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Titolo esecutivo per recupero spese per i figli: ultime sentenze

23 Dicembre 2021
Titolo esecutivo per recupero spese per i figli: ultime sentenze

La sentenza di separazione o divorzio è titolo esecutivo per recuperare le spese ordinarie e straordinarie per la prole?

La sentenza di separazione costituisce di per sé titolo per il recupero delle spese straordinarie per la prole

Il credito per le spese mediche e scolastiche ordinarie sostenute per la prole a seguito di separazione coniugale (ove per ordinarie si intendono anche quelle occasionali, ma prevedibili, con esclusione quindi di quelle “straordinarie” intese in senso residuale, ossia di quelle rimesse ad eventi assolutamente imprevedibili ed eccezionali), se opportunamente documentate, può essere direttamente azionato sulla base della sentenza originaria di separazione, che riguarda un credito comunque certo ab origine, oggettivamente determinabile e liquidabile sulla base di criteri oggettivi.

Tribunale Marsala sez. I, 20/01/2021, n.35

In relazione all’obbligo di mantenimento della prole da parte dei genitori, il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi pro quota le spese straordinarie per il mantenimento dei figli, costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, a condizione però che il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità. L’azione esecutiva intrapresa dal genitore creditore può dunque essere considerata legittima solo se viene assolto dal procedente, in sede di precetto, un onere di allegazione e documentazione tale da consentire un pieno esercizio del diritto di difesa da parte del debitore, onde consentirgli un controllo sulla fondatezza della pretesa e, eventualmente, di contestarla in sede di opposizione all’esecuzione.

Tribunale Piacenza, 14/05/2020, n.254

In tema di separazione dei coniugi, il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi pro quota le spese (stra)ordinarie per il mantenimento dei figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione: ma ciò solo a condizione che il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità. Allegazione e documentazione che va compiuta rispetto all’atto di precetto, e non già nel successivo e solo eventuale giudizio di opposizione all’esecuzione, per l’ovvia considerazione che il debitore deve essere messo in condizioni di potere sin da subito verificare la correttezza o meno delle somme indicate nell’atto di precetto.

Tribunale Piacenza, 14/05/2020, n.254

Spese straordinarie per il mantenimento dei figli e strumenti processuali utilizzabili per il loro rimborso

In materia di rimborso delle spese c.d. straordinarie sostenute dai genitori per il mantenimento del figlio, occorre in via sostanziale distinguere tra: a) gli esborsi che sono destinati ai bisogni ordinari del figlio e che, certi nel loro costante e prevedibile ripetersi, anche lungo intervalli temporali, più o meno ampi, sortiscono l’effetto di integrare l’assegno di mantenimento e possono essere azionati in forza del titolo originario di condanna adottato in materia di esercizio della responsabilità in sede di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio ovvero all’esito di procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio, previa una allegazione che consenta, con mera operazione aritmetica, di preservare del titolo stesso i caratteri della certezza, liquidità ed esigibilità; b)le spese che, imprevedibili e rilevanti nel loro ammontare, in grado di recidere ogni legame con i caratteri di ordinarietà dell’assegno di contributo al mantenimento, richiedono, per la loro azionabilità l’esercizio di un’autonoma azione di accertamento in cui convergono il rispetto del principio dell’adeguatezza della posta alle esigenze del figlio e quello della proporzione del contributo alle condizioni economico patrimoniali del genitore onerato in comparazione con quanto statuito dal giudice che si sia pronunciato sul tema della responsabilità genitoriale a seguito di separazione, divorzio, annullamento e nullità del vincolo matrimoniale e comunque in ordine al figli nati fuori dal matrimonio.

Cassazione civile sez. I, 13/01/2021, n.379

Spese straordinarie per i figli: il verbale di separazione non è titolo esecutivo

In materia di assegno di mantenimento, nel caso in cui il coniuge onerato alla contribuzione delle spese straordinarie, sia pure pro quota, non adempia, al fine di legittimare l’esecuzione forzata, occorre adire nuovamente il giudice affinché accerti l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità. Ne consegue la necessità di un ulteriore accertamento giudiziale volto a verificare l’an della pretesa creditoria, sia sotto il profilo dell’effettività della spesa, sia sotto il profilo dell’esistenza del previo accordo tra i genitori; presupposti, questi, che non sono né determinati né determinabili sulla base del mero verbale di separazione e con un semplice calcolo matematico e che richiedono inevitabilmente nuove valutazioni di merito.

