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Multa in città dove non sono mai stato: cosa fare?

23 Dicembre 2021
Multa in città dove non sono mai stato: cosa fare?

Che fare se si riceve una contravvenzione dalla polizia di un luogo ove non si è mai stati?

Potrebbe capitarti – così com’è successo a numerosi automobilisti – di ricevere una contravvenzione per violazione del Codice della strada commessa in un luogo dove non sei mai stato o in cui comunque non ti trovavi nel giorno e nell’ora riportati nel verbale. Ma come fare a dimostrarlo e come annullare la multa? Ti chiederai insomma: cosa fare in caso di multa in una città dove non sono mai stato? A chi rivolgersi in questi casi? È possibile che vi siano due auto con la stessa targa? Cerchiamo di fare chiarezza su questi aspetti. Vedremo qui di seguito come tutelarsi e come chiedere l’annullamento del verbale illegittimo.

È possibile che ci sia un’auto con la mia stessa targa in un’altra città?

La prima domanda che si pone l’automobilista che si veda recapitare una multa dalla polizia municipale di una città ove non è mai stato è se possa esistere un’altra auto con la propria stessa targa. La risposta è negativa: due automobili, per quanto di marca, modello e colore differente, non possono mai avere la medesima targa. Le targhe sono sempre diverse tra loro. Difatti, esse vengono assegnate dalla Motorizzazione, al momento dell’immatricolazione, seguendo una logica numerica progressiva. Insomma, per ogni auto che viene messa in circolazione, cambia sempre o un numero o una delle lettere che compongono la targa.

Perché una multa in una città o un luogo ove non si è mai stati?

Detto ciò, perché dunque spesso arrivano multe elevate in luoghi ove non si è mai stati? Le ragioni possono essere esclusivamente due: o la polizia ha commesso un errore materiale nel momento in cui ha compilato il verbale, trascrivendo al computer un numero o una lettera al posto di un’altra, oppure c’è stata una clonazione della targa da parte di malviventi.

Per difendersi è opportuno individuare prima in quale delle due situazioni ci si trova.

Come difendersi da una multa fatta in un luogo ove non si è mai stati?

La prima cosa da fare dovrebbe essere quella di rivolgersi direttamente alla polizia municipale che ha elevato la contravvenzione. La difesa è resa sicuramente più semplice se l’infrazione è stata accertata tramite rilevazione fotografica, ossia con una telecamera, come spesso succede quando si passa col rosso, si entra nelle zone a traffico limitato (Ztl) senza pass, quando si cade vittime di autovelox o tutor, o infine quando si tratta di un divieto di sosta rilevato tramite fotocamere. Il titolare dell’automobile può infatti presentare la richiesta, all’organo che ha accertato l’infrazione, di visionare la fotografia dell’auto. Da questa si potrà comprendere se la targa è identica (ed allora si è in presenza di una clonazione) o diversa (ed allora si è trattato di un errore di battitura).

Viceversa, se non c’è una rilevazione fotografica, purtroppo, bisognerà farsi carico di dimostrare che, in quel determinato luogo, nel giorno e nell’ora indicati nel verbale, non si era presenti e che l’auto si trovava altrove. Non basta chiaramente trovare un «alibi» per il titolare del mezzo (ad esempio, un foglio presenze al lavoro, un certificato di visita medica, ecc.), ben potendo questi aver prestato l’auto a un’altra persona e aver quest’ultima commesso l’infrazione. L’alibi deve riguardare l’auto.

La prova “maestra” potrebbe essere costituita dalla certificazione fornita dall’assicurazione che ha montato sull’auto il navigatore satellitare contro eventuali furti. Questa è in grado di risalire al luogo in cui il veicolo si trovava al momento in cui è stata rilevata l’infrazione. Tanto servirà per dimostrare che non ci si poteva trovare ove la polizia ha invece indicato nel verbale.

Un secondo sistema è sicuramente costituito dalla prova testimoniale, quella magari di un amico o un parente che abbia visto il presunto trasgressore, a bordo della propria auto, in un luogo differente da quello riportato nel verbale, o che possa attestare che il veicolo, in quella specifica circostanza di tempo, era chiuso in garage o parcheggiato nel cortile.

In ogni caso, in mancanza di altre prove, si può sempre richiedere una dichiarazione del proprio datore di lavoro o di un medico curante presso cui ci si sia recati.

Cosa fare se la targa è stata clonata?

Se dalla foto dovesse risultare che la targa è stata clonata, perché è effettivamente la stessa, bisogna allora recarsi presso la stazione dei carabinieri o la questura più vicina e sporgere una denuncia contro ignoti o persone da identificare. Paradossalmente, questa è la via più semplice per chiedere l’annullamento della multa. La denuncia è quanto mai necessaria per evitare che quel medesimo mezzo, con la stessa targa, venga usato per commettere altri reati (ad esempio, una rapina).

Come fare ricorso contro la multa?

Per poter annullare la multa elevata in una città ove non si è mai stati c’è il ricorso al giudice di pace del luogo dell’infrazione (da avviare entro 30 giorni dalla notifica del verbale) o al Prefetto (entro 60 giorni).

Il primo sistema è sicuramente molto scomodo perché a volte si tratta di luoghi molto lontani ove non vale la pena arrivare solo per togliere una multa di poche decine d’euro (difatti, il giudizio dinanzi al giudice di pace richiede la presenza personale o quella dell’avvocato). Il ricorso al Prefetto invece non richiede la presenza, limitandosi a una semplice istanza inviata con raccomandata, ma questi non ha l’imparzialità di un giudice. In più, se il Prefetto dovesse rigettare il ricorso, si sarebbe costretti a pagare il doppio dell’importo riportato sul verbale.

Una soluzione intermedia, che non offre molte garanzie ma che comunque val la pena tentare, è quella del cosiddetto ricorso in autotutela. Bisogna cioè inviare una raccomandata a.r. o una pec alla polizia locale chiedendo l’annullamento della multa (eventualmente, previa presa visione della fotografia). Nel ricorso bisognerà presentare tutte le prove a proprio favore.

Se si è trattato di una clonazione della targa, bisognerà depositare la denuncia presentata alla polizia.

Se invece si è trattato di un errore materiale, bisognerà chiedere una revisione delle fotografie in possesso degli agenti, al fine di correggere l’errore. Ma se la fotografia non è stata mai scattata, bisognerà presentare le prove di cui abbiamo parlato sopra: certificazione del GPS dell’assicurazione, dichiarazioni scritte dei testimoni, certificazioni, ecc.

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