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Quando il padrone di casa ha responsabilità penali per la locazione dell’appartamento

20 Luglio 2014
Quando il padrone di casa ha responsabilità penali per la locazione dell’appartamento

Il locatore deve evitare le fonti di pericolo nell’appartamento dato in locazione per garantire la sicurezza degli inquilini.

Si pensa sempre ai risvolti civilistici che un contratto di locazione può comportare per entrambe le parti, ossia per il locatore (il padrone di casa) e il conduttore (l’inquilino). Con la conseguenza che, se il bene dato in affitto non presenta le caratteristiche promesse o risulta in cattivo stato di manutenzione, ci si prepara subito a un’azione di risarcimento del danno. Alcuni conduttori, illegittimamente, pensano che sia lecito autoridursi il canone, posto l’inadempimento del locatore, comportamento che, invece, è assolutamente vietato dalla legge.

In verità, nelle pieghe del codice civile, di quello penale e nella legge sulla locazione, la giurisprudenza ha intravisto possibilità di condannare penalmente il padrone di casa colpevole di non aver garantito, all’inquilino, un immobile in perfetto stato. Certamente si tratta di una mossa da usare “con le pinze”, previa consultazione con il proprio avvocato.

Ma quando, concretamente, si può denunciare il proprio padrone di casa? La risposta ci è fornita dagli stessi giudici, in alcune sentenze.

In generale, il padrone di casa ha l’obbligo di consegnare all’inquilino l’immobile locato in buono stato di manutenzione e di mantenerlo in stato da servire all’uso convenuto nel contratto [1]. Ciò comporta anche l’obbligo, per lo stesso titolare dell’appartamento, di garantire che l’uso e il godimento dello stesso non siano fonti di pericolo per la sicurezza del conduttore.

Ecco, quindi, che, sulla scorta di tale principio, un anno fa la Cassazione [2] ha ritenuto responsabile penalmente, a titolo di colpa, il locatore che, avendo avuto modo di rendersi conto che era stata rimossa, dagli inquilini, una vetrata che avrebbe dovuto impedire l’accesso a una sporgenza priva di parapetti, non era intervenuto per eliminare la situazione di pericolo che in tal modo si era venuta a creare.

Nel caso, poi, di morte degli occupanti di un immobile, determinata dalle esalazioni di monossido di carbonio, prodotte da una stufa a gas priva di idonei dispositivi di sicurezza, la responsabilità per omicidio colposo del proprietario può sussistere anche se non sia stato stipulato un contratto di locazione in forma scritta [4].

In pratica, secondo la Suprema Corte, anche se l’affitto è “in nero” e non vi sia alcuna ufficializzazione formale e scritta dell’occupazione dell’immobile da parte dell’inquilino, il locatore è comunque responsabile. In ogni caso deve essere provata l’instaurazione, per fatti concludenti, di un rapporto anche a titolo gratuito.


note

[1] Art. 1575 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 35296 del 16.05.2013.

[3] Cass. sent. n. 1508 del 15.01.2014.

[4] Forma richiesta dall’art. 1 della l. 431/1998.

Autore immagine: 123rf com


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