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Come si fa per cambiare un amministratore di sostegno?

9 Aprile 2022 | Autore: Valentina Gritti
Come si fa per cambiare un amministratore di sostegno?

L’istanza da formulare al giudice tutelare per cambiare l’amministratore di sostegno nominato dal tribunale.

Pensi che l’amministratore di sostegno a tutela degli interessi di un tuo parente non adempia bene al suo incarico o temi che sia sleale? Sei venuto a conoscenza di movimenti sospetti sul conto corrente del tuo parente e temi che l’amministratore di sostegno stia gestendo male le sue somme o se ne stia addirittura appropriando. Vorresti fare accertare la scorrettezza del suo operato e cambiarlo. Ma come cambiare un amministratore di sostegno? Dovrai rivolgere al giudice tutelare una specifica e ben motivata istanza che quest’ultimo dovrà accogliere.

Solo il giudice tutelare ha il potere di disporre la revoca e la sostituzione di un amministratore di sostegno ma provvede a ciò solo per valide ragioni e in determinati casi, previa verifica del suo operato.

Vediamo insieme quando è possibile cambiare un amministratore di sostegno e, esattamente, come si fa.

Quanto dura l’incarico di amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno viene nominato dal giudice tutelare con decreto motivato immediatamente esecutivo. Tale decreto indica, ai sensi del Codice civile, la durata e la precisa consistenza del suo incarico [1].

L’incarico in questione può avere diversa durata ed essere a tempo indeterminato o determinato. In quest’ultimo caso, può essere disposta dal giudice tutelare – anche d’ufficio – con decreto motivato una proroga della scadenza del termine.

Vige la regola generale che l’incarico sia a tempo determinato e che l’amministratore di sostegno non sia tenuto a proseguire nel suo compito oltre dieci anni [2].

È però prevista – quale eccezione alla regola generale – la prosecuzione dell’incarico a tempo indeterminato nel caso in cui lo stesso venga svolto da un familiare (precisamente dal coniuge, dal convivente, da un ascendente o da un discendente). In detta circostanza, dura per tutta la vita del beneficiario e finché persiste il suo bisogno di protezione.

Quali sono i doveri dell’amministratore di sostegno?

Il Codice civile disciplina dettagliatamente i doveri dell’amministratore di sostegno [3] e prevede principalmente che egli, attenendosi a quanto dichiarato nel formale giuramento [4], debba svolgere il suo incarico con lealtà, fedeltà e diligenza, tenendo conto delle necessità, volontà ed aspirazioni del beneficiario [5].

L’amministratore di sostegno ha l’onere di eseguire, nel pieno rispetto del decreto giudiziale di nomina, i compiti ivi indicati. Egli ha inoltre l’obbligo di verificare con diligenza se sussistano altri atti necessari per una completa, adeguata ed effettiva tutela del soggetto amministrato. Ciò è previsto in ragione della finalità della misura tutelativa, ovvero per il raggiungimento della migliore protezione del beneficiario.

L’amministratore di sostegno ha poi il dovere di considerare le volontà del beneficiario, informandolo di ogni atto che intende compiere. Dovrà poi comunicare al giudice tutelare eventuali dissensi affinché possa dirimere i contrasti e decidere se autorizzare o meno il compimento degli atti contestati dal beneficiario. Sono da autorizzarsi solo gli atti che rispondono agli interessi dell’amministrato e che non sono per lui dannosi.

L’amministratore di sostegno deve tutelare adeguatamente gli interessi del beneficiario e svolgere il suo incarico, senza abusare dei suoi poteri e senza violare norme di legge o disposizioni giudiziali (ad esempio, è tenuto a non commettere reati e ad eseguire solo gli atti legittimi, indicati o autorizzati specificamente dal giudice).

Spetterà al giudice tutelare intervenire in caso di eventuali violazioni o abusi di potere dell’amministratore di sostegno nell’esercizio delle sue funzioni.

Cosa succede se l’amministratore di sostegno viola i suoi doveri?

Abbiamo visto quali sono i doveri dell’amministratore di sostegno. Ma che cosa succede se li viola? In tal caso, tra le varie conseguenze c’è sicuramente la revoca e sostituzione dell’amministratore di sostegno resosi responsabile della violazione dei suoi doveri.

Come abbiamo detto, è compito del giudice tutelare intervenire per verificare l’operato di un amministratore di sostegno e disporne con decreto motivato la revoca e sostituzione.

