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Albero caduto su terreno confinante: responsabilità

13 Aprile 2022 | Autore:
Albero caduto su terreno confinante: responsabilità

Responsabilità da cose in custodia: cos’è e come funziona? Chi paga il risarcimento nel caso di albero caduto in una strada pubblica?

Ognuno è responsabile delle cose che ha in custodia. Con questo principio la legge vuole dire che ciascuno è tenuto a pagare il risarcimento per i danni causati dai suoi beni. Ad esempio, se un automobilista dimentica il proprio veicolo parcheggiato senza freno a mano e questo si avvia lungo la strada, dovrà rispondere dei danni causati dallo schianto. Lo stesso dicasi per i beni immobili: il proprietario di casa è responsabile di tutti i danni che possono derivare a terze persone, ad esempio per via della caduta dei calcinacci o delle tegole. Con questo articolo ci concentreremo su uno specifico aspetto, e cioè sulla responsabilità per albero caduto su terreno confinante.

In ipotesi del genere, si pone il problema di capire innanzitutto a chi chiedere il risarcimento dei danni causati dall’albero; per fare ciò, bisognerà individuare il formale proprietario del tronco che si è abbattuto sul fondo altrui. In secondo luogo, occorrerà comprendere se sussiste un’effettiva responsabilità oppure se il fatto sia riconducibile al caso fortuito. Infine, vedremo cosa succede nel caso di albero caduto su strada pubblica. Prosegui nella lettura se vuoi sapere come funziona la responsabilità da albero caduto su terreno confinante.

Danno da cose in custodia: cos’è?

Per legge (art. 2051 cod. civ.), ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

In pratica, ogni persona è responsabile del pregiudizio provocato da un bene di cui si deve avere cura, a prescindere dall’effettiva titolarità. Ci si può liberare della propria responsabilità solamente dimostrando che il danno è avvenuto per un evento imprevedibile. Facciamo un esempio.

Tizio parcheggia in salita l’auto che gli ha prestato Caio, dimenticando di azionare il freno a mano. Il veicolo si mette in movimento e urta la vettura che precede. Tizio è responsabile del danno perché in quel momento aveva la custodia dell’auto, anche se non era sua.

Caso fortuito: cos’è?

Il custode deve dimostrare il caso fortuito per andare esente da responsabilità. Per caso fortuito deve intendersi quell’evento imprevisto e imprevedibile, che si inserisce improvvisamente nell’azione del soggetto, vincendo ogni possibilità di resistenza e di contrasto, così da rendere fatale il compiersi dell’evento al quale l’agente viene a dare quindi un contributo causale meramente fisico.

Possono essere ricondotte al caso fortuito le eccezionali e imprevedibili condizioni meteorologiche che, rendendo impraticabile il manto stradale, cagionano un pericoloso incidente.

Rientra nella categoria del caso fortuito l’improvviso cedimento del terreno dovuto ad una frana, oppure ad una violenta scossa di terremoto.

È sempre caso fortuito l’improvviso scoppio di uno pneumatico di un’autovettura, dal quale consegue un sinistro, quando lo scoppio non sia dovuto alla negligenza del guidatore oppure alla sua condotta imprudente.

Albero caduto su terreno confinante: chi è responsabile?

Dei danni causati dall’albero caduto sul terreno confinante risponde il proprietario dell’albero, cioè il titolare del fondo su cui l’albero si trovava.

Per andare esente da responsabilità, il proprietario dell’albero potrà soltanto dimostrare il caso fortuito, cioè un evento imprevedibile al di fuori del suo controllo. È il caso, ad esempio, del fulmine che, colpendo il tronco, ne faccia cadere una parte nel terreno del vicino. Anche in questo caso, però, il proprietario potrebbe ugualmente essere responsabile se non ha adottato tutte le opportune cautele per evitare incidenti.

Ad esempio, se l’albero era marcio, la sua caduta era prevedibile e, dunque, anche se formalmente causata da una tempesta, in realtà la responsabilità potrà sempre essere attribuita al proprietario che non aveva provveduto in precedenza al suo abbattimento.

Lo stesso dicasi per l’albero già in parte sradicato o pendente verso la proprietà del vicino: anche in queste circostanze il proprietario deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire il danno, magari installando una recinzione di sicurezza.

Insomma: dell’albero caduto sul terreno del vicino risponde il proprietario, a meno che non dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare ogni tipo di danno.

Quanto appena detto vale, ovviamente, anche nel caso in cui il proprietario dell’albero sia un ente pubblico, come ad esempio il Comune.

Albero caduto in strada: chi è responsabile?

Una particolare ipotesi è quella dell’albero caduto su una strada pubblica. Chi è il responsabile nel caso di danni alle vetture?

Secondo la Corte di Cassazione [1], anche se l’albero caduto è di proprietà privata, è sempre la Pubblica Amministrazione ad essere tenuta a garantire la sicurezza della viabilità, vigilando sull’eventualità che da un fondo privato derivino dei pericoli per gli utenti della strada.

Il caso riguardava il conducente di un’auto, il quale si era scontrato con un albero di grandi dimensioni che, dopo essere caduto a causa del forte vento, aveva occupato interamente la carreggiata.

Per la Cassazione, l’ente proprietario della strada ha sempre il dovere di garantire la sicurezza della viabilità, adottando tutte le misure necessarie, anche quelle volte a impedire che provengano pericoli dai fondi di proprietà privata confinanti con le vie.

Lo stesso ente è, dunque, responsabile dei danni causati agli utenti della strada, anche qualora il pregiudizio derivi dalla cattiva od omessa manutenzione dei terreni adiacenti, poiché rientra comunque tra gli obblighi dell’ente verificare che lo stato dei luoghi garantisca la sicurezza di pedoni e automobilisti.

Per questa ragione, nel caso di albero caduto in strada, l’ente che gestisce il tratto è responsabile per i danni causati ai veicoli, se si dimostra che, usando l’ordinaria diligenza, avrebbe potuto evitare che il tronco si abbattesse sulla via mediante segnalazione ai proprietari del fondo adiacente o, comunque, adottando ogni altra precauzione, come ad esempio l’installazione di una recinzione o di una rete a protezione della via.


note

[1] Cass., ord. n. 6651/2020.

Autore immagine: canva.com/


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