Diritto e Fisco | Articoli

Bonus assunzione donne: per quali lavori?

13 Aprile 2022 | Autore:
Bonus assunzione donne: per quali lavori?

Incentivo all’assunzione di donne disoccupate: quali sono i settori e le professioni caratterizzati da accentuata disparità occupazionale e di genere?

La legge Fornero di riforma del mercato del lavoro [1] ha introdotto nel nostro ordinamento uno stabile incentivo all’assunzione di donne e over 50 disoccupati. L’incentivo, nel dettaglio, riguarda gli over 50 disoccupati da almeno 12 mesi, le donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi e le donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, se residenti in determinate regioni considerate “aree svantaggiate”, oppure se occupate in particolari settori o professioni indicati annualmente con decreto interministeriale. A quest’ultimo proposito, ci si domanda: il bonus assunzione donne per quali lavori può essere attivato? Si tratta dei settori e delle professioni caratterizzati da accentuata disparità occupazionale e di genere (uomo/donna), cioè superiore del 25% alla disparità media uomo-donna del secondo anno precedente a quello di riferimento per il diritto agli sgravi.

Per il 2022, un nuovo Decreto del ministero del Lavoro [2] individua i settori di attività economica Ateco e le professioni in cui persiste tale differenza del tasso occupazionale.

Nello specifico, i settori individuati sono nove (agricoltura, costruzioni, acqua e gestione dei rifiuti, industria estrattiva, manifatturiera ed energetica, i servizi di trasporto e magazzinaggio, informazione e comunicazione, servizi generali delle PA) mentre le professioni sono in tutto 21, esattamente come nell’anno 2021. Ma procediamo con ordine.

Come funziona il bonus assunzione donne?

L’incentivo per l’assunzione di donne disoccupate e over 50 spetta a tutti i datori di lavoro privati in caso di assunzione con contratto:

  • a tempo indeterminato, sia full-time che part-time: in questo caso, lo sgravio può essere fruito per un massimo di 18 mesi;
  • a tempo determinato: in questo caso, lo sgravio può essere fruito per la durata del contratto a termine, sino ad un massimo di 12 mesi complessivi;
  • trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato: in questo caso, lo sgravio può essere fruito sino ad un massimo di 18 mesi complessivi;
  • assunzione a scopo di somministrazione (l’incentivo spetta all’agenzia di somministrazione, anche quando il lavoratore sia in attesa di assegnazione, nel qual caso la riduzione viene calcolata in relazione ai contributi dovuti sull’indennità di disponibilità).

Per le assunzioni effettuate sino al 31 dicembre 2020 e, salvo successive modifiche, a decorrere dal 2023, l’incentivo contributivo consiste in una riduzione del 50% sui contributi Inps e sui premi Inail a carico del datore di lavoro.

Per il biennio 2021-2022, per le sole lavoratrici, la riduzione del 50% dei contributi a carico del datore che la assume:

  • aumenta in misura pari al 100%;
  • nel limite massimo di importo pari a 6mila euro annui.

È necessario il rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione; non è richiesta la conformità “de minimis”, ma l’assunzione deve comportare un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese ed il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti.

Settori con un alto tasso di disparità uomo-donna

Per l’assunzione di donne disoccupate da almeno 6 mesi è possibile fruire dell’incentivo solo se residenti in aree svantaggiate, oppure occupate in settori o professioni caratterizzati da un alto tasso di disparità occupazionale o di genere. In caso contrario, la lavoratrice deve risultare priva di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

Secondo il recente decreto del ministero del Lavoro [2], i settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna, che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna, sono i seguenti:

  • agricoltura;
  • industria:
    • costruzioni;
    • industria estrattiva;
    • acqua e gestione rifiuti;
    • industria energetica;
    • industria manifatturiera;
  • servizi
    • trasporto e magazzinaggio;
    • informazione e comunicazione;
    • servizi generali della PA.

Il tasso di disparità medio è stato rilevato per l’anno 2020 in misura pari al 9,6%. La soglia sopra la quale un settore è caratterizzato da un tasso di disparità uomo-donna superiore di almeno il 25% del valore medio è pari al 12,1%.

Professioni con un alto tasso di disparità uomo-donna

Le professioni caratterizzate da un tasso di disparità di genere che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna sono invece riportate nella seguente tabella, allegata al decreto del ministero del Lavoro [2].

La fonte dei dati inseriti è la Rilevazione sulle forze lavoro (vecchia serie) Istat.


note

[1] Art.4, Co.11, L. 92/2012.

[2] Decreto del ministero del Lavoro n. 402 del 17/12/2021.

[3] Art. 31 D.lgs. 150/2015; Art. 1, Co. 1175, L. 296/2006.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube