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Conviene chiedere notifica via Pec degli atti dell’Agenzia Entrate?

19 Dicembre 2021
Conviene chiedere notifica via Pec degli atti dell’Agenzia Entrate?

Divieto di contestazione dell’estratto di ruolo: quali sono le conseguenze più vantaggiose per il contribuente?

Un nostro lettore, dopo aver appreso dell’approvazione della nuova legge fiscale con cui viene esclusa la possibilità di impugnare l’estratto di ruolo di Agenzia Entrate Riscossione e quindi, in sostanza, di potersi difendere preventivamente dalle cartelle mai notificate, ci chiede se sia divenuto più conveniente chiedere la notifica via Pec degli atti fiscali, così come il sito dell’ufficio delle imposte ormai prevede, previa comunicazione di un valido indirizzo di posta elettronica certificata. Insomma, conviene chiedere la notifica via Pec degli atti dell’Agenzia delle Entrate?

La questione merita una precisazione preliminare.

Come abbiamo anticipato nell’articolo Come cancellare una cartella esattoriale mai ricevuta, il Decreto legge n. 146/2021 ha escluso la possibilità, per tutti i contribuenti, di impugnare l’estratto di ruolo, l’elenco cioè delle cartelle esattoriali rilasciato dall’Agente della Riscossione, a richiesta dell’interessato, contenente l’analitica indicazione dei debiti fiscali pendenti. Con l’estratto di ruolo ciascun cittadino può così sapere a quanto ammonta il proprio debito con il Fisco, con il Comune o la Regione e quali sono le cartelle esattoriali che gli sono state notificate e che ancora non ha corrisposto.

Non capita di rado che, proprio dalla lettura dell’estratto di ruolo, ci si accorga di una cartella mai ricevuta. Non è così improbabile infatti che la raccomandata vada smarrita o che venga consegnata a un indirizzo inesatto o che addirittura non parta mai. In questi casi, il contribuente sino ad oggi ha avuto la possibilità – riconosciutagli dalle Sezioni Unite della Cassazione – di contestare l’estratto di ruolo, impugnandolo dinanzi al giudice e facendo cancellare la cartella mai ricevuta. Questo perché il difetto di notifica costituisce un vizio della cartella e la rende annullabile. Con conseguente cancellazione del debito.

Oggi, invece, la legge ha escluso questa possibilità, probabilmente per via dell’eccessiva mole di ricorsi aventi ad oggetto proprio tale eccezione.

A questo punto, il contribuente che trovi nell’estratto di ruolo una cartella mai notificata non deve far altro che attendere – se mai ci sarà – il successivo atto da parte dell’Agente per la Riscossione esattoriale (ad esempio, un pignoramento, un’ipoteca o un fermo auto) per poi ricorrere contro quest’ultimo eccependo il difetto di notifica dell’atto anteriore, ossia la cartella. Difetto che invalida tutto il procedimento di esecuzione forzata.

Detto ciò, il lettore ci chiede se sia a questo punto conveniente chiedere, già in partenza, la notifica diretta via Pec degli atti fiscali come avvisi di pagamento, accertamenti e cartelle esattoriali. In realtà, non è affatto così. Il fatto che non sia più contestabile l’estratto di ruolo non toglie che l’eventuale difetto di notifica o l’irregolarità della stessa continui ad essere un vizio del procedimento che invalida il successivo atto dell’Agente della Riscossione. Pertanto, se mai il contribuente dovesse subire un pignoramento senza aver mai ricevuto gli atti prodromici (come la cartella o l’avviso di accertamento delle Entrate) potrebbe fare ricorso e annullare l’atto esecutivo. Viceversa, tale possibilità gli verrà negata nel caso di notifica degli atti fiscali all’indirizzo Pec indicato dal contribuente stesso. Infatti, con l’invio tramite posta elettronica certificata non è possibile commettere errori. Insomma, chiedendo la notifica degli atti nella propria casella di posta elettronica ci si taglia l’opportunità di un valido ricorso. E ciò vale anche per le multe stradali.



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