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Furto nel cortile condominiale: il condominio deve risarcire?

23 Dicembre 2021
Furto nel cortile condominiale: il condominio deve risarcire?

Chi è responsabile se il cancello del condominio, lasciato aperto, ha consentito ai ladri di entrare e di rubare una delle macchine parcheggiate?

Se vivi in un condominio dove il cortile è delimitato da un cancello o da una sbarra elettronica ti sentirai di certo più tutelato da possibili furti rispetto a chi è costretto a parcheggiare l’auto sulla strada pubblica. Si tratta di un servizio che paghi e che quindi hai ragione a pretendere che funzioni correttamente. Ma che succede se il cancello si rompe o se qualcuno lo lascia aperto e i ladri riescono ad entrare e a portarsi via la tua macchina? In caso di furto nel cortile condominiale, il condominio deve risarcire? 

La questione è stata analizzata dalla Corte d’Appello di Roma [1]. Ecco qual è stato il responso dei giudici di secondo grado della capitale. 

Partiamo dal presupposto che la responsabilità per il furto delle auto si verifica in capo al titolare di un luogo quando questi assume l’obbligo di custodia del bene altrui. Tale obbligo scaturisce ad esempio dal contratto di parcheggio o di deposito. Si pensi al caso dell’automobilista che lascia la propria macchina in un parcheggio custodito. Non c’è bisogno, come per tutti i contratti, di un documento scritto e delle firme delle parti: basterebbe anche un comportamento concludente e tacito da cui si possa far derivare l’insorgenza di tale obbligazione (come nel caso di chi entri nel parcheggio ritirando il relativo ticket distribuito automaticamente all’apertura della sbarra).

La sentenza in commento si è dunque incentrata sulla seguente questione: il fatto di lasciare l’auto nel posto assegnato dal condominio, di contribuire secondo i propri millesimi alle spese per il cortile, per il cancello elettrico e per l’energia che lo fa aprire e chiudere può costituire un comportamento concludente tale da far ritenere concluso un contratto di parcheggio col condominio? Se la risposta dovesse essere affermativa ne deriverebbe la responsabilità del condominio stesso per eventuali furti derivanti dal fatto che il cancello sia rimasto accidentalmente o volutamente aperto.

Ma i giudici non sono di questo avviso e hanno ritenuto ingiustificata la richiesta di risarcimento avanzata all’amministratore in qualità di capo condomino. 

Il fatto di utilizzare il cortile e il posto auto non deriva da un contratto con il condominio ma dagli articoli 1117 e 1102 del Codice civile. Il primo stabilisce che tutti i condomini sono proprietari, in base alla rispettiva quota millesimale, delle aree comuni come appunto il giardino e il cortile. Il secondo prevede che ciascun condomino può usare liberamente le aree comuni secondo le proprie esigenze purché non impedisca agli altri condomini di fare lo stesso.

Sicché, si deve ritenere che chi parcheggia l’auto nel cortile condominiale non lo fa a titolo di contratto con il condominio ma perché è proprietario di tale area (sebbene solo pro quota) e, come tale, ne usufruisce.

Risultato: il condominio non è responsabile per il furto di auto avvenuto nel cortile. 

La questione, così affrontata, cozza però con altri precedenti che ritengono invece corresponsabile il condominio nel caso di furto negli appartamenti agevolato dall’impalcatura installata dalla ditta appaltatrice dei lavori sulla facciata, quando l’assemblea – per risparmiare – non abbia chiesto alla ditta stessa di predisporre un impianto di allarme (leggi sul punto Furto tramite impalcature e ponteggi: di chi è la responsabilità?). L’assenza di una personalità giuridica in capo al condominio – come invece è per le società e le associazioni – non è di ostacolo per imporre in capo a questo l’obbligo di risarcire il condomino derubato. 

Dunque, non è da escludere in via categorica una possibile responsabilità del condominio per i furti quando questi siano stati agevolati da un comportamento colpevole o negligente del condominio stesso. Il che potrebbe avvenire quando il cancello elettrico, seppur esistente, non venga riparato o non si chiuda correttamente o non venga predisposto un sistema di videosorveglianza in attesa che il cancello venga ripristinato. Ma questo, come detto, non è stato il parere della Corte d’Appello di Roma che ha rigettato la domanda del condomino. 


note

[1] C. App. Roma, sent. n. 8274/2021.

Autore immagine: depositphotos.com


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