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Come dimostrare bonifico

13 Aprile 2022 | Autore:
Come dimostrare bonifico

Cos’è e a cosa serve la contabile di pagamento? Come provare in maniera sicura che è stato eseguito un bonifico?

Il bonifico è ancora oggi uno degli strumenti di pagamento in assoluto più sicuri. Attraverso il bonifico è possibile pagare praticamente qualsiasi cosa, dalla transazione commerciale per acquistare beni online al canone dell’affitto, passando per il mantenimento all’ex coniuge. Con questo articolo ci concentreremo su un determinato aspetto: vedremo cioè come dimostrare il bonifico.

Poiché il bonifico non consente di accreditare subito le somme sul conto del destinatario, avere la prova del pagamento effettuato può essere utile, ad esempio per dimostrare al proprio creditore di aver appena adempiuto, oppure per annullare l’operazione nel caso in cui qualcosa sia andato storto (ad esempio, se sono sbagliate le coordinate iban), o ancora per dimostrare il pagamento della quota di iscrizione a un concorso. Prosegui nella lettura se vuoi sapere come dimostrare il bonifico.

Cos’è il bonifico?

Il bonifico è un’operazione che consente il trasferimento di denaro da un conto corrente a un altro. In altre parole, il bonifico è un metodo di pagamento.

Tradizionalmente riferito alle banche, con l’avvento delle carte prepagate munite di codice iban e la possibilità di effettuare transazioni anche attraverso i servizi messi a disposizione delle Poste italiane, oggi si può affermare che il bonifico è un’operazione che consente il trasferimento di denaro anche in assenza di un conto corrente e per mezzo delle poste.

Codice iban: cos’è?

Non si può effettuare un bonifico se non si conosce l’iban del destinatario del pagamento. L’iban (acronimo che sta per “International Bank Account Number”) non è altro che un codice costituito da 27 caratteri che si riferisce alle coordinate bancarie o postali.

Conoscendo il codice iban, si possono inviare bonifici indirizzati a beneficiari con conti in Italia e all’estero: ciò che occorre fare è semplicemente inserire le coordinate nell’apposito spazio, insieme alla causale del versamento ed i dati di chi lo riceve.

L’iban consente non solo di fare, ma anche di ricevere bonifici, nonché accrediti direttamente sul proprio conto, come lo stipendio e la pensione.

Come già ricordato, perfino alcune carte prepagate posseggono il codice iban, stampato sulla facciata principale della tessera. È il caso ad esempio della nota Postepay evolution.

Ricevuta o contabile bonifico: cos’è?

La contabile (o ricevuta) è il documento rilasciato dalla banca per attestare l’avvenuta disposizione di un bonifico. Invece, la quietanza di pagamento è la dichiarazione scritta rilasciata da colui che conferma l’effettiva ricezione del pagamento di un certo importo.

Insomma, l’attestazione bancaria non equivale a ricevuta (quietanza) del pagamento, ma rappresenta sicuramente un ottimo elemento di prova del pagamento stesso.

Bonifico: come si dimostra?

Per dimostrare di aver effettuato un bonifico si può usare la contabile, cioè la ricevuta che viene rilasciata dalla banca o dalle poste dopo aver effettuato il pagamento.

Quando il bonifico viene effettuato online, la ricevuta può essere scaricata dal proprio archivio digitale personale (quello che contiene tutte le operazioni effettuate); in alternativa, è possibile richiederne l’invio sulla propria email.

Il bonifico effettuato allo sportello, cioè direttamente in banca o all’ufficio postale, consente ugualmente di ottenere, a seguito dell’operazione, la distinta di pagamento che attesta l’avvenuto bonifico.

Bonifico: si può sempre provare con la contabile?

La contabile dimostra che il bonifico è stato eseguito, ma non che i soldi siano stati già accreditati. Come detto più sopra, infatti, di norma bisogna attendere due o tre giorni prima che il denaro trasferito con il bonifico sia effettivamente accreditato sul conto del beneficiario.

Non tutti sanno che il bonifico può essere revocato prima che il beneficiario riceva i soldi. Ecco perché mostrare la contabile non assicura in maniera certa che si riceverà il pagamento, in quanto la ricevuta che rilasciano le banche o le poste attesta solo che l’operazione è avvenuta. Bisognerà poi attendere i tempi dell’accredito.

Ecco perché, oltre a farsi mostrare la contabile, per ridurre i rischi di una revoca del bonifico esistono altre soluzioni. Ad esempio, è possibile:

  • chiedere il pagamento con un bonifico istantaneo, in modo da ricevere subito il denaro e mettersi al riparo da ripensamenti;
  • effettuare un bonifico irrevocabile. Vediamo di cosa si tratta.

Bonifico irrevocabile: cos’è?

Come suggerisce la parola stessa, il bonifico irrevocabile è quello che non ammette contrordini: una volta effettuato, colui che l’ha disposto non può tornare indietro, nel senso che non può annullare l’operazione.

In buona sostanza, il bonifico irrevocabile costituisce una garanzia per chi lo riceve.

Il punto, però, è che il bonifico irrevocabile può essere disposto anche in assenza dell’importo da trasferire: in questo caso, il disponente firma un ordine di bonifico irrevocabile al proprio istituto di credito, ordinando che, non appena il danaro sarà disponibile, debba essere pagato a favore del beneficiario indicato.

Ora, il punto è che l’irrevocabilità assicura al venditore solamente l’esistenza di un bonifico già disposto a suo favore, ma non l’effettiva esistenza del danaro.

Dunque, anche volendo consegnare al destinatario del bonifico la ricevuta che attesta l’avvenuto bonifico e che consente di rintracciare l’operazione presso l’istituto di credito, visto che l’irrevocabilità del bonifico non rappresenta una garanzia assoluta, il venditore potrebbe ugualmente correre il rischio (remoto, a dire il vero) che alla fine non gli venga accreditato nulla.



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