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Danni da alberi caduti su strada da terreni privati

14 Aprile 2022 | Autore:
Danni da alberi caduti su strada da terreni privati

Chi risarcisce se un albero crolla sulla via pubblica? Qual è la responsabilità del custode e quale quella del proprietario della strada?

La cattiva manutenzione degli alberi, soprattutto se di alto fusto, può causare gravi danni sia a cose che a persone. Immagina, ad esempio, il vicino che non si occupa degli alberi che affondano le radici nel proprio terreno, lasciando così che rami e parte del tronco finiscano nella proprietà limitrofa; oppure, pensa all’albero che, a causa del forte vento, viene abbattuto completamente, rovinando a terra. Con questo articolo ci occuperemo di un particolare aspetto: vedremo cioè chi risponde dei danni da alberi caduti su strada da terreni privati.

La risposta sembrerebbe scontata: il proprietario delle piante e degli alberi risponde dei danni provocati da questi ultimi, esattamente come farebbe per qualsiasi altro bene che è causa di pregiudizio. In realtà, la Corte di Cassazione non la pensa allo stesso modo: come vedremo, secondo i giudici, quando c’è in gioco la sicurezza di strade pubbliche potrebbero essere coinvolti altri soggetti. Quali? Chi risarcisce i danni da alberi caduti su strada da terreni privati? Vediamo cosa dicono la giurisprudenza e la legge.

Caduta alberi: chi è responsabile?

Della caduta di un albero è responsabile colui che aveva la custodia del bene al momento dell’incidente. Ciò significa che per i danni da caduta di un albero è tenuto al risarcimento il proprietario del terreno ove l’albero affondava le radici.

Per legge (art. 2051 cod. civ.), ognuno è responsabile del danno provocato dalle cose che ha in custodia, a meno che non dimostri il caso fortuito (di cui parleremo a breve).

La responsabilità da cose in custodia riguarda non solo il proprietario del bene, ma chiunque abbia materialmente il dovere di occuparsi della cosa.

Ad esempio, se un giardino è lasciato in custodia a un giardiniere perché i proprietari sono via, i danni provocati da alberi e piante saranno imputabili al soggetto a cui il bene era stato concretamente affidato, cioè al giardiniere.

Il concetto è più chiaro se si pensa al danno provocato da animali. Se un cane sfugge al guinzaglio e morde una persona, a rispondere della lesione non sarà il proprietario del quadrupede, bensì colui che lo stava portando al guinzaglio nel momento in cui il fatto è accaduto.

Ovviamente, se l’albero si trova su suolo pubblico, responsabile dei danni provocati dalla caduta è l’ente pubblico (il Comune, la provincia, ecc.).

Cos’è il caso fortuito?

Il custode dell’albero può evitare di incorrere in responsabilità se dimostra il caso fortuito.

Per caso fortuito si intende un evento assolutamente imprevedibile ed inevitabile a cui il custode del bene non poteva opporsi.

Pensa all’uragano che spazza via tutto ciò che incontra sul proprio cammino, oppure al fulmine improvviso che spezza il tronco causandone la rovina sul terreno confinante.

La responsabilità del custode svanisce solo se si dimostra che l’evento atmosferico è stato eccezionale ed imprevedibile. Ad esempio, non ci si potrà discolpare se un normale temporale ha causato la caduta di un albero, oppure se il fulmine ha colpito un tronco già marcio che avrebbe dovuto essere abbattuto in precedenza.

In altre parole, il custode dell’albero dovrà dimostrare non solo l’evento eccezionale e imprevedibile che ha provocato la caduta, ma anche di aver diligentemente provveduto a ben manutenere la vegetazione.

Alberi caduti su strada: chi risarcisce i danni?

Chi risarcisce i danni causati dagli alberi caduti su strada? Vale quanto detto in precedenza: il responsabile della caduta è il custode dell’albero, il quale quindi dovrà pagare i danni provocati agli automobilisti.

Secondo la Corte di Cassazione, però, c’è un’altra responsabilità che entra in gioco: quella del gestore/proprietario della strada.

Secondo i Supremi giudici [1], l’ente proprietario della pubblica via è tenuto al risarcimento anche per danni provenienti da fondi privati attigui. Ciò perché è preciso dovere dell’ente tutelare in ogni modo la sicurezza della circolazione stradale, anche prevedendo i rischi che possano derivare dalle proprietà private vicine.

Ciò significa che chi gestisce o è proprietario della strada pubblica dovrà adottare ogni precauzione possibile laddove essa non sia già stata assunta dal proprietario del terreno privato.

Ad esempio, se è evidente che c’è un albero pericolante a margine della via, l’ente che si occupa della strada dovrà adoperarsi per rimuovere il rischio di caduta, magari intimando al privato di procedere al suo taglio oppure installando apposite recinzioni di sicurezza.

Così testualmente la Corte di Cassazione: «L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito, pur non essendo custode dei fondi privati che la fiancheggiano, né avendo l’obbligo di provvedere alla manutenzione di essi, ha tuttavia l’obbligo di vigilare affinché dai suddetti fondi non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti della strada e, in caso affermativo, attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere».

Di conseguenza, se un automobilista subisce un danno da alberi caduti su strada da terreni privati, potrà citare in giudizio sia il custode dell’albero che il proprietario della strada (il Comune, la provincia o l’Anas, ad esempio).


note

[1] Cass., ord. n. 6651/2020; Cass. sent. n. 22330 del 22.10.2014.

Autore immagine: canva.com/


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