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Cos’è la ricostruzione cinetica in caso di incidente?

18 Aprile 2022 | Autore: Valentina Gritti
Cos’è la ricostruzione cinetica in caso di incidente?

Una procedura complessa e tecnica diretta ad individuare l’esatta dinamica e le cause del sinistro stradale.

Cos’è la ricostruzione cinetica in caso di incidente? Ti sarà capitato, dopo un incidente stradale, di non concordare con l’altra parte in merito all’esatto svolgimento dei fatti e di non poter così sottoscrivere una constatazione amichevole. Ti sarà anche capitato, dopo di ciò, di chiamare le forze dell’ordine, affidandoti a loro per la verifica della dinamica dello scontro, ma di rimanere deluso dal loro intervento. Le forze dell’ordine potrebbero, infatti, aver espletato dei rilievi incompleti o aver addirittura redatto un verbale errato, ove vieni ingiustamente individuato come esclusivo o principale responsabile dell’impatto.

Ti sarà infine capitato di non ottenere dalla compagnia assicuratrice alcuna offerta risarcitoria dei danni patiti o di riceverne una inadeguata. Tale mancato o incompleto risarcimento dei danni è una diretta conseguenza dell’errata ricostruzione del sinistro, che a sua volta comporta una sbagliata individuazione delle colpe e responsabilità.

Se ti chiedi se puoi fare qualcosa per tutelare i tuoi diritti ed ottenere il risarcimento civile che giustamente ti spetta, la risposta è sì. Puoi contestare la decisione dell’assicurazione ed il contenuto del verbale delle forze dell’ordine intervenute successivamente all’incidente. Per farlo devi richiedere privatamente o giudizialmente ad un tecnico esperto la predisposizione di una perizia contenente la ricostruzione cinetica dell’incidente.

Grazie alla ricostruzione cinetica dell’incidente sarà possibile individuare non solo le modalità di svolgimento e le cause dell’impatto ma anche chi ne è responsabile. Vediamo esattamente cos’è e a cosa serve la ricostruzione cinetica di un sinistro.

Come si determina la responsabilità in caso di un incidente stradale?

Ai sensi del Codice civile [1], in caso di scontro tra veicoli si presume la colpa di entrambi i conducenti al 50 % ciascuno, mentre si ravvisa la responsabilità esclusiva ed il conseguente integrale onere risarcitorio in capo ad un conducente di un veicolo nel caso d’investimento di un pedone o di danneggiamento di cose.

Entrambe le presunzioni sono però superabili. È infatti possibile individuare e dimostrare l’esistenza di una diversa percentuale di colpa, fornendo nel primo caso prova contraria (ovvero prova della maggiore o integrale responsabilità di un conducente nella causazione dello scontro) e nel secondo caso prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il pedone o il danno alle cose.

Va anche precisato che in caso di scontro tra veicoli si ricorre alla presunzione di paritetica colpa (ovvero 50 % ciascuno) solo in via sussidiaria e solo in sede civile poiché la stessa non è applicabile in sede penale, ove l’accertamento della responsabilità del reato spetta esclusivamente al giudice [2]. Ci stiamo qui riferendo ai seguenti casi, indicati dal Codice della strada e dal Codice penale come reati penalmente punibili: omicidio stradale o omicidio colposo (che comportano una lesione alla vita), lesioni colpose (che influiscono sull’incolumità fisica personale), omissione di soccorso (che attiene alla sicurezza collettiva e individuale) e guida in stato d’ebrezza (che coinvolge l’incolumità pubblica e la sicurezza stradale) [3].

Come ricostruire la dinamica di un incidente?

In caso di scontro tra veicoli, la cosa più semplice da fare per ricostruire la dinamica dell’incidente è compilare e sottoscrivere, subito dopo l’impatto e congiuntamente all’altro conducente, la constatazione amichevole – il cosiddetto modello CAI. Tale dichiarazione delle parti indica lo svolgimento del sinistro e sarà da inviare alla compagnia assicuratrice competente per denunciare il sinistro ed ottenere il relativo risarcimento danni.

A titolo informativo si rammenta che sussiste la responsabilità e competenza della propria assicurazione – cosiddetta procedura di risarcimento diretto – in caso di scontro tra due veicoli, senza che si siano verificate gravi lesioni fisiche alle persone coinvolte [4], mentre sussiste la responsabilità e competenza della compagnia assicuratrice avversaria – cosiddetta procedura ordinaria di risarcimento indiretto – nei casi di sinistri che coinvolgano tre o più veicoli o che abbiano causato gravi lesioni fisiche alle persone coinvolte. In quest’ultimo caso, la procedura è avviabile tramite l’invio, entro tre giorni dal sinistro, della denuncia dell’incidente e della relativa richiesta di risarcimento danni alla compagnia assicurativa del soggetto responsabile [5].

Se la strada più semplice della compilazione e sottoscrizione congiunta della constatazione amichevole non fosse perseguibile, allora si potrebbe inviare direttamente all’assicurazione competente una denuncia contenente la propria personale ricostruzione dell’incidente (con allegate eventuali fotografie o dichiarazioni di testimoni comprensive di un loro documento d’identità).

In alternativa, il conducente coinvolto e ferito nell’incidente potrebbe richiedere, subito dopo lo scontro, l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

In tale circostanza, le forze dell’ordine effettueranno i necessari rilievi ed accertamenti, tra cui ad esempio le opportune verifiche, misurazioni tecniche e fotografie dei luoghi.

