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Corto circuito: chi paga i danni?

9 Aprile 2022 | Autore:
Corto circuito: chi paga i danni?

Come si dividono le spese di manutenzione tra conduttore e locatore? Chi paga l’adeguamento dell’impianto elettrico?

Chi vive in un’abitazione deve curare la sua manutenzione. Quando inquilino e proprietario coincidono, non ci sono dubbi: sia la manutenzione ordinaria che quella straordinaria sono a carico di un unico soggetto, il quale dovrà sobbarcarsi ogni tipo di spesa e di riparazione. Diversa è la situazione nel caso in cui l’abitazione sia concessa in affitto: in questo caso, occorre suddividere correttamente le spese tra locatore e conduttore. Ad esempio, in caso di corto circuito, chi paga i danni?

Tutti sanno che, quando si vive in affitto, al proprietario spettano gli interventi di straordinaria manutenzione, mentre l’ordinaria tocca all’inquilino. Non è però sempre facile distinguere queste due categorie, anche perché non è detto che i lavori più grandi competano sempre al locatore. Se vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme chi paga i danni del corto circuito.

Affitto: chi paga la manutenzione?

Secondo la legge [1], il proprietario deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, escluse quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore.

La legge, dunque, effettua questa ripartizione:

  • i lavori di piccola od ordinaria manutenzione sono a carico del conduttore, cioè di colui che vive nella casa in affitto;
  • i lavori di straordinaria manutenzione sono a carico del proprietario.

Il Codice civile [2] specifica che le riparazioni di piccola manutenzione sono quelle dipendenti dal deterioramento prodotto dal normale utilizzo del bene.

Quindi, sono di ordinaria manutenzione tutti quei lavori che servono a riparare o sostituire beni che si sono guastati o sono diventati inservibili per via del loro normale impiego.

Ad esempio, rientrano nella manutenzione ordinaria la sostituzione di vetri rotti, la tinteggiatura delle pareti, piccoli lavori di idraulica, ecc.

Questi lavori di ordinaria manutenzione sono a carico del conduttore, a meno che non preesistessero al momento della locazione.

In altre parole, se l’inquilino trova sin da subito che il lavandino perde acqua oppure che la serratura è difettosa, dovrà essere il proprietario a farsi carico delle riparazioni, in quanto è suo specifico obbligo consegnare l’immobile in buono stato [3].

Nella straordinaria manutenzione è ricompreso tutto ciò che non rientra nell’ordinaria. In genere, si tratta degli interventi più onerosi sotto il profilo economico.

Rientrano nei lavori di straordinaria manutenzione quelli di tipo strutturale che si rendono necessari al fine di garantire al conduttore il godimento della cosa locata. Si pensi, ad esempio, alla sostituzione della caldaia, alla riparazione di tubazioni, alla sostituzione del pavimento o della porta blindata, ecc.

Chi paga se la casa in affitto è vecchia?

La legge dice che, oltre agli interventi di straordinaria manutenzione, sono a carico del proprietario tutti quelli si rendono necessari a causa della vetustà dell’immobile.

Dunque, i guasti derivanti dal trascorrere del tempo sono imputabili per legge al proprietario, il quale deve provvedere a sostenere le spese. Ad esempio, le tubazioni che si rompono per via della ruggine devono essere riparate dal proprietario.

Locazione: chi paga per il caso fortuito?

Sono ugualmente a carico del locatore le spese che si rendono necessarie per via di eventi fortuiti non prevedibili. È il caso di alluvioni, terremoti e altre circostanze che non dipendono dal conduttore.

Si pensi, ad esempio, a una tromba d’aria che rompa le persiane oppure porti via le tegole dal tetto. In un caso del genere, la riparazione toccherebbe al proprietario.

Secondo un orientamento giurisprudenziale, anche il guasto cagionato da un atto criminale è un caso fortuito e, pertanto, la manutenzione spetta al proprietario.

In pratica, ogni tipo di danno non attribuibile né al conduttore né al locatore, bensì a un avvenimento esterno imprevedibile, è a carico del proprietario.

Corto circuito casa in affitto: chi paga?

Analizzati i criteri di ripartizione delle spese tra locatore e conduttore (comunque derogabili da una previsione diversa contenuta nel contratto), vediamo ora chi paga i danni da corto circuito.

In linea di massima, si deve ritenere che il corto circuito sia riconducibile ai danni provocati dal caso fortuito; si tratta, quindi, di un avvenimento esterno indipendente dalle volontà sia del conduttore che del locatore. In quanto tale, i danni prodotti da un corto circuito devono essere risarciti dal proprietario, il quale deve anche provvedere a riparare il guasto.

Allo stesso risultato si giungerebbe se volessimo ricondurre il corto circuito alla vetustà dell’immobile: il corto causato da un impianto elettrico vecchio grava comunque sul proprietario, il quale avrebbe dovuto provvedere sin dall’inizio della locazione ad effettuare gli opportuni accorgimenti. L’ammodernamento di un intero impianto viene ritenuto pacificamente di straordinaria amministrazione.

Diverso invece è il caso del corto circuito causato dal conduttore. Per esempio, se l’inquilino, usando un elettrodomestico con spina non regolare, provoca un corto circuito nell’impianto elettrico, dovrà essere lui a ripristinarlo interamente a proprie spese.


note

[1] Art. 1576 cod. civ.

[2] Art. 1609 cod. civ.

[3] Art. 1575 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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