Il decreto di revoca dovrà contenere le dettagliate ragioni della decisione e dovrà spiegare quale negligenza, infedeltà, reato o violazione di doveri l’amministratore di sostegno ha precisamente commesso nell’esercizio delle sue funzioni. È ovvio che la revoca viene disposta dal giudice tutelare perché l’amministratore in questione, anziché rispettare il giuramento prestato e proteggere il beneficiario amministrato, lo ha gravemente danneggiato e non ha agito con lealtà, fedeltà e diligenza.

Facciamo degli esempi concreti.

Se l’amministratore di sostegno dimenticasse ripetutamente di adempiere alle scadenze del beneficiario o rinunciasse, senza valida ragione, ad una vantaggiosa e consistente eredità, tali comportamenti integrerebbero delle gravi negligenze e violazioni dei suoi doveri. Egli, infatti, così facendo, non avrebbe adeguatamente protetto gli interessi economici e personali del beneficiario.

Medesimo discorso varrebbe per il caso in cui l’amministratore di sostegno provvedesse a porre in essere atti a lui vietati (come la redazione di un testamento o una donazione per conto del beneficiario) o atti non autorizzati (come  una vendita di beni del beneficiario).

Una grave violazione dell’amministratore di sostegno si ravviserebbe, infine, nel caso in cui, abusando dei suoi poteri, dovesse compiere dei reati a danno del beneficiario (quale ad esempio la sottrazione e l’appropriazione di somme di denaro del beneficiario) [6].

Come richiedere la sostituzione dell’amministratore di sostegno?

In caso si abbiano prove o si sospettino violazioni di doveri o abusi di potere, bisogna, come detto, informare il giudice tutelare, chiedendo il suo intervento. Per farlo, basta rivolgergli una specifica istanza scritta motivata. Tale istanza può essere promossa dai seguenti soggetti [7]:

  • il beneficiario;
  • il pubblico ministero;
  • una delle parti autorizzate ad avviare la procedura di amministrazione di sostegno (ovvero il coniuge, lo stabile convivente, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado ed i responsabili dei servizi sanitari e sociali impegnati nella cura ed assistenza del beneficiario).

L’istanza in questione va depositata presso il tribunale e verrà inserita nel fascicolo d’ufficio della procedura di amministrazione di sostegno. Deve contenere una sintetica motivazione con spiegazione dei fatti, l’eventuale allegazione di documentazione dimostrativa e gli estremi della procedura giudiziale di amministrazione di sostegno a cui si fa riferimento (ovvero i dati del beneficiario e del suo amministratore di sostegno, il nome del giudice tutelare competente ed il numero di ruolo del fascicolo, così come catalogato nei registri del tribunale).

Una volta depositata, l’istanza viene comunicata al beneficiario e all’amministratore di sostegno. Dopodiché, il giudice tutelare provvederà a decidere sull’istanza, emettendo decreto motivato.

Per emettere la sua decisione il giudice tutelare procederà ad acquisire tutte le necessarie informazioni e a disporre tutte le opportune verifiche, adottando qualsiasi mezzo istruttorio riterrà adeguato.

Casi di sostituzione dell’amministratore di sostegno

Come detto, l’amministratore di sostegno si sostituisce per negligenza, violazione dei suoi doveri e abuso dei suoi poteri. Ma non è tutto visto che è possibile una sua sostituzione anche in altri casi.

L’amministratore di sostegno deve essere sostituito anche in caso di sua morte, assenza o scomparsa e in caso di sua specifica richiesta di esonero per motivate ragioni (come ad esempio l’eccessiva gravosità dell’incarico ricevuto).

In conclusione, se ti chiedi come cambiare l’amministratore di sostegno di un tuo parente, la risposta è facile, ovvero tramite il deposito di un’istanza motivata al giudice tutelare competente. Ma ricordati che tale istanza deve essere supportata da giustificati e validi motivi che il giudice adito dovrà verificare.

Prima di depositare un’istanza e richiedere al giudice tutelare la sostituzione di un amministratore di sostegno, accertati quindi che vi siano davvero delle valide e gravi ragioni, così come previsto dal Codice civile.



Di Valentina Gritti

note

[1] Art 405 cod. civ.

[2] Art 410, comma 3, cod. civ.

[3] Artt da 410 a 413, da 349 a 353 e da 374 a 388 cod. civ.

[4] Art 349 cod. civ. che è estendibile all’amministratore di sostegno.

[5] Art 410, comma 1 e 2, cod. civ.

[6] Cassazione penale, sez VI, 17.05.18 n 29262.

[7] Art 413 cod. civ.


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