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Incidente su moto e danni al passeggero: chi risarcisce?

19 Dicembre 2021
Incidente su moto e danni al passeggero: chi risarcisce?

Che succede se chi sta dietro la moto cade e si fa male? Chi deve risarcirlo? Qual è la procedura per farsi risarcire i danni dall’assicurazione?

In due sulla stessa moto: cosa succede in caso di sinistro stradale, sbandamento, caduta in una buca o altro imprevisto che determini la caduta di chi “sta dietro”? Se, a seguito dell’incidente sulla moto, il passeggero subisce dei danni, chi lo risarcisce? Sul punto si è più volte espressa la Cassazione [1].

La risposta è diversa a seconda che l’incidente veda coinvolto un altro mezzo (ad esempio, un’auto) o meno (si pensi alla perdita del controllo del motociclo o del ciclomotore, con sbandamento a una curva e caduta a terra tanto del conducente quanto del passeggero di dietro).

Cerchiamo di fare chiarezza sul punto.

Incidente in moto e scontro con un’auto: chi risarcisce il passeggero dei danni?

La prima ipotesi è la più semplice: è quella dello scontro con un altro veicolo, sia questo un’auto, un’altra moto o un motorino. 

La regola per risolvere l’eventuale controversia con l’assicurazione che non voglia pagare il risarcimento del passeggero (il cosiddetto terzo trasportato) è fissata dall’articolo 141 del codice delle assicurazioni. Tale norma stabilisce che il passeggero che sta di dietro ha diritto a ottenere il risarcimento dei danni fisici dall’assicurazione del conducente da cui era trasportato. Ma ciò solo a patto che dimostri: 

  • di essersi trovato sulla moto al momento dell’incidente;
  • che il danno subìto sia stato conseguenza diretta dell’incidente.

Tali condizioni sono richieste al fine di scongiurare eventuali truffe ed evitare che sull’assicurazione si facciano ricadere i danni conseguenti ad altri eventi del tutto indipendenti dalla circolazione stradale (ad esempio, una caduta da una scala di casa).

È del tutto irrilevante l’eventuale colpa del conducente della moto. Se infatti l’incidente si è verificato per una imprudenza o una negligenza di questi, il terzo trasportato ha comunque diritto a farsi risarcire dall’assicurazione. 

Attenzione: l’assicurazione risarcisce solo i danni fisici e non quelli ad eventuali cose possedute dal trasportato se questi si trovava a bordo della moto di un familiare. I gradi di parentela che escludono l’indennizzo dei danni materiali sono coniuge, genitori, figli, nipoti (figli dei figli), nonni, bisnonni e suoceri.

Per ottenere l’indennizzo, il passeggero deve presentare una richiesta di risarcimento danni all’assicurazione della moto su cui si trovava, allegando i certificati medici del pronto soccorso che attestano i danni fisici riportati. Il tutto potrà essere fatto scrivendo all’ispettorato sinistri tramite raccomandata a.r. 

Si può anche incaricare un avvocato affinché gestisca la pratica, avvocato che di solito sarà pagato dall’assicurazione medesima e il cui compenso quindi non ricadrà sulla vittima dell’incidente. 

Il risarcimento potrà essere ridotto o azzerato a seconda della condotta eventualmente colposa del trasportato. È tipico il caso del passeggero senza casco o ubriaco. Qualora infatti l’assicurazione dovesse riuscire a dimostrare che, se fossero state rispettate le regole del Codice della strada, il danno sarebbe stato evitato o ridotto, potrà rispettivamente negare o diminuire la misura del risarcimento.

Incidente in moto senza scontro: chi risarcisce il passeggero dei danni?

Le cose non cambiano rispetto all’ipotesi precedente se l’incidente sulla moto avviene con un altro veicolo ma senza che i due abbiano un contatto fisico. Si pensi a una moto che, in curva, nel tentativo di non andare a sbattere contro un’auto proveniente dal senso opposto, sbandi e vada a sbattere contro il muretto. Tale vicenda rientra comunque nella disciplina degli incidenti che vedono coinvolti due veicoli anche se non ci sono stati scontri tra i due. 

Quindi, anche qui, il passeggero ha diritto ad essere risarcito dall’assicurazione della moto su cui si trovava al momento del sinistro, indipendentemente dalle responsabilità del conducente, a patto che dimostri la sua presenza sul veicolo e che i danni subìti siano conseguenza dell’incidente. L’assicurazione, a sua volta, potrà evitare o ridurre il risarcimento se fornisce prova del comportamento colposo del terzo trasportato.

Incidente in moto per sbandata o caduta senza altri veicoli: chi risarcisce il passeggero?

Se l’incidente in moto avviene a causa di uno sbandamento sull’asfalto da parte del conducente o per la caduta su una buca, il passeggero che chiede il risarcimento del danno deve provare la colpa del conducente. Lo ha ricordato la Cassazione con una recente ordinanza [1]. 

La Suprema Corte, nel respingere la domanda del terzo trasportato su una moto, ha ricordato che quando il veicolo coinvolto è uno solo, come nel caso in esame, il trasportato deve agire contro il proprietario o il conducente e può avvalersi della presunzione di responsabilità prevista dall’articolo 2054 del Codice civile. Ma in questo caso, a differenza degli altri due appena visti nei precedenti paragrafi, non basta solo la prova dell’esistenza del danno e dell’essere stato a bordo del veicolo coinvolto nell’incidente nella veste di terzo trasportato. Infatti quando il veicolo implicato nel sinistro è solo quello a bordo del quale viaggiava il danneggiato, il ricorrente deve dimostrare la responsabilità del conducente della moto. Quest’ultimo può esonerarsi dalla colpa solo se prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.


note

[1] Cass. ord. n. 40558/21 del 17.12.2021.

Autore immagine: depositphotos.com


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