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Differenza tra ufficiali e agenti di polizia giudiziaria

9 Aprile 2022 | Autore:
Differenza tra ufficiali e agenti di polizia giudiziaria

Cos’è e cosa fa la polizia giudiziaria? Cosa possono fare gli agenti e cosa gli ufficiali? Chi può procedere ad effettuare una perquisizione?

Le forze dell’ordine intervengono ogni volta che è stato commesso un reato o, più in generale, un illecito. Ad esempio, la polizia stradale può fermare e vietare la circolazione all’autovettura priva di revisione, senza che questa condotta costituisca reato. Quando si tratta di intervenire perché è stato commesso un crimine, le forze dell’ordine (polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, ecc.) svolgono funzione di polizia giudiziaria. Con questo articolo approfondiremo questo tema occupandoci di uno specifico argomento: vedremo cioè qual è la differenza tra ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.

Come meglio diremo, l’ufficiale di polizia si trova più in alto nella scala gerarchica; per questa ragione, all’ufficiale è consentito il compimento di atti che sono invece inibiti al semplice agente, come ad esempio effettuare una perquisizione o ricevere una denuncia/querela. Prosegui nella lettura se ne vuoi sapere di più a proposito della differenza tra ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.

Polizia giudiziaria: cos’è?

Come spiegato nell’articolo Polizia giudiziaria: cos’è e cosa fa, la polizia giudiziaria non rappresenta un corpo speciale, ma indica semplicemente quelle forze dell’ordine che, alle strette dipendenze dell’autorità giudiziaria, si occupano della materia penale.

In altre parole, non esiste un comando o una stazione dedicata alla “polizia giudiziaria”; sono le normali forze dell’ordine (poliziotti, carabinieri, finanzieri, ecc.) a svolgere la funzione di polizia giudiziaria.

Per rendere ancora meglio l’idea, basta pensare che anche la polizia municipale, in presenza di un reato, svolge funzione di polizia giudiziaria, tant’è vero che può procedere all’arresto in flagranza.

Ufficiali di polizia giudiziaria: chi sono?

È la legge (art. 57 cod. proc. pen.) a individuare gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria. Per la precisione, sono ufficiali di polizia giudiziaria:

  • i dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti e gli altri appartenenti alla polizia di Stato, alla Polizia Penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, ai quali l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità;
  • gli ufficiali superiori e inferiori e i sottufficiali dei carabinieri, della guardia di finanza, degli agenti di custodia e del corpo forestale dello Stato nonché gli altri appartenenti alle predette forze di polizia ai quali l’ordinamento delle rispettive amministrazioni riconosce tale qualità (ad esempio, sono ufficiali di polizia giudiziaria anche gli appartenenti alla polizia municipale responsabili del servizio o del Corpo e gli addetti al coordinamento e al controllo);
  • il sindaco dei Comuni ove non abbia sede un ufficio della polizia di Stato ovvero un comando dell’arma dei carabinieri o della guardia di finanza.

Agenti di polizia giudiziaria: chi sono?

È sempre la legge a stabilire che sono agenti di polizia giudiziaria:

  • il personale della polizia di Stato al quale l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza attribuisce tale qualità;
  • i carabinieri, le guardie di finanza, gli agenti di custodia, le guardie forestali e, nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza, le guardie delle province e dei Comuni quando sono in servizio.

Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria: differenze

Veniamo ora alle principali differenze tra ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.

Come anticipato in premessa, un agente ricopre una qualifica inferiore rispetto all’ufficiale, pertanto rispetto a quest’ultimo, possiede poteri limitati.

Gli atti investigativi più importanti, nonché tutti gli altri collegati all’assunzione della notizia di reato, sono attribuiti in esclusiva agli ufficiali giudiziari.

Ad esempio, la legge dice espressamente che solo gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere a perquisizione, ad assumere sommarie informazioni dall’indagato oppure a sottoporlo a interrogatorio, all’acquisizione di plichi o di corrispondenza. Solo gli ufficiali di polizia giudiziaria, inoltre, possono ricevere una denuncia o una querela, ovvero la remissione della stessa.

Al contrario, anche gli agenti di polizia giudiziaria possono: assumere sommarie informazioni da persone diverse dall’indagato; procedere all’arresto in flagranza o al fermo; effettuare accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose o sulle persone e procedere eventualmente al sequestro.

Questi poteri limitati degli agenti di polizia giudiziaria non impediscono loro di compiere atti investigativi di propria iniziativa.

Ed infatti, secondo la legge (art. 55 cod. proc. pen.), la polizia giudiziaria, ivi compresi gli agenti, deve, anche di propria iniziativa: prendere notizia dei reati; impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori; ricercarne gli autori; compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per le investigazioni.

Ufficiali e agenti della polizia giudiziaria devono inoltre svolgere ogni indagine e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria. Ciò significa che, se un agente, nell’ambito di un’indagine, ritiene opportuno effettuare un determinato tipo di investigazione, potrà farlo senza chiedere il permesso al pubblico ministero o all’ufficiale di polizia giudiziaria.

In sintesi, la differenza tra agenti e ufficiali di polizia giudiziaria sta nei più limitati poteri investigativi dei primi rispetto ai secondi.



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