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No mantenimento se moglie si allontana dalla casa portando con sé i figli

17 Luglio 2014
No mantenimento se moglie si allontana dalla casa portando con sé i figli

Il coniuge senza reddito rischia di vedersi addebitata la separazione e contestualmente perde il diritto al mantenimento se, senza validi motivi, si allontana dalla casa coniugale portando con sé i figli.

In molte coppie sarà capitato di litigare e, spesso al limite dell’esasperazione, a qualcuno dei coniugi può essere venuto in mente di dire: “Basta, non ti sopporto più: me ne vado”.

Finché rimangono parole non si corre alcun rischio ma passare dalle parole ai fatti è un attimo che può costar caro.

Non è vietato, in generale, allontanarsi dal domicilio domestico, soprattutto se è in corso una crisi coniugale, ma per farlo è necessario che vi siano delle valide ragioni e soprattutto che l’altro coniuge venga a conoscenza delle intenzioni dell’altro coniuge in tempo debito (non quindi dalla sera alla mattina).

Possono considerarsi “valide ragioni per allontanarsi da casa:

1. le violenze fisiche o psicologiche subite dal coniuge vittima;

2. la mancanza di intesa sessuale;

3. l’infedeltà;

4. l’invadenza dei parenti;

5. il carattere dispotico del marito o anche l’eccessiva tirchieria dell’altro possono determinare continui conflitti.

Dunque, se doveste trovarvi in uno di questi casi (che, certo, non possono considerarsi esaustivi, ma solo dei semplici esempi) o in altre situazioni di emergenza di coppia potreste allontanarvi da casa.

Prima di farlo, però, è sempre opportuno costituirvi una prova a vostro favore che verrà poi prodotta nel giudizio di separazione per evitare l’addebito.

Quindi, conviene scrivere una lettera indirizzata al coniuge da spedire, con raccomandata a/r, ovviamente presso la vostra abitazione.

Il coniuge verrà a conoscenza delle vostre intenzioni e questo potrà legittimarvi, se la convivenza è divenuta intollerabile, ad allontanarvi dalla casa, portando eventualmente con voi anche i figli.

Attenzione però: portare con voi i figli non vi legittima ad impedire il diritto di visita all’altro genitore che rimane sempre il padre o la madre dei figli e, in quanto tale, ha i vostri stessi diritti.

Dunque, nessuno dei coniugi può prendere decisioni o imporre divieti all’altro coniuge. Al contrario, se ne ricorreranno i presupposti, sarà il giudice, in sede di separazione, a stabilirlo.

Un’altra soluzione, prima di allontanarvi da casa, è quella di fare la dichiarazione di allontanamento recandovi presso una compagnia dei Carabinieri o presso la Questura.

Il verbale in cui rilasciate le vostre dichiarazioni, in merito all’allontanamento, potrà essere prodotto in giudizio come prova che l’allontanamento era giustificato da validi motivi.

La Cassazione in più occasioni si è espressa ritenendo l’allontanamento dalla casa coniugale come motivo di addebito della separazione, quando non sia sorretta da validi motivi.

Ad esempio una sentenza di qualche tempo fa [1] ha stabilito che: “l’abbandono del tetto coniugale, prima della domanda di separazione e senza una valida ragione, fa scattare automaticamente l’addebito”.

Secondo un orientamento consolidato, l’allontanamento dalla casa coniugale non costituisce motivo di addebito della separazione solo nell’ipotesi in cui ci sia stato un preventivo accordo delle parti o l’allontanamento sia avvenuto subito dopo il deposito del ricorso per separazione.

Potrebbe porsi il caso in cui l’altro coniuge cerchi di convincere il coniuge “fuggitivo” a fare ritorno a casa, cercando di ripristinare l’equilibrio familiare. Se, però, nonostante gli sforzi del coniuge l’altro decide, in maniera inamovibile, di non farvi rientro questo atteggiamento potrà essere considerato dal giudice negativamente. In merito vi è giurisprudenza risalente a un po’ di anni fa [2] che considera il rifiuto del coniuge di ritornare a casa, dopo il richiamo dell’altro, come un comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio. In particolare si verifica la sospensione del diritto all’assistenza morale e materiale.

Più di recente il Tribunale di Treviso ha, invece, stabilito che l’allontanamento dalla casa familiare, non giustificato e non dipendente da fatto anteriore alla cessazione della convivenza, comporta addebito della separazione salvo che non si provi il fatto dell’altro.

Bisogna anche provare che la convivenza sia diventata intollerabile. La Cassazione sul punto si è espressa in più occasioni [4].

di BARBARA PIRELLI


note

[1] Cass.sent.n.2059 del 14.02.2012

[2] Cass.sent. n. 3186 del 14.05.1981

[3] Trib. Treviso sent. n. 1212/2013.

[4] Cass. sent. n.10719/2013 e  Cass. sent. n. 17056/2007.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. da ex-marito e padre….a questa notizia non ci credo e non la ritengo possibile…alla donna, in caso di separazione, con torto o con ragione….gli è tutto concesso. In fin dei conti se ci sono solo associazioni di padri separati….un buon motivo ci sarà!!!

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