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Subentro o voltura del contatore luce o gas? Come non pagare l’arretrato

20 Luglio 2014
Subentro o voltura del contatore luce o gas? Come non pagare l’arretrato

Illegittimo il comportamento del gestore che subordini l’allaccio della nuova utenza al pagamento del debito lasciato dal precedente utente: la pratica è sempre scorretta e va denunciata al Garante; puoi chiedere la restituzione delle somme entro 10 anni.

Uno dei più comuni problemi degli inquilini è quello che riguarda il subentro o la volturazione delle utente (in particolare quelle di luce e gas). Accade, infatti, assai spesso che il fornitore del servizio imputi al nuovo intestatario le morosità lasciate da quello precedente. Così, prima ancora di iniziare il contratto, ci si trova a ereditare un debito non proprio e a dover aprire una contestazione, eventualmente con l’assistenza del proprio avvocato.

Il problema è originato, oltre che dagli abusi delle compagnie, anche dalla confusione che spesso si fa tra i termini “volturazione” e “subentro”. È bene, così, fare un po’ di chiarezza sul punto. Come specificato dallo stesso Garante per l’Energia Elettrica ed il Gas, si intende per:

voltura: il contemporaneo passaggio del contratto di fornitura da un cliente a un altro senza interruzione dell’erogazione di energia elettrica o di gas. In pratica, in questo caso, la fornitura del servizio non viene cessata, ma prosegue con il nuovo soggetto senza alcun blocco o sospensione;

subentro: a differenza della voltura, è l’attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente in seguito alla cessazione del contratto del cliente precedente, che ha richiesto anche la disattivazione del contatore.

La volturazione è una pratica più diffusa rispetto al subentro, non solo per l’indubbia comodità data dal fatto che l’erogazione dell’energia o del gas non subisce interruzioni; ma anche perché è più economica e rapida. Infatti, nel caso di attivazione di una nuova utenza, va disattivato il vecchio contatore e attivato uno nuovo; l’utente, quindi, sarà tenuto a pagare una sorta di “commissione”, per questa attività, con la prima bolletta/fattura.

Ebbene, è chiaro che, nel caso di subentro, siamo di fronte a due distinti e autonomi contratti, con due utenze e soggetti diversi. Con la conseguenza che il gestore non potrà rivalersi, per i debiti lasciati dal vecchio inquilino, con il nuovo intestatario.

Peraltro, tanto i giudici quanto lo stesso Garante hanno condannato i comportamenti di quei gestori che si sono rifiutati di allacciare la nuova utenza se prima non veniva sanata la morosità ricevuta in eredità.

Dunque, in caso di subentro, il gestore non può pretendere, dal nuovo contraente, il pagamento delle pendenze lasciate dal vecchio.

Diverso, e per alcuni tratti anche incerto, è il discorso per quanto attiene alla voltura. Qui si ha ciò che, in gergo giuridico, viene detto “novazione soggettiva” o anche “cambio di intestazione”: in pratica il contratto resta lo stesso, ma cambia solo uno dei due soggetti.

La conseguenza dovrebbe essere che il nuovo contraente, considerandosi come una sorta di “prosecuzione” del precedente, ne eredita anche le condizioni contrattuali, compresi i debiti. In pratica, quest’ultimo, per non vedersi tagliata la luce o il gas, è costretto a pagare le morosità pendenti, e poi, in un secondo momento – coi lunghi tempi e costi della giustizia – chiedere la restituzione delle somme al vecchio inquilino.

In verità la questione non è così chiara come potrebbe sembrare e, anzi, anche in caso di voltura, alcuni giudici ritengono che si sia in presenza di un contratto differente. È il caso, per esempio, del Tribunale di Messina [1], secondo cui tanto in caso di stipula di un nuovo contratto quanto di voltura di un contratto precedente non può essere subordinata l’erogazione del servizio, al nuovo utente, alla estinzione della morosità del precedente intestatario. A maggior ragione non deve essere consentito al soggetto che vende energia elettrica procedere al distacco di una fornitura intestata ad altri, per la morosità del precedente titolare.

E questa sembra, peraltro, essere anche la posizione assunta, oltreché da alcune associazioni di tutela dei consumatori, anche dallo stesso Garante per l’energia e il gas, in alcune recenti decisioni. Quest’ultimo ha, da ultimo, definito la voltura come segue: “la cessazione del contratto di trasporto con un cliente e la contestuale stipula del contratto con un nuovo cliente, senza disalimentazione del punto di prelievo stesso”.

Allora, a ben vedere, anche nel caso di voltura siamo in presenza di due contratti distinti, uno intestato al vecchio utente e uno intestato al nuovo utente. Proprio come accade nel subentro. Trattandosi di due contratti diversi, è evidente che il nuovo utente risponderà solo ed esclusivamente delle obbligazioni che nascono dal proprio contratto. Non sarà in alcun modo tenuto a pagare i debiti del precedente utente, debiti riferiti ad un contratto diverso cui egli è totalmente estraneo.

Esistono, comunque, casi in cui il nuovo utente risponde comunque dei debiti lasciati da quello precedente. È, per esempio, l’ipotesi dell’erede: sia che questi chieda il subentro che la voltura, risponde sempre delle obbligazioni lasciate dal defunto. È anche il caso in cui il gestore dimostri che il cambio di intestazione sia solo fittizio e strumentale a impedire il recupero del credito non riscosso (si pensi al caso in cui l’utenza venga intestata a un altro parente convivente al solo fine di “lavare” il debito pregresso).

Ciò detto, se, dopo aver letto questo articolo, ti sei accorto di aver, in passato, pagato delle somme che non erano di tua competenza ricorda che puoi sempre chiederne la restituzione fino a 10 anni dal versamento, intimando la refusione degli importi al gestore, con una raccomandata a.r. o una PEC. di messa in mora. Qualora quest’ultimo non ottemperi alla richiesta, puoi denunciare il caso all’Agcm.


note

[1] Trib. Messina sent. n. 671/2012.

[2] AEEG art. 1 all. A, delibera n. 348/07. In verità tale delibera si riferisce solo all’elettricità, ma non vi sono ragioni per non applicarla, in assenza di una definizione diversa e contraria, anche al mercato del gas e dell’acqua, posta l’analogia tra le fattispecie.

Autore immagine: 123rf com


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