Formazione avvocati 2022: cosa cambia

23 Dicembre 2021 | Autore:
Formazione avvocati 2022: cosa cambia

Obbligo di formazione continua: le previsioni del Consiglio nazionale forense per fronteggiare l’emergenza epidemiologica.

Gli avvocati sono tenuti a seguire periodicamente dei corsi di aggiornamento utili per la propria professione. Si tratta di un vero e proprio obbligo previsto direttamente dal codice deontologico forense, cioè da quel testo che raccoglie tutti i doveri di lealtà e correttezza che deve rispettare un avvocato nei suoi rapporti con il cliente, con la controparte, con i colleghi e con i magistrati. Il Consiglio nazionale forense, l’organismo più importante dell’avvocatura italiana, ha da poco stabilito alcune regole particolari per il nuovo anno. Ecco cosa cambia per la formazione avvocati nel 2022.

Obbligo di formazione continua: cos’è?

Come anticipato, la formazione continua è un vero e proprio obbligo deontologico per gli avvocati. Chi non assolve a questo dovere rischia di ricevere una sanzione disciplinare, commisurata alla gravità della violazione.

Formazione continua: in cosa consiste?

La formazione continua degli avvocati consiste nel seguire alcuni corsi di aggiornamento riguardanti il diritto. Grazie a queste “lezioni” (che assumono la forma di seminari e convegni), l’avvocato può tenersi al passo coi tempi e garantire ai propri clienti un’assistenza adeguata alle nuove norme.

Ogni corso conferisce all’avvocato che vi partecipa un certo numero di crediti formativi che, accumulati, consente di raggiungere la soglia minima stabilita dal codice di deontologia oppure dalle delibere del Consiglio nazionale forense.

Formazione continua avvocati: quanti crediti servono?

Prima dell’emergenza dovuta al Covid-19, ogni avvocato era tenuto a raggiungere la soglia dei 60 crediti formativi nel triennio. Il periodo di valutazione dell’obbligo di formazione ha infatti durata triennale.

Ogni anno l’iscritto doveva conseguire almeno 15 crediti formativi, di cui 3 crediti nelle materie obbligatorie di ordinamento e previdenza forensi e deontologia ed etica professionale.

Era consentita la compensazione dei crediti formativi maturati solo nell’ambito del triennio formativo, nella misura massima di 5 crediti per anno.

In poche parole, prima che il Coronavirus cambiasse ogni cosa, era previsto che la formazione continua dell’avvocato potesse ritenersi assolta se, nell’arco del triennio, si raggiungevano 60 crediti formativi, di cui 9 nelle materie deontologiche, con un minimo di 15 crediti annui da conseguire nelle materie ordinarie e 3 crediti annui da conseguire in materie obbligatorie.

Il numero di crediti formativi conseguibile nel triennio in modalità da remoto non poteva superare il 40% del totale dei crediti da ottenere.

Formazione continua avvocati 2022: cosa cambia?

A seguito dell’emergenza da Coronavirus, il Consiglio nazionale forense è stato costretto a rivedere gli obblighi di formazione continua degli avvocati.

Durante il primo anno di pandemia (il 2020), l’obbligo di formazione è stato ridotto a soli 5 crediti formativi, di cui 2 da conseguire in materie obbligatorie (deontologia, previdenza forense).

Per il secondo anno di pandemia (2021), l’obbligo di formazione è stato ridotto a 15 crediti formativi, di cui 3 da conseguire in materie obbligatorie.

Con una recentissima delibera [1], il Consiglio nazionale forense ha stabilito che anche per il 2022 l’obbligo di formazione sarà ridotto a 15 crediti formativi, di cui 3 da conseguire in materie obbligatorie.

Inoltre, come nell’anno appena trascorso, l’anno formativo 2022 non sarà conteggiato ai fini del triennio formativo, con possibilità di raccogliere tutti i crediti necessari mediante formazione a distanza (cosiddetta Fad), cioè attraverso videolezioni da seguire al computer, anche in diretta streaming.

Insomma, il perdurare dell’emergenza epidemiologica ha costretto anche gli avvocati a rivedere la propria professione e, nello specifico, l’obbligo di formazione continua a cui, anche per il 2022, verrà applicato un regime speciale.

Esame per avvocato d’ufficio: cosa cambia?

Cambiano anche le modalità degli esami al termine dei corsi per l’iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio: questi potranno tenersi da remoto, purché con modalità idonee a garantire il corretto comportamento degli esaminandi.


Il Consiglio nazionale forense ha stabilito che anche per il 2022 l’obbligo di formazione sarà ridotto a 15 crediti formativi, di cui 3 da conseguire in materie obbligatorie.

note

[1] Cnf, delibera n. 513 del 17 dicembre 2021.

Autore immagine: canva.com/


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