Addio ai tatuaggi colorati

17 Dicembre 2021 | Autore:
Addio ai tatuaggi colorati

L’Unione europea mette al bando dal 4 gennaio 2022 la maggior parte degli inchiostri utilizzati per i tattoo. Si salvano il blu e il verde ma solo per un anno.

Chi ha valutato l’idea di farsi tatuare un disegno colorato sulla pelle meglio che decida in fretta: dal 4 gennaio 2022 potrà farlo solo in bianco e nero. Addio ai tatuaggi colorati, addio alle sfumature gialle o marroni, addio alle rose rosse: l’Unione europea mette al bando gli inchiostri che contengono isopropanolo, quelli colorati appunto. Con due sole eccezioni: un tipo di blu e un tipo di verde.

Fine di un’era, dunque. Da Bruxelles arriva il divieto di utilizzare qualsiasi tipo di inchiostro che contenga alcol isopropilico, impiegato per sterilizzare i colori dei tattoo, e tutte le altre sostanze chimiche ritenute dannose.

Il riferimento normativo è il regolamento Reach, approvato dalla stessa Unione nel 2006 e modificato nel 2020, riguardante la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche. Nel dettaglio, come precisa il Centro nazionale sostanze chimiche che dipende dall’Istituto superiore di sanità (Iss), il nuovo regolamento limita l’utilizzo intenzionale o le concentrazioni di circa 4000 sostanze classificate come «pericolose» negli inchiostri perché:

  • cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione;
  • sensibilizzanti/corrosivi/irritanti per la pelle;
  • irritanti/lesive per gli occhi;
  • vietate nei prodotti cosmetici.

Due, come detto, le eccezioni: il «blu15» e il «verde7». E il perché risulta alquanto paradossale: secondo Bruxelles, per il rosso, arancione e giallo esistono in natura dei pigmenti alternativi, mentre per queste due tonalità no. Come a dire: tuteliamo dal rischio delle sostanze chimiche dannose chi ama le rose rosse, speriamo in bene per chi vuole tatuarsi una rosa blu. Ad ogni modo, si tratta di una concessione temporanea: l’Unione chiede agli addetti ai lavori di trovare un’alternativa entro un anno anche a questi due colori. Altrimenti, verranno messi al bando.

Prevedibile la delusione di molti clienti, così come l’arrabbiatura degli operatori del settore, costretti dal 4 gennaio a buttare via gli inchiostri colorati. In Italia, secondo l’Istituto superiore di sanità, 7 milioni di persone portano un disegno o una scritta indelebile sulla pelle, con picchi del 30% tra i più giovani. Di questi 7 milioni, il 60% ha avuto qualche tipo di reazione avversa al tattoo.

Quello che preoccupa in particolar modo l’Iss è il fatto che, mentre il 10% degli inchiostri è risultato contaminato da batteri, il 90% contiene cromo esavalente, un noto cancerogeno. Nella quasi totalità dei campioni analizzati dall’Istituto, la quantità di cromo è risultata superiore ai livelli di sicurezza senza alcuna indicazione sull’etichetta. Oltre al cromo, in alcuni inchiostri si possono trovare ferro e cobalto e addirittura del mercurio, come nel colore rosso.

L’Iss ricorda che «relativamente all’esecuzione dei tatuaggi, in Italia sono abilitati ad effettuare tale pratica solo coloro che sono in possesso dell’attestato di frequenza di uno specifico corso di formazione regionale e che operino nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalle linee guida del ministero della Salute».



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