Una volta completati tutti gli incombenti (tra cui anche l’assunzione di sommarie informazioni di testimoni, il reperimento di eventuali registrazioni di telecamere pubbliche o gli accertamenti di eventuali violazioni del Codice della strada), potranno redigere formale verbale contenente anche l’ipotetica ricostruzione della dinamica dello scontro. Si precisa che per richiedere, anche ai fini assicurativi, copia di tali verbali delle forze dell’ordine, sarà necessario ottenere il nulla osta della Procura del Tribunale competente.

Ricostruzione dinamica incidente: cosa fare in caso di errori?

Come abbiamo detto, le assicurazioni e le forze dell’ordine procedono a ricostruire la dinamica dell’incidente in base ai loro accertamenti e ai dati a loro disposizione. Ma può succedere che questi sbaglino nell’eseguire alcuni rilievi ed indagini, così come può capitare che possano commettere qualche errore nel valutare e ricostruire i fatti. A questo punto, è lecito domandarsi cosa è necessario fare per risolvere il problema ed evitare ingiuste conseguenze – quali ad esempio il mancato o parziale risarcimento di ciò che spetta per i danni patiti o l’imputazione di violazioni in realtà mai commesse.

L’unica soluzione, in questo caso, sarebbe impugnare l’errata ricostruzione e richiedere privatamente o giudizialmente ad un tecnico esperto – solitamente ingegneri – l’elaborazione di una perizia contenente l’esatta ricostruzione della dinamica e delle cause dell’incidente, ovvero la sua cosiddetta ricostruzione cinetica.

La decisione dell’assicurazione ed il verbale delle forze dell’ordine sono contestabili ed impugnabili. Per quanto concerne quest’ultimo va oltretutto precisato che, se le forze dell’ordine sono intervenute successivamente allo scontro, il loro verbale non è da intendersi vincolante e può essere impugnato in quanto fa fede fino a querela di falso solo il contenuto dei verbali, di cui le forze dell’ordine hanno avuto conoscenza personale e diretta (i fatti, a cui non hanno direttamente assistito sono dunque contestabili) [6].

Cos’è la ricostruzione cinetica dell’incidente e come viene effettuata?

La ricostruzione cinetica di un incidente è per l’appunto la ricostruzione della sua dinamica con individuazione delle sue cause e colpe.

Il tecnico esperto – come detto, solitamente ingegnere – incaricato di risalire all’esatto svolgimento dello scontro e di redigere la relativa perizia, viene ad analizzare le tre fasi principali del sinistro, ovvero la pre-collisione, la collisione (ingaggio) ed il post-collisione. Per ricostruire esattamente tali fasi, egli deve procedere innanzitutto a verificare i danni riportati dai veicoli, la loro posizione statica, le eventuali lesioni fisiche dei soggetti coinvolti ed il luogo dell’impatto (con accurata verifica di molteplici elementi materiali, tra cui la presenza di eventuali tracce ematiche o di segni di frenata). Procederà poi a sentire eventuali informatori e ad espletare tutte le ulteriori verifiche che ritiene necessarie.

Va precisato che la posizione statica dei veicoli costituisce uno degli elementi fondamentali da verificare tant’è che bisogna auspicare che i veicoli, dopo lo scontro, non siano stati spostati dalla loro posizione di quiete o che siano stati fotografati in tale posizione. Questa, infatti, servirà non solo ad indentificare la traiettoria percorsa dal veicolo nella fase di post collisione ma anche ad individuare l’ipotetica velocità del veicolo nella pre-collisione e nell’impatto.

La velocità di collisione ha, a sua volta, una decisiva rilevanza visto che aiuterà ad individuare e definire i punti di percezione del pericolo, i punti di reazione del conducente, il punto di non ritorno (ovvero il momento e luogo, ove la collisione diventa inevitabile) ed il punto di primo contatto dei veicoli.

Non bisogna però dimenticarsi dell’importanza dell’individuazione dell’energia cinetica del veicolo – cosiddetta energia del moto del veicolo costituita ed individuata dalla sua massa e velocità; per determinarla vanno esaminati molti elementi ed utilizzate formule matematiche – ad esempio, l’equazione diretta al calcolo della velocità minima necessaria alla produzione delle tracce di frenata.

Va tenuto presente che, quando il veicolo è fermo (ovvero quando è nella sua posizione statica e di quiete), la sua energia cinetica è ovviamente pari a zero.

Da tutto ciò si desume che la ricostruzione cinetica di un incidente stradale è un’operazione complessa diretta ad individuare l’effettiva dinamica di un incidente e le ragioni che l’hanno causato, basandosi su analisi e valutazioni complicate, oggettive, tecniche e matematiche.

In conclusione, la ricostruzione dell’esatto svolgimento di un sinistro è una procedura difficile ed impegnativa ma necessaria per ottenere giustizia e piena tutela dei tuoi diritti. Solo la ricostruzione cinetica di un incidente, infatti, può aiutarti a capire e dimostrare chi ed in quale misura è responsabile di un sinistro e del relativo risarcimento.



Di Valentina Gritti

note

[1] Art. 2054 cod. civ.

[2] Cass. pen. sez IV n. 13136 del 09.03.2016.

[3] 589 bis cod. pen., 590 bis cod. pen., Art 186 e 189 cod. strada.

[4] Art. 149 Codice assicurazioni private disciplina il risarcimento diretto introdotto dal Decreto Bersani.

[5] Art. 148 Codice assicurazioni private disciplina il risarcimento ordinario indiretto.

[6] Cass. sent. n. 38 del 3.01.2014.


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