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Due auto con la stessa targa sono possibili?

23 Dicembre 2021
Due auto con la stessa targa sono possibili?

Cosa fare se si riceve una multa in un luogo ove non si è mai stati?

Non capita di rado che il proprietario di un’auto si veda recapitare una multa per divieto di sosta o per attraversamento delle ztl (zone a traffico limitato) da parte della polizia municipale di una città ove non è mai stato (o comunque non si trovava nel giorno e nell’ora riportata sul verbale). Com’è possibile? Si tratta di un errore dei verbalizzanti, di una truffa o di un’altra auto con la stessa targa? Di qui, prima di procedere ad una querela contro ignoti per la clonazione della targa, sarebbe bene sapere se due auto con la stessa targa sono possibili. È legalmente possibile che la Motorizzazione assegni a due auto, di proprietà differente (e magari di diversa marca e modello) la medesima targa? Cerchiamo di rispondere a questo interessante quesito.

Come vengono assegnate le targhe?

Le targhe vengono assegnate dalla Motorizzazione al momento dell’immatricolazione dell’auto. La richiesta di immatricolazione viene di solito gestita dal concessionario che cura la vendita del veicolo; questi vi provvede prima di consegnare il mezzo al proprio cliente.

Vediamo come vengono assegnate le targhe. Come a tutti noto, la targa è composta da due lettere, tre numeri e altre due lettere. Tale sistema ha sostituito, sul finire degli anni ’90, quello costituito dalla sigla della provincia e da una sequenza di numeri. Il precedente sistema avrebbe prima o poi creato il problema di non disporre più di ulteriori targhe per via dello spazio limitato: l’uso dei numeri progressivi avrebbe infatti permesso di assegnare solo 9.999.999 targhe. Invece, il nuovo metodo consente un numero superiore di combinazioni.

Scopo della targa è di identificare in modo univoco il veicolo, al di là di qualsiasi dubbio in merito al modello, alla casa costruttrice, al colore. La targa di un’auto, insomma, indipendentemente dalla tipologia, è un codice identificativo che la distingue da tutte le altre. In questo modo, ciascun veicolo può essere facilmente individuato senza dover ricorrere a cognizioni tecniche (ad esempio, il nome del produttore sulla base del logo, la tipologia di colore e così via).

Grazie alla targa è possibile risalire immediatamente al proprietario del veicolo senza ombra di dubbio, attesa l’iscrizione dello stesso nei Pubblici registri Automobilistici (il cosiddetto Pra). La targa serve anche a scoprire se il mezzo è assicurato, sottoposto a fermo, a pignoramento, a sequestro, a confisca, se è rubato e così via.

Due auto con la stessa targa: è possibile?

Ad ogni auto, la Motorizzazione assegna una targa differente proprio per garantire le finalità che abbiamo elencato al precedente paragrafo. Il tutto secondo una logica prestabilita.

Ad esempio, la prima targa assegnata con l’attuale sistema è stata AA000AA; l’auto immatricolata subito dopo aveva la targa AA000AB. Una volta esaurite le combinazioni delle ultime due lettere, si modificano le prime due lettere; infine, si passa a modificare i numeri. Cambiando di volta in volta un numero o una lettera, si creano combinazioni sempre diverse, in modo che ad ogni nuova immatricolazione corrisponda un numero di targa diverso. Anche questo sistema prima o poi consumerà tutte le combinazioni possibili; sicché o si dovrà ricominciare da capo o bisognerà adottare un nuovo e differente sistema di numerazione delle targhe.

Sulla base di quanto detto, è giuridicamente, oltreché logicamente, impossibile che due auto abbiano la stessa targa, anche se si tratta di veicoli di modello, caratteristiche e colore differente. Ogni auto ha la sua targa che nessun’altra auto o veicolo può avere. Quindi, non è possibile, ad esempio, che un motociclo o un camion abbiano la stessa targa di un’auto, allo stesso modo di com’è impossibile che due auto abbiano la medesima targa.

Multa in una città o in un luogo ove non si è mai stati: che fare?

Ciò porta a ritenere che, nell’ipotesi in cui si riceva una multa relativa a un’infrazione commessa in un luogo ove non si è mai stati, le ipotesi sono due:

  • o i verbalizzanti, nel riportare i numeri della targa rilevata, hanno commesso un errore materiale;
  • oppure si è in presenza di una clonazione di targa da parte di malviventi.

Come difendersi in questi casi? La prima cosa da fare è rivolgersi alla polizia municipale e chiedere una copia della fotografia eventualmente scattata dalla telecamera che ha rilevato l’infrazione. Da essa ci si potrà accorgere se si è in presenza di un errore materiale o meno.

Nel primo caso (errore materiale) ci si può limitare a chiedere l’annullamento alla polizia con un ricorso in autotutela notificato al Comando, via raccomandata a.r. o pec. Attenzione perché il ricorso non sospende i termini per l’eventuale impugnazione al giudice o al prefetto. Pertanto, se non dovesse arrivare la risposta entro 60 giorni, bisognerà pagare.

Nel caso invece in cui anche la foto rilevi l’identità della targa bisognerà presentare innanzitutto una denuncia contro ignoti presso i Carabinieri o la Polizia e, con essa, chiedere l’annullamento della multa prima alla polizia o (anche in questo caso), in assenza di risposta, al giudice di pace (entro 30 giorni) o al Prefetto (entro 60). Le prove a proprio sostegno possono essere eventuali testimonianze, fogli presenza del lavoro o le rilevazioni del navigatore satellitare installato dall’assicurazione che attesti dove si trovava il veicolo nel giorno e nell’ora in cui è stata rilevata l’infrazione.



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