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L’inquilino può fare una copia delle chiavi dell’appartamento?

19 Dicembre 2021
L’inquilino può fare una copia delle chiavi dell’appartamento?

Cosa dice la legge in merito al duplicato del mazzo di chiavi? Il conduttore deve chiedere l’autorizzazione? Può il locatore mantenere un duplicato per sé?

Un nostro lettore, che conduce un appartamento in affitto, ci chiede se può fare un duplicato delle chiavi di casa senza dover per forza chiedere l’autorizzazione al locatore. La sua intenzione è chiaramente di restituire tutto il mazzo alla scadenza del contratto ma non vorrebbe, da un lato, vedersi opporre un rifiuto ingiustificato e, dall’altro, correre il rischio di dimenticare l’unica copia che gli è stata affidata all’interno dell’appartamento (e dover magari rompere un vetro per rientrare). Insomma, l’inquilino può fare una copia delle chiavi dell’appartamento o deve per forza farsi autorizzare?

La legge non dice nulla in merito all’utilizzo delle chiavi dell’appartamento. Non dice ad esempio se il padrone di casa possa conservare un mazzo per sé o se sia obbligato a darle all’inquilino. Non specifica pertanto se l’inquilino può fare un duplicato del mazzo di chiavi o se, a tal fine, debba per forza ottenere il consenso del locatore. Tuttavia, ipotizzando di essere i giudici di una eventuale controversia tra locatore e conduttore, potremmo giungere alle seguenti conclusioni.

Il locatore può conservare una copia delle chiavi del proprio immobile, benché dato in affitto, e ciò perché ne conserva la proprietà. Non per questo però è autorizzato ad entrarvi: sia quando l’inquilino è presente che, tanto più, quando è assente. Diversamente, commetterebbe una violazione di domicilio punibile sia civilmente che penalmente. Il fatto di tenere per sé un duplicato servirebbe solo a fini precauzionali: ad esempio, nel caso in cui l’affittuario perda la sua copia o, nella peggiore delle ipotesi, vada via senza riconsegnare la copia in suo possesso.

Dall’altro lato, l’inquilino ha la possibilità di fare un duplicato delle chiavi dell’appartamento. E ciò proprio perché l’immobile è diventato ormai la sua privata dimora e, quindi, egli ha il potere di utilizzarlo secondo le proprie esigenze rispettando eventuali limiti fissati dal contratto.

Poiché dunque il fatto di avere un secondo (o un terzo) mazzo di chiavi non comporta di per sé un maggior rischio di smarrimento delle stesse, né alcun danneggiamento per l’immobile (ma anzi, al più potrebbe servire proprio per evitare di forzare la serratura nel caso in cui si dimentichino le chiavi all’interno quando si è già fuori), il locatore non potrebbe sollevare alcuna obiezione in merito, vietando appunto l’esecuzione di una o più copie. Del resto, se la famiglia del conduttore è numerosa è interesse di quest’ultimo, per godere in modo pieno dell’appartamento, consegnare una copia delle chiavi a ciascun membro della famiglia o ad eventuali ospiti.

In sintesi, il fatto che il duplicato sia stato eseguito senza la preventiva autorizzazione non ha alcun rilievo giuridico.

Riteniamo tuttavia che corrisponda a un dovere di buona fede e correttezza, da parte dell’affittuario, il comunicare al locatore l’avvenuta realizzazione del duplicato. E ciò al fine di consentire a questi di verificare, al momento della riconsegna dell’appartamento, che tutte le chiavi gli vengano restituite, evitando che un doppione possa circolare pericolosamente. Si tenga infatti conto che è obbligo dell’inquilino di restituire tutte le chiavi dell’appartamento in suo possesso, alla risoluzione del contratto dovendo, in difetto, risarcire i danni conseguenti al cambio di serratura.

Quindi, seppur non c’è un obbligo di ottenere l’autorizzazione per fare un duplicato delle chiavi, sussiste comunque quello di comunicazione.



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