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Multe nulle sul parchimetro senza la qualifica del verbalizzante

17 Luglio 2014
Multe nulle sul parchimetro senza la qualifica del verbalizzante

Circolazione stradale: insufficiente l’indicazione di “ausiliario del traffico”.

La multa per aver sostato senza pagare al parcometro va annullata se il verbale lasciato sul tergicristalli (e poi spedito a casa dell’automobilista) non specifica la qualifica del verbalizzante privato (dipendente della ditta appaltatrice).

Infatti, in caso di contestazione da parte del multato, l’amministrazione ha l’onere di dimostrare che la violazione sia stata accertata da un soggetto specificamente abilitato a emettere contravvenzioni.

Non si può, quindi, considerare valido il verbale che contenga la sola qualificazione dell’operante come “ausiliario del traffico”, come purtroppo, nell’assoluta maggioranza dei casi, avviene.

A fissare questo principio è stata una recente e interessante sentenza del Tribunale di Arezzo [1].

La ragione della necessaria indicazione della qualifica del verbalizzante sta nel consentire all’automobilista la possibilità di esercitare un controllo ed, eventualmente, contestare la multa.

Infatti, la legge [2] prevede che i Comuni possano, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società private di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La norma ha inoltre stabilito che i poteri di contestazione immediata, nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento sono svolte solo da personale nominativamente designato dal sindaco previo accertamento dell’assenza di precedenti o pendenze penali; a detto personale può essere conferita anche la competenza a disporre la rimozione dei veicoli.

Infatti, proprio per la necessità che gli ausiliari del traffico siano muniti di specifici requisiti fissati dalla legge, la loro nomina deve avvenire con provvedimento amministrativo soggetto a verifica da parte del cittadino.

Insomma, poiché è necessaria, da parte del Comune, l’adozione di uno specifico atto amministrativo che conferisca, nominativamente, al singolo dipendente della società privata incaricata della gestione dei parcheggi il potere di accertare le violazioni in materia di sosta, di tale provvedimento va fatta menzione. E ciò perché non si può ritenere implicita e automatica l’autorizzazione al personale privato ad emettere le multe.

Nel caso esaminato dal tribunale, nonostante la contestazione l’amministrazione comunale non ha dato prova che l’accertatore indicato nel verbale (ausiliario della sosta dipendente della società) fosse stato individuato con specifico provvedimento di nomina (e dunque fosse soggetto legittimato all’accertamento della violazione), così come richiesto dalla normativa.


note

[1] Trib. Arezzo sent. n. 1197/2014.

[2] L. 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, comma 132.

Autore immagine: 123rf com


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