Diritto e Fisco | Articoli

Mantenimento ex moglie che non trova lavoro

21 Dicembre 2021 | Autore:
Mantenimento ex moglie che non trova lavoro

Se la disoccupazione dipende da incapacità lavorativa, cattive condizioni di salute o difficoltà di inserimento, l’ex marito deve versare l’assegno divorzile.

La crisi occupazionale rischia di pesare sugli ex mariti: sono sempre più numerose le sentenze che riconoscono il mantenimento dell’ex moglie che non riesce a trovare lavoro. Questo avviene perché lo stato di disoccupazione deve essere incolpevole, e se la donna può dimostrare che per la sua età avanzata – o per una grave malattia o uno stato di invalidità – non ha trovato un’occupazione retribuita in grado di mantenerla, il marito deve continuare a staccare l’assegno tutti i mesi.

Applicando questi principi, una nuova ordinanza della Cassazione [1] ha sancito il diritto di un’ex moglie ipovedente a percepire l’assegno divorzile. Era stato proprio il deficit visivo a precluderle la possibilità di trovare lavoro: la Suprema Corte ha ritenuto che il suo «stato di salute precario» le aveva comportato un «impedimento di procurarsi e svolgere attività lavorativa». Inutile, per il marito, aver ricordato ai giudici di piazza Cavour che, al momento della separazione, aveva già versato all’ex coniuge un assegno di separazione una tantum di 30mila euro: infatti, quando arriva il divorzio, i presupposti per il mantenimento cambiano, e tengono conto non più del vecchio tenore di vita, ma della mancata autosufficienza economica. Perciò, se essa non è stata raggiunta, l’ex coniuge deve continuare a pagare.

Ora vediamo in modo più approfondito quando e perché va versato il mantenimento all’ex moglie che non trova lavoro, nelle varie situazioni che possono concretamente verificarsi.

Quando va mantenuta l’ex moglie?

Il marito deve mantenere l’ex moglie quando nella coppia divorziata c’è un sensibile divario economico tra i due ex coniugi; questo squilibrio viene misurato in termini di disparità dei rispettivi redditi. Quindi se – come nella maggior parte dei casi accade – è il marito a percepire il reddito più alto (o l’unico reddito, in caso di moglie casalinga) la donna acquisisce il diritto a percepire il mantenimento per colmare tale sproporzione. Tutto ciò non avviene automaticamente o con un puro calcolo matematico, ma solo al verificarsi di alcune precise condizioni che ora ti esporremo, e che vengono valutate caso per caso dal giudice, se gli ex coniugi non riescono a trovare un accordo tra loro.

Innanzitutto, c’è una profonda differenza tra l’assegno di mantenimento, che sorge a seguito della separazione coniugale, e l’assegno divorzile che viene erogato dal momento in cui avviene la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Il primo emolumento serve a garantire al beneficiario lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio; l’assegno divorzile, invece, deve fornire un aiuto economico all’ex coniuge che non è in grado di mantenersi da sé, autonomamente, con le proprie fonti reddituali e patrimoniali. Ha, quindi, una funzione che la Corte di  Cassazione definisce «assistenziale, compensativa e perequativa».

Assegno divorzile e inferiorità economica

Il diritto a percepire l’assegno divorzile sorge a favore dell’ex coniuge al quale la separazione non è stata addebitata e che si trova in condizioni di inferiorità economica rispetto all’altro, al punto di non potersi mantenere da solo. In presenza di queste condizioni, il diritto a ricevere l’emolumento dall’ex coniuge più abbiente persiste fino a quando il beneficiario non convola a nuove nozze o intraprende una stabile nuova convivenza di fatto.

Ma il divario economico che fa venir meno l’assegno può essere eliminato anche in altri modi, come l’ottenimento di una cospicua eredità ed anche un’occupazione lavorativa non precaria e adeguatamente remunerata. È questo il punto su cui occorre concentrarsi per stabilire, in concreto, quanto l’inferiorità economica dipenda dall’incapacità lavorativa e quali siano le cause e le conseguenze di tale fenomeno.

Mantenimento ex coniuge che non trova lavoro

L’incapacità dell’ex coniuge economicamente più debole di mantenersi da sé deve essere oggettiva ed incolpevole: dunque, lo stato di disoccupazione non deve dipendere da inerzia, pigrizia o altre forme di cattiva volontà, altrimenti l’assegno divorzile si tradurrebbe in una ingiustificata rendita parassitaria per vivere a spese dell’ex senza far nulla. La legge sul divorzio [2] stabilisce che l’assegno spetta in favore dell’ex coniuge che «non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive».

Perciò, se chi richiede l’assegno è in giovane età, in buone condizioni di salute e in possesso di un’adeguata istruzione, ha il dovere di cercare un’occupazione lavorativa che gli consenta di sostentarsi con il proprio reddito, anziché con l’assegno mensile versato dall’ex. A tal proposito, i giudici compiono un giudizio di meritevolezza nei confronti di chi chiede il pagamento dell’assegno divorzile all’ex coniuge, e lo riconoscono quando accertano che l’incapacità lavorativa non dipende da una colpa soggettiva. In particolare, per l’orientamento consolidato della giurisprudenza l’incapacità è ritenuta incolpevole quando l’ex coniuge:

  • ha un’età avanzata che gli preclude un efficace inserimento nel mondo del lavoro (è considerata tale un’età maggiore di 45 o 50 anni);
  • è affetto da gravi malattie invalidanti, o da altre forme di disabilità e inabilità, che impediscono la possibilità di trovare un’occupazione lavorativa remunerata;
  • è privo di titoli di studio o professionali e vive in una zona economicamente depressa, in cui le condizioni occupazionali sono particolarmente sfavorevoli.

Mantenimento ex moglie che non cerca lavoro

Le situazioni che abbiamo esaminato sono diverse tra loro, ma impongono tutte che l’ex marito versi l’assegno di divorzio all’ex moglie che non lavora perché si trova in una situazione svantaggiata per motivi che non dipendono dalla sua volontà. A parte i casi di età avanzata, o di malattie e varie forme di handicap – sono situazioni in cui l’assenza di colpa è evidente – il richiedente l’assegno, per superare il vaglio di meritevolezza da parte del giudice, deve dimostrare di essersi attivato nella ricerca di un lavoro: ad esempio, inviando curriculum, proponendo la sua candidatura a datori di lavoro privati, partecipando a bandi di concorso indetti da pubbliche amministrazioni. Soltanto a quel punto, il fatto di non essere riuscito a trovare lavoro sarà riconosciuto incolpevole e si avrà diritto al mantenimento. L’importante è aver provato, in modo serio e volenteroso, a superare lo stato di disoccupazione.

Quando, invece, l’incapacità economica e lavorativa è avvenuta a causa del sacrificio professionale dell’ex coniuge, che ha rinunciato ad un’occupazione esterna per dedicarsi alla casa, alla famiglia e alla cura e crescita dei figli, il mantenimento è dovuto per compensare a livello economico questa mancata realizzazione autonoma della moglie casalinga, che ha favorito l’arricchimento del marito. Al riguardo, leggi “Mantenimento ex moglie che ha rinunciato alla carriera“.


note

[1] Cass. ord. n. 40791 del 20.12.2021.

[5] Art. 5 L. n. 898/1970.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube