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Puzza di bruciato: che fare?

21 Dicembre 2021
Puzza di bruciato: che fare?

Vicino brucia legna: come comportarsi se i vigili non arrivano. Si può chiamare la polizia se si è costretti a chiudere le finestre?

Un nostro lettore ci pone il seguente quesito. Il vicino, che di lavoro fa il falegname, da più anni si scalda con la legna recuperata dagli scarti della sua produzione, intrisa quindi di impregnanti, colla e altri materiali nocivi e tossici. Nonostante le finestre chiuse, gli odori pervadono le abitazioni adiacenti. I vigili, benché più volte avvisati, non sono mai intervenuti. Come comportarsi dinanzi a tale situazione? Che fare in caso di puzza di bruciato? La questione ha delle implicazioni sia di carattere civile che penale. Partiamo dal primo aspetto.

La tutela contro le immissioni di fumi ed altre esalazioni 

A norma dell’articolo 844 del Codice civile, tutte le volte in cui le immissioni di fumi, calori o altre esalazioni risultano «intollerabili», è possibile rivolgersi al giudice civile, anche in via d’urgenza, per ottenere un’inibitoria ossia un ordine di cessazione della condotta molesta. Tale disciplina vale quindi anche per la puzza di bruciato.

Per tutelarsi, la vittima di tali comportamenti deve necessariamente rivolgersi a un avvocato affinché depositi un ricorso al tribunale del luogo ove l’episodio si verifica. Trattandosi di un giudizio civile, le spese processuali sono inizialmente a carico del ricorrente che, dopo averle anticipate, potrà recuperarle dall’avversario con l’eventuale condanna contenuta nel provvedimento conclusivo del giudice.

A valutare l’intollerabilità dei fumi e delle esalazioni sarà il giudice sulla base delle prove presentate nel corso del procedimento dal ricorrente. Prove che potrebbero essere costituite da testimonianze dei vicini o dal verbale delle forze dell’ordine chiamate a intervenire. Come si vedrà a breve, infatti, il comportamento potrebbe integrare anche un reato, sicché è possibile rivolgersi anche a carabinieri o alla polizia di Stato.

Il fatto di dover chiudere le finestre per non far filtrare odori e fumi è già di per sé indice di intollerabilità dell’immissione; sicché, è presumibile ritenere che vi siano gli estremi per censurare la condotta illecita e vincere il giudizio.

Puzza di bruciato: è reato?

Una volta stabilito che la puzza di bruciato, quando eccede la normale tollerabilità, è un illecito civile, dobbiamo verificare se si possa configurare anche un illecito penale ossia un reato.

La prima cosa da valutare è il luogo ove l’incendio viene appiccato. Se esso dovesse essere all’aperto, in presenza di vegetazione circostante, ove si può configurare il rischio di incendio, si configura il reato previsto dall’articolo 449 del Codice penale a norma del quale chi crea un incendio è punito con la reclusione da 1 a 5 anni. L’incriminazione scatta per la semplice imprudenza, negligenza o imperizia. In buona sostanza, può essere denunciato anche chi agisce senza malafede, con l’intenzione soltanto di fare pulizia, di smaltire le erbacce o riscaldarsi. Ma ciò solo a condizione che le fiamme divampino e, quindi, si possa configurare un potenziale pericolo per il circondario.

Se invece non c’è un pericolo di incendio, come nel caso in cui la legna venga bruciata all’interno di un caminetto o in una zona ove il fuoco non può diffondersi, potrebbe configurarsi il diverso reato di getto pericoloso di cose. A tal fine, però, è necessario che il fumo e i residui della cenere entrino nella proprietà altrui arrecando fastidio e molestie o magari costringendo a chiudere le finestre per non far entrare la puzza di fumo, proprio come nel caso lamentato dal nostro lettore, tanto più se la legna è intrisa di materiale chimico.

Sussistendo in tal caso un illecito penale, la vittima potrà chiamare i carabinieri o la polizia che dovranno accorrere e redigere un verbale al fine di attestare la condotta illecita e consentire di sporgere la denuncia. Si tratta infatti di un reato procedibile d’ufficio: pertanto, le forze dell’ordine hanno l’obbligo di intervenire, potendo limitarsi il privato a fare una semplice segnalazione. Ne seguirà il processo penale con possibilità, per la vittima, di costituirsi parte civile per ottenere anche il risarcimento. 

Sicuramente, l’intervento delle forze dell’ordine ha una forza incisiva maggiore rispetto al processo civile che peraltro richiede dei tempi non inferiori a tre/cinque mesi. 

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