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Multa autovelox: il verbale deve indicare che c’è il segnale?

17 Dicembre 2021
Multa autovelox: il verbale deve indicare che c’è il segnale?

Necessario il cartello che avvisa i conducenti della postazione di controllo: l’omesso riferimento nell’atto di contestazione non rileva laddove risulta che l’utente sappia del rilevamento elettronico.

Su una cosa non ci piove: prima dell’autovelox, posto a una ragionevole distanza da esso, ci deve essere il cartello stradale che segnala agli automobilisti la possibilità del controllo elettronico della velocità. Se poi si tratta di un tutor, sul cartello deve essere specificato che il controllo avviene sulla velocità «media». Ciò che però non è a tutti chiaro è se, nel malaugurato caso in cui dovesse sopraggiungere la multa autovelox, il verbale deve indicare che c’è il segnale.

In altre parole, semmai l’automobilista dovesse aver percorso una strada che non conosce bene, come farebbe, a distanza di circa 90 giorni (tale infatti è il termine entro cui la contravvenzione va notificata al proprietario del mezzo), a ricordare se sul tratto di strada percorso e su cui è stato rilevato l’eccesso di velocità, c’era davvero il segnale con l’avviso? Ecco, solo la polizia potrebbe dirglielo, evitandogli di tornare sullo stesso luogo, a ritroso, per verificare se sussista la condizione di legge per ritenere la multa autovelox legittima. E la polizia, in quanto pubblico ufficiale, non può certo mentire.

Peraltro, proprio di recente, la Cassazione si è espressa sull’obbligo dell’avviso preventivo anche nel caso dell’autovelox montato a bordo della pattuglia dei vigili, il cosiddetto scout speed che, pertanto, può comunque agire entro il raggio di azione dell’avviso, ossia non oltre 4 km dal cartello.

Torniamo dunque a noi: in caso di multa autovelox, il verbale deve indicare che c’è il cartello? La risposta offerta dalla Cassazione è negativa [1]. Deve pertanto ritenersi valido il verbale per eccesso di velocità, rilevato con l’autovelox, anche se nell’atto non viene indicata la presenza del cartello di segnalazione. La carenza dell’informazione non basta, infatti, a rendere nullo l’accertamento laddove la segnaletica risulta comunque esistente.

Dunque, non è nel verbale che il trasgressore deve verificare se c’era o meno, ai bordi della strada, l’avviso preventivo con su scritto «attenzione: controllo elettronico della velocità». Perché se anche qualche comando di polizia è solito inserire tale precisazione, non si tratta di un obbligo e la sua violazione non rende invalida la multa.

Per la seconda sezione civile, la circostanza che nel verbale di contestazione di una violazione dei limiti di velocità, accertata mediante autovelox, non sia indicato se la presenza dell’apparecchio fosse stata preventivamente segnalata mediante l’apposito cartello, non rende nullo il verbale stesso, sempre che sia stata accertata la presenza della segnaletica o ne sia ammessa l’esistenza.

Di qui il principio sancito dalla Cassazione: la validità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertate mediante autovelox, è subordinata alla presenza del cartello che segnala la postazione fissa di rilevazione della velocità. Cartello che deve porsi a una distanza minima «ragionevole» rispetto all’apparecchio (da valutare in base al tipo di velocità percorribile sulla strada) e ad una distanza massima di non oltre 4 chilometri (diversamente, andrebbe posizionato un secondo cartello a pena di nullità della contravvenzione). E – prosegue sempre la Cassazione – a nulla rileva l’indicazione o meno della presenza di tale segnaletica all’interno del verbale.

A questo punto, come si fa a dimostrare che il cartello non c’era? Purtroppo non c’è alternativa se non recarsi nuovamente sul luogo ove è avvenuta la rilevazione (indicato – questo sì obbligatoriamente – nel verbale) e verificare con i propri occhi. Dopodiché, bisognerà procurarsi la prova fotografica di ciò, eventualmente un filmato da esibire al giudice nel corso del giudizio di opposizione alla multa. Spetterà all’agente accertatore fornire la prova contraria. Se mai sussistente.



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