insomma, non sono indolori per il nostro portafoglio, come possiamo pensare quando il negozio ci invita ad attivarle.

In caso di problemi

In caso di problemi con le carte revolving (addebiti sbagliati, commissioni ingiustificate,rateizzazioni tropo lunghe… ) l’iter da seguire è uguale a quello di altri servizi finanziari. La controparte non è l’insegna della grande distribuzione, ma la finanziaria che ha emesso la carta e concesso il credito.

Bisogna fare reclamo scritto all’Ufficio reclami della finanziaria che si trova sul contratto che avete firmato per avere la carta.

La finanziaria deve rispondere entro 30 giorni: se non lo fa o vi dà una risposta negativa, potete fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario.


note

Autore immagine: 123rf com


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