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Qual è la differenza tra tutore e amministratore di sostegno?

8 Aprile 2022 | Autore:
Qual è la differenza tra tutore e amministratore di sostegno?

Interdizione: cos’è e quando viene dichiarata? In quali casi la persona inferma perde la capacità di agire?

Ci sono persone che, purtroppo, non possono provvedere a sé da sole, in genere per problemi di salute oppure per via dell’età avanzata. Si pensi al disabile che non può deambulare autonomamente oppure all’anziano che non può fare quasi più nulla da solo. In casi del genere, la legge prevede che qualcuno possa intervenire in loro soccorso accollandosi tutti gli adempimenti più importanti. Con questo articolo ci occuperemo proprio di ciò, scoprendo qual è la differenza tra tutore e amministratore di sostegno.

Sin da subito possiamo dire che entrambi si occupano di persone che sono impossibilitate a provvedere autonomamente a loro stesse. Tuttavia, mentre il tutore è nominato soltanto in gravi casi di infermità di mente, l’amministratore di sostegno può badare anche a persone che sono impossibilitate solo momentaneamente a provvedere a sé, magari per un impedimento fisico e non mentale.

Il successo che ha avuto l’istituto dell’amministrazione di sostegno ha fatto sì che oggi il tutore sia nominato soltanto in circostanze gravissime, cioè quando bisogna provvedere all’interdizione assoluta della persona malata. Per sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme qual è la differenza tra tutore e amministratore di sostegno.

Tutore: chi è?

Il tutore è la persona nominata dal giudice affinché si occupi di una persona interdetta, cioè di una persona che è gravemente inferma di mente e che, pertanto, è incapace di provvedere ai propri interessi.

Amministratore di sostegno: chi è?

L’amministratore di sostegno è la persona nominata dal giudice affinché assista chi, a causa della propria patologia, fisica o mentale, si trova anche solo temporaneamente nelle condizioni di non poter provvedere da sé alle proprie esigenze.

Interdizione e amministrazione di sostegno: differenze

La prima, grande differenza tra tutore e amministratore di sostegno riguarda le diverse condizioni in cui si trova la persona a cui prestano assistenza.

Come detto, il tutore assiste una persona interdetta. L’interdizione è dichiarata dal giudice solo per le persone che si trovano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi. L’interdizione, dunque, riguarda esclusivamente soggetti affetti da gravi patologie mentali.

L’amministrazione di sostegno, invece, è dichiarata dal giudice per le persone che, per effetto di un’infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.

L’amministrazione di sostegno, dunque, può essere dichiarata anche per un impedimento meramente fisico e temporaneo: si pensi alla persona che è caduta per le scale e che, per qualche mese, dovrà rimanere a letto con il gesso.

L’amministrazione di sostegno può essere dichiarata anche a persona priva di patologie importanti ma particolarmente anziana, bisognosa dunque di assistenza (ad esempio, per ritirare la pensione).

La differenza è dunque netta: mentre l’interdizione comporta l’assoluta incapacità legale a compiere praticamente qualsiasi atto giuridico, l’amministrazione di sostegno permette di intaccare la capacità d’agire del soggetto in maniera più limitata. Di tanto parleremo nel prossimo paragrafo dedicato alle differenze tra tutore e amministratore di sostegno.

Tutore e amministratore di sostegno: differenze

Le differenze tra interdizione e amministrazione di sostegno si riflettono, ovviamente, anche sulle funzioni attribuite al tutore e all’amministratore di sostegno.

Poiché l’interdizione priva completamente l’interdetto della capacità di agire, il tutore dovrà compiere per lui qualsiasi tipo di atto giuridico, dall’acquisto della spesa al prelievo del denaro dal conto corrente.

In pratica, l’interdetto, proprio a causa della sua infermità, non può fare praticamente nulla, se non gli atti quotidiani più semplici (si pensi all’acquisto del giornale o di un pacchetto di sigarette). Per il resto, verrà sostituito in tutto e per tutto dal tutore.

Non è così, invece, per l’amministrazione di sostegno. Il soggetto affetto da infermità, psichica o fisica, anche solo temporanea, conserva infatti la propria capacità di agire, salvo che nelle operazioni per cui deve necessariamente intervenire l’amministratore di sostegno.

L’amministratore di sostegno, dunque, assiste la persona malata e si sostituisce ad essa solo nei casi specificamente individuati dal giudice.

Nell’atto di nomina, che avviene con decreto, il giudice deve indicare:

  • quali atti l’incapace può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno;
  • quali atti l’amministratore può compiere in nome e per conto dell’incapace.

Il soggetto che beneficia dell’amministrazione di sostegno, dunque, conserva la possibilità di compiere liberamente tutti gli atti diversi da quelli rientranti nelle due categorie appena menzionate.

Ecco dunque qual è la principale differenza tra tutore e amministratore di sostegno: il tutore sostituisce in tutto e per tutto l’interdetto, mentre l’amministratore di sostegno sostituisce l’incapace solo nel compimento degli atti individuati dal giudice.



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