Più soldi in busta paga nel 2022

18 Dicembre 2021 | Autore:
Più soldi in busta paga nel 2022

Tra risparmio Irpef e taglio dei contributi versati dal dipendente, come cambierà il cedolino dei lavoratori e chi beneficerà dello sconto?

Da gennaio 2022 molti lavoratori dipendenti avranno più soldi in busta paga. Frutto di un intervento del Governo sulla manovra di Bilancio che ridurrà una delle trattenute fisse, quella dei contributi previdenziali. Il dipendente pagherà meno contributi ma il taglio non avrà alcuna ripercussione un domani sulla pensione: la parte che il lavoratore risparmia la mette lo Stato.

La legge di Bilancio, dunque, consentirà di guadagnare per un anno qualcosina in più. L’intervento previsto nell’emendamento del Governo e rivolto ai lavoratori dipendenti pubblici e privati sarà operativo dalla busta paga di gennaio 2022 fino a quella di dicembre 2022. Nello specifico, consiste in un taglio dello 0,8% delle trattenute a titolo di contributo previdenziale (in pratica, quelli che vengono versati all’Inps per la pensione). Lo Stato metterà quella differenza affinché il dipendente non resti penalizzato dal taglio un domani.

Ne beneficiano, come detto, i lavoratori del pubblico e del privato, a patto che non abbiano un reddito da lavoro dipendente superiore a 35mila euro, cioè una retribuzione imponibile, su base mensile per 13 mensilità, pari o inferiore a 2.692 euro. Restano esclusi dall’agevolazione i collaboratori domestici, mentre il taglio dei contributi dovrebbe essere valido per i parasubordinati, vale a dire per chi ha un co.co.co. di «terzo genere». Tanto per fare un esempio, chi guadagna mediamente ogni anno circa 20mila euro avrà un risparmio sui contributi attorno ai 135 euro netti annui. Si parla, dunque, di circa 10 euro al mese, tenendo conto della tredicesima.

Il taglio dei contributi in busta paga si aggiunge all’ipotetico risparmio sull’Irpef per via della riforma fiscale e della riduzione delle aliquote da cinque a quattro. Se lo sconto contributivo scatterà con il cedolino di gennaio, sarà in quello di marzo 2022 che si avrà un primo segnale di quanto viene tassato il proprio stipendio e si potrà verificare se tasse e contributi rendono veramente la retribuzione più elevata. Un primo segnale, dunque, ma non quello definitivo: quella busta paga, infatti, conterrà un conguaglio per coprire gli effetti della nuova Irpef dei mesi di gennaio e febbraio 2022. Da aprile in poi, dunque, il dato sarà più concreto.

Va ricordato che la riforma prevede una no tax area che viene fissata entro questi limiti:

  • per i lavoratori dipendenti: 8.174 euro;
  • per i lavoratori autonomi: 5.550 euro (700 euro in più di prima);
  • per i pensionati: 8500 euro (326 euro in più di prima).

E che le quattro nuove aliquote sono:

  • 23% per i redditi fino a 15mila euro;
  • 25% per i redditi fino a 28mila euro;
  • 35% per i redditi fino a 50mila euro;
  • 43% per i redditi superiori a 50mila euro.


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