Tribunale Roma sez. IV, 04/03/2020, n.4677

Separazione dei coniugi, spese straordinarie per i figli e titolo esecutivo

La sede corretta per far valere e accertare le spese straordinarie riguardanti la prole – anche quelle mediche e scolastiche – è il procedimento di cognizione, nella specie, il decreto ingiuntivo.  

Tribunale Bolzano, 11/05/2018

Precetto per le spese straordinarie: sì (con limiti) della Cassazione

Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi “pro quota” le spese ordinarie per il mantenimento dei figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione. La circostanza che il precetto non solo non alleghi, ma nemmeno indichi i documenti (successivi alla formazione del titolo esecutivo giudiziale) in base ai quali è stato determinato l’importo del credito azionato “in executivis” non può essere sanata dal creditore procedente nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi. Quest’ultimo, infatti, ha lo scopo di verificare la correttezza del “quomodo” dell’esecuzione e non può costituire una rimessione in termini atipica a favore del creditore per sanare le mende dell’atto di precetto.

Cassazione civile sez. III, 20/10/2016, n.21241

È titolo esecutivo l’ordine al genitore non affidatario di pagare le spese ordinarie, sempre se documentate

Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi pro quota le spese ordinarie per il mantenimento dei figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, ma ciò solo a condizione che il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità.

Cassazione civile sez. III, 20/10/2016, n.21241

Il provvedimento con cui si stabilisce che il genitore non affidatario paghi le spese mediche e scolastiche ordinarie dei figli costituisce titolo esecutivo

Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi, sia pure “pro quota”, le spese mediche e scolastiche ordinarie relative ai figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, qualora il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità, salvo il diritto dell’altro coniuge di contestare l’esistenza del credito per la non riconducibilità degli esborsi a spese necessarie o per violazione delle modalità d’individuazione dei bisogni del minore.

Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi, sia pure pro quota, le spese mediche e scolastiche relative ai figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, qualora il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità, salvo il diritto dell’altro coniuge di contestare l’esistenza del credito per la non riconducibilità degli esborsi a spese necessarie o per violazione delle modalità d’individuazione dei bisogni del minore. Ne deriva l’ammissibilità dell’azione monitoria e la legittimità dell’emanazione del decreto salva la possibilità per il coniuge dissenziente di far valere le proprie ragioni di dissenso nel giudizio di opposizione.

Cassazione civile sez. VI, 02/03/2016, n.4182

Separazione consensuale o giudiziale dei coniugi e titolo esecutivo

Il decreto di omologazione della separazione consensuale costituisce in astratto titolo esecutivo, ma non può fondare la richiesta di rimborso per somme dovute a titolo di spese straordinarie a causa dell’incertezza ed illiquidità del credito che si pretende di attuare a tale titolo; le suddette spese, di importo non preventivamente stabilito, possono essere determinate caso per caso a seconda delle esigenze concrete, e possono quindi essere oggetto di esecuzione forzata solo previo accertamento giudiziale della esistenza del credito e della sua esatta quantificazione, con la conseguenza che deve ritenersi nullo, per insussistenza di idoneo titolo esecutivo, quel precetto con cui sia richiesto il pagamento delle spese straordinarie sostenute per il mantenimento dei figli minori, poiché privo dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità.

(Nella specie, è stato dichiarato nullo il precetto opposto limitatamente alla parte in cui si intimava il pagamento delle somme relative a spese mediche non coperte dal SSN in favore della figlia, per assenza dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità del credito azionato).

Tribunale Monza, 12/03/2013

Nel giudizio di separazione dei coniugi, consensuale o giudiziale, il provvedimento sul mantenimento della prole, provvisorio o definitivo, che condanna il genitore non affidatario a pagare, sia pure “pro quota”, le spese mediche e scolastiche ordinarie, costituisce titolo esecutivo anche in relazione a queste allorché ne sia opportunamente documentata l’effettiva sopravvenienza ed entità.

Cassazione civile sez. III, 23/05/2011, n.11316



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