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Il tempo di laurea influisce nella ricerca di un lavoro?

21 Dicembre 2021
Il tempo di laurea influisce nella ricerca di un lavoro?

A che età conviene laurearsi? Le aziende guardano nel curriculum se ti sei laureato fuori corso?

Il tempo di laurea influisce nella ricerca di un lavoro? Si parla di una nuova riforma scolastica volta a ridurre di un anno i corsi della scuola superiore al fine di consentire ai ragazzi di affacciarsi anticipatamente sul mondo del lavoro. Che sia giusto o meno sacrificare 10 mesi di studi all’occupazione, l’evidenza è che, contrariamente a quanto si dice (e a volte, per consolazione, si crede), l’età finisce per incidere in modo più o meno determinante nelle chance d’impiego. Non è solo una questione di statistica (in un anno, se si è volenterosi e intraprendenti, si possono creare svariati contatti), ma anche di energie fisiche e mentali, di intraprendenza, di opportunità per costruire un curriculum.

Chi è giovane ha tutti i problemi di questo mondo tranne il tempo: ai suoi occhi la vita è illimitata, ha un tramonto molto lontano. E dunque non si pone il problema di sbrigarsi per ottenere il titolo. E del resto, nell’arco di una vita, un anno in più o meno poco rileva. Ma ai fini dell’occupazione forse sì. Di qui la domanda: il tempo di laurea influisce nella ricerca di un lavoro? Cercheremo di dare alcune dritte pratiche per quanto possano risultare rigorose.

Conviene laurearsi subito con un voto basso o più tardi con un voto alto?

Chi sceglie il percorso accademico si trova sempre a dover conciliare la celerità con la qualità: è meglio una laurea nei termini previsti dal programma di studio, ma con un voto di laurea non troppo ambizioso, o qualche anno in più ma con il bacio accademico? A che età conviene laurearsi?

Una cosa è certa: se è vero che il buongiorno inizia dal mattino, chi resta troppo tempo parcheggiato all’università o nei corsi di formazione professionale, parte col piede sbagliato.

Se l’età compresa tra 19 e 25 anni costituisce certamente un periodo irripetibile, colorato di libertà, fantasia e gioia, dall’altro lato la stessa irripetibilità vale nel rapporto coi libri: in nessun momento della vita come questo si è nella condizione di costruirsi una carriera.

Ciò che stiamo per dire apparirà strano, ma non è affatto vero che una laurea conseguita in breve tempo sia incompatibile con voti alti. Anzi, paradossalmente – e statisticamente – è proprio il contrario. Chi si laurea nei termini ha più spesso voti alti dei ritardatari. Come si spiega questo? È l’effetto «tensione emotiva»: tanto più si è concentrati sugli studi, tantomeno si è distratti da altri fattori che, oltre a rallentare il percorso universitario, possono portare a risultati non brillanti. Chi ha un obiettivo, un solo obiettivo, lo raggiunge prima e con brillanti risultati. La pressione psicologica crea adrenalina e l’adrenalina migliora le prestazioni mentali e fisiche. Insomma, chi vuol sbrigarsi studia di più e chi studia di più si laurea prima. Al contrario, chi sa di avere tempo tende a procrastinare. Ed è del tutto naturale che sia molto più difficile ricordare un testo per un anno intero che non per tre mesi.

Chiaro che chi ambisce al 110, farà bene a rifiutare voti che possano poi pregiudicare la media, ma la domanda che lo studente deve porsi è piuttosto un’altra: «Perché non sono stato capace di raggiungere il 30?». E nella risposta avrà bisogno di una profonda autocritica: dovrà pensare ai giorni in cui si è alzato tardi, alle ore trascorse a chattare sul cellulare, ad aspettare la telefonata della fidanzata, o alle mattine in cui, per pigrizia o per incapacità organizzativa, non ha frequentato i corsi (cosa che gli avrebbe consentito di anticipare in classe il lavoro di casa).

A che età bisogna laurearsi per trovare lavoro?

Torniamo alla domanda da cui siamo partiti: a che età conviene laurearsi? A nostro avviso, è del tutto normale laurearsi con uno o due anni fuoricorso. Già dal terzo in poi, ci si deve fare un’analisi di coscienza e domandare se sia davvero questo il percorso formativo corrispondente ai propri sogni. Ciò che si ama si raggiunge correndo, a braccia aperte, senza tentennamenti.

È chiaro che, sul percorso di studi e sulla tempestività della laurea, possono sempre incidere problematiche e imprevisti indipendenti dalla volontà dello studente, dinanzi ai quali non è possibile trovare soluzioni.

Detto ciò, con le difficoltà che sussistono in Italia per trovare un lavoro non sarà certo uno o due anni di maturità a cambiare le carte in tavola purtroppo. Chi ha 33 anni incontra le stesse difficoltà di chi ne ha 35. Il punto però è che chi è più giovane può permettersi di fare esperienza mentre chi ha già raggiunto l’età in cui ambisce a formare una famiglia tenderà ad accettare proposte meno vantaggiose ma che gli consentano di ottenere un’immediata collocazione nel mondo del lavoro. La vita ti concede tanto tempo per raggiungere i tuoi sogni, ma dinanzi alle esigenze materiali anche i sogni più fervidi trovano la strada del compromesso.

Le aziende guardano in quanto tempo ti sei laureato?

Il punto è che l’età della laurea non è tanto determinante nella ricerca del lavoro quanto nel valutare le capacità dello studente, analisi questa che viene fatta già con la lettura del curriculum. E non c’è dubbio che un’azienda o uno studio professionale noti sempre quanto tempo il candidato ha impiegato per laurearsi. A quel punto sarà suo onere, anche laddove non gli venga espressamente richiesto, fornire una valida motivazione che sostenga plausibilmente il ritardo. Perché i preconcetti non risparmiano nessuno, neanche i datori di lavoro. E trovarsi dinanzi una persona che si è laureata con 10 anni di ritardo non è mai un buon biglietto da visita.  



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