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Quali armi bianche vanno denunciate

4 Aprile 2022 | Autore:
Quali armi bianche vanno denunciate

Armi proprie e improprie: differenza. Un’arma bianca senza punta né filo va segnalata alla polizia oppure è acquistabile liberamente?

In linea di massima, ogni tipo di arma va denunciata alle autorità e, per poterla acquistare, occorre un’espressa autorizzazione. Questo vale non solo per le pistole, ma anche per le cosiddette “armi bianche”, cioè quelle armi da punta, da taglio oppure a forma contundente che possono provocare gravi lesioni. La legge però fa una differenza tra armi proprie e improprie: queste ultime, infatti, non vanno segnalate e possono essere acquistate liberamente. Con questo articolo vedremo quali armi bianche vanno denunciate.

Per arrivare a comprendere ciò, occorre innanzitutto spiegare cosa intende la legge quando parla di “armi”; successivamente, bisogna precisare qual è la differenza tra armi da fuoco e armi bianche; infine, potremo vedere quali sono le armi bianche che vanno denunciate e quali, invece, rientrano tra le armi improprie.

Armi: cosa sono secondo la legge?

Secondo la legge (art. 585 cod. pen.), per “armi” si intendono tutte quelle da sparo e le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona.

In pratica, per legge sono armi tutti gli strumenti che sono naturalmente predisposti a fare del male, come ad esempio la pistola, il fucile, la spada, il pugnale, ecc.

Armi improprie: cosa sono?

Sono armi improprie tutte quelle che, pur non essendo destinate naturalmente all’offesa della persona, possono essere impiegate per colpire o ferire.

In pratica, sono armi improprie tutti gli strumenti che, seppur destinati a scopi diversi dall’offesa alla persona, possono comunque essere usati per nuocere o mettere in pericolo l’incolumità altrui. Si pensi all’ascia, al martello, al cacciaviti, alla sega, ecc.

A differenza delle armi proprie, le armi improprie possono essere acquistate e tenute liberamente, ma non possono essere portate fuori se non c’è un giustificato motivo.

Per legge [1], senza una valida ragione non possono portarsi, fuori della propria abitazione, «bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa alla persona».

Insomma: tutto ciò che è idoneo all’offesa della persona deve restare a casa, oppure può essere portato con sé solamente se c’è un valido motivo.

Ad esempio, una persona potrà portare in auto un’ascia se sta andando a tagliare la legna, ma non può fare lo stesso se sta andando al bar o a casa di amici.

Armi bianche: cosa sono?

Le armi bianche sono armi a tutti gli effetti. Sono così chiamate per distinguerle dalle armi da fuoco; la denominazione deriva probabilmente dal fatto che non fanno rumore oppure perché, essendo la maggior parte di esse di metallo, rilucono al sole.

Per definizione, sono armi bianche tutte quelle che hanno come naturale destinazione l’offesa alla persona e che, a differenza delle armi da fuoco, necessitano per il loro utilizzo della forza o dell’abilità di chi le brandisce.

Rimandando alla lettura dell’articolo Cosa sono le armi bianche per un maggior approfondimento sul tema, possiamo dire che in genere le armi bianche sono:

  • da botta, utili a breve distanza per infliggere percosse e contundere (bastoni, martelli,  mazze, clave);
  • da taglio a prescindere dalla lunghezza, come coltelli e spade;
  • da punta, destinate ad offendere non di taglio ma di punta, come le lance, le picche, le baionette e gli stiletti.

Esistono poi tante altre specie di armi bianche, come ad esempio quelle da tiro (archi e balestre).

Armi bianche: vanno denunciate?

Come già ricordato, le armi bianche sono armi a tutti gli effetti; in quanto tali, l’acquisto non è libero, così come non lo è il porto.

Per avere con sé un’arma bianca occorre chiedere alla questura territorialmente competente il rilascio di specifica autorizzazione, sotto forma di porto d’armi oppure di semplice nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi: la differenza è che mentre col primo si è abilitati anche al trasporto dell’arma (ma solamente per il motivo che giustifica il rilascio del porto stesso, tipo il tragitto da casa alla zona di caccia, nel caso di porto d’armi per uso venatorio), con il secondo si è legittimati solamente a comprare l’arma e a portarla a casa, senza che di qui possa uscire.

Dopo l’acquisto di qualsiasi tipo di arma, entro tre giorni, occorre sempre denunciarne la detenzione alla polizia o ai carabinieri, entro 72 ore dall’acquisto o dal possesso.

Solo a titolo esemplificativo, vanno denunciate le seguenti armi bianche:

  • pugnali;
  • stiletti;
  • baionette;
  • coltelli a molla;
  • coltelli a scatto;
  • coltelli “survival”;
  • spade;
  • sciabole;
  • lance;
  • giavellotti.

Tutte le armi bianche vanno denunciate?

Tutti gli strumenti riconducibili alla categoria delle armi bianche vanno denunciate alle autorità.

Non vanno invece denunciate le armi bianche che non hanno le caratteristiche della naturale destinazione all’offesa. Ad esempio, i coltelli sprovvisti di lama acuminata e taglienti su un solo lato sono armi improprie che, pertanto, possono essere acquistati e conservati liberamente, ma non trasportati all’esterno della propria abitazione senza giustificato motivo.

In pratica, tutte le volte che un’arma non ha punta né filo, non è un’arma bianca ma un’arma impropria. Si pensi alle numerose spade o katane ornamentali ispirate al mondo fantasy o all’estremo oriente. Questi strumenti non vanno dunque denunciati.


note

[1] Art. 4, l. n. 110/75.

Autore immagine: canva.com/


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