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Opzione donna e riscatto agevolato laurea

16 Aprile 2022 | Autore:
Opzione donna e riscatto agevolato laurea

Pensione agevolata per le donne che hanno già richiesto il riscatto della laurea con onere contributivo: è possibile?

La possibilità di accedere al riscatto agevolato della laurea anche per quei periodi da calcolarsi originariamente con sistema retributivo, o della riserva matematica, ha creato non poca confusione.

A questo proposito, ricordiamo che, come confermato dall’Inps [1], è consentito il riscatto della laurea con onere più leggero nel caso in cui i periodi siano da valutarsi con sistema contributivo, per effetto dell’opzione al contributivo, della totalizzazione, del computo presso la gestione separata o dell’opzione donna. In merito all’opzione donna e al riscatto agevolato laurea, però, l’Inps ha di recente fornito degli importantissimi chiarimenti [2], alla luce di numerosi errori commessi dalle lavoratrici vicine alla pensione e da alcuni patronati.

In particolare, per avvalersi subito del riscatto agevolato della laurea, molte lavoratrici -prive di un adeguato supporto consulenziale- hanno richiesto di avvalersi subito dell’opzione al contributivo [3] e successivamente, al momento del pensionamento, dell’opzione donna.

Purtroppo, però, l’opzione donna non può essere richiesta qualora sia già stata espressa l’opzione al contributivo [4].

La scelta per il regime interamente contributivo, che diventa irrevocabile una volta accettato l’onere di riscatto con sistema percentuale o agevolato, oppure una volta superato il massimale contributivo, non consente di fatto di accedere alla pensione con opzione donna.

Considerata, tuttavia, l’attuale situazione di incertezza, l’Inps ha deciso di consentire, in via eccezionale, l’accesso ad opzione donna nonostante il precedente riscatto agevolato con opzione contributiva.

Come funziona l’opzione contributiva?

L’opzione al contributivo, detta anche opzione Dini, consente di valorizzare tutti i contributi accreditati presso le casse dell’Inps con il sistema di calcolo contributivo, compresi i periodi anteriori al 1996, normalmente soggetti al sistema di calcolo retributivo.

Il sistema contributivo di quantificazione della pensione si basa sui contributi accantonati, rivalutati, nonché sull’età pensionabile. Risulta normalmente penalizzante rispetto al sistema di calcolo retributivo, che invece si basa sulle ultime retribuzioni o sugli ultimi redditi.

Per esercitare l’opzione al contributivo è necessario:

  • avere alle spalle almeno 15 anni di contributi complessivi presso Inps;
  • possedere almeno un contributo alla data del 31 dicembre 1995 ma meno di 18 anni di versamenti alla stessa data;
  • possedere almeno cinque anni di contributi dal 1996 in poi.

L’opzione al contributivo diventa irrevocabile una volta accettato un eventuale onere di riscatto, relativo a periodi originariamente collocati nel sistema retributivo, quantificato con il metodo percentuale [5] o agevolato [6].

Come funziona l’opzione donna?

L’opzione donna è una pensione anticipata [7] alla quale possono accedere le lavoratrici con i seguenti requisiti, da maturarsi entro il 31 dicembre 2021, in base alle ultime modifiche apportate dalla legge di bilancio 2022:

  • almeno 58 anni di età e 35 anni di contributi per le dipendenti;
  • almeno 59 anni di età e 35 anni di contributi per le autonome.
  • a partire dalla maturazione dei requisiti, per la decorrenza della pensione si applica una finestra di attesa pari a 12 mesi per le dipendenti e pari a 18 mesi per le autonome.

L’opzione donna comporta il calcolo interamente contributivo della pensione: in buona sostanza, la lavoratrice rinuncia alla sua quota retributiva di trattamento in cambio di un consistente anticipo nell’uscita dal lavoro. Ecco perché, una volta effettuata all’opzione al contributivo, non è più possibile accedere all’opzione donna: di fatto, non sussiste più alcuna facoltà di scelta, già esercitata [8].

Riscatto agevolato e successiva domanda di opzione donna

Abbiamo osservato che, da un lato, come specificato dall’Inps [3], l’opzione al contributivo non consente l’accesso all’opzione donna e, dall’altro lato, una volta esercitata l’opzione al contributivo non sussiste più una quota retributiva alla quale rinunciare per il diritto alla pensione opzione donna.

Tuttavia, l’Inps ha voluto tenere conto della grande situazione di incertezza venutasi a generare a seguito della possibilità di accedere al riscatto della laurea agevolato sottoponendo a ricalcolo contributivo i periodi originariamente da collocarsi nel sistema retributivo.

In particolare, molte lavoratrici, temendo-senza ragione- di non poter più accedere al riscatto agevolato entro il 31 dicembre 2021, hanno voluto perfezionare immediatamente tale operazione aderendo all’opzione al contributivo, chiedendo successivamente, al momento del pensionamento, di avvalersi dell’opzione donna. Tantissime hanno dunque ricevuto una doccia fredda al momento della presentazione della domanda di pensione: l’accesso all’opzione donna è stato negato in quanto già effettuato, irrevocabilmente (a causa dell’accettazione dell’onere di riscatto agevolato), il passaggio integrale al sistema contributivo.

Per tale ragione, in via d’eccezione, l’Inps ha disposto che l’esercizio della facoltà di opzione al sistema contributivo, che non abbia prodotto effetti sostanziali fino al pagamento anche parziale dell’onere del riscatto, non preclude il riconoscimento del diritto alla pensione anticipata opzione donna.

Per rientrare in questa salvaguardia opzione donna, però, la domanda di accesso al regime agevolato donne deve essere presentata entro e non oltre il 31 dicembre 2021. Devono poi essere soddisfatte le seguenti ulteriori condizioni:

  • perfezionamento, alla data di presentazione della domanda di riscatto, dei requisiti (anagrafico e contributivo) prescritti per la pensione anticipata con opzione donna, tenendo conto anche della contribuzione da riscattare;
  • esercizio della facoltà di opzione al sistema contributivo e presentazione della domanda di riscatto in data anteriore al 21 dicembre 2021.

note

[1] Inps circ. 6/2020 e 54/2021.

[2] Inps messaggio 4560/2021.

[3] Art. 1 Co. 23 L. 335/1995.

[4] Inps circ.35/2012 e messaggio 219/2013.

[5] D.lgs. 184/1997.

[6] Art. 20 co. 6 DL 4/2019.

[7] Art. 16 DL 4/2019.

[8] Circ. Inps 105/2005 e 60/2008.

Autore immagine: pixabay.com


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