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Il compenso extra all’amministratore di condominio non è dovuto

1 Agosto 2014
Il compenso extra all’amministratore di condominio non è dovuto

Se non approvato dall’assemblea, ogni compenso straordinario preteso dal professionista per aver, per esempio, stipulato il contratto di appalto o seguito i lavori di ristrutturazione del palazzo non è dovuto.

L’amministratore ha inserito, nel bilancio condominiale, una spesa non prevista, a titolo di compenso per se stesso, per via del fatto che ha svolto delle asserite “attività straordinarie”? Ti chiedi da quale legge trovi giustificazione una tale pretesa se nel contratto di incarico professionale non era previsto alcun onorario extra? In verità, questa richiesta è illegittima. A dirlo è stata una recente sentenza della Cassazione [1].

Se non sono previste dall’onorario stabilito in contratto, l’amministratore di condominio non può richiedere ulteriori retribuzioni non autorizzate dall’assemblea di condominio. Ciò significa che l’attività dell’amministratore non può essere pagata al di fuori di quello che viene stabilito al momento del conferimento del suo incarico.

Si tratta di un caso tutt’altro che raro, quello dell’amministratore che pretende dei compensi straordinari per aver, per esempio, stipulato un contratto di appalto e seguito i lavori di manutenzione dello stabile, votati dall’assemblea.

Se l’assemblea condominiale non ha mai deliberato un compenso straordinario in favore dell’amministratore, i condomini non possono certo presumere che l’incarico di seguire i lavori nel palazzo sia a pagamento perché, al momento di conferire l’incarico all’amministratore, è già stato stabilito un corrispettivo globale per tutta l’attività di amministrazione del condominio.

E difatti, nella sentenza in commento, la Suprema Corte afferma alcuni principi più volte riconosciuti dalla giurisprudenza.

In particolare, viene ribadito che la retribuzione dell’attività dell’amministratore è compresa nel corrispettivo forfettario annuale e non deve essere retribuita a parte.

Inoltre, ogni eventuale costo supplementare deve comunque essere approvato dall’assemblea.

La posizione dei giudici della Suprema corte è molto chiara: se non è stato stabilito altrimenti dall’assemblea condominiale, non spetta alcun compenso supplementare all’amministratore che ha seguito i lavori straordinari del palazzo. La retribuzione del professionista, per tutte le attività svolte a favore del condominio, è quella forfettaria stabilita al momento del conferimento dell’incarico.

Questa sentenza va interpretata anche tenendo conto delle modifiche apportate al Codice civile dalla recente riforma del condominio. È infatti importante sottolineare che, per evitare abusi da parte degli amministratori che seguono i lavori straordinari, il professionista, già al momento di accettare la nomina (o il rinnovo) dell’incarico, deve specificare l’importo dovuto per la sua attività in maniera analitica.

Se non lo fa, l’incarico è nullo. In concreto: l’amministratore deve proporre un preventivo di spesa che renda possibile determinare con chiarezza i costi delle attività eventualmente svolte, per esempio prevedendo anche una quota percentuale sull’importo di eventuali opere straordinarie.

note

[1] Cass. sent. n. 22313 del 30.09.2013.

Autore immagine: 123rf com


5 Commenti

  1. l’amministratore che dispone per conto del condominio di assemblee ridotte e controlli presso enti e tribunali in un momento di controversie tra il condominio e privati ed enti diversi, ha diritto ad un compenso extra ? In una vertenza legale l’amm. che si interessa di indagare e all’uopo chiarire determinati particolari sempre difendendo gli interessi del condominio in questioni che esulano dalle sue mansioni, ha diritto ad un compenso extra?L’eventuale extra in quali casi è previsto e se previsto deve essere preventivamente autorizzato daall’assemblea? Mi scuso per quano sopra e sarei grato di una evntuale risposta ai quesiti posti.In attesa porgo distinti saluti

  2. Nel mio condominio esiste l’appartamento al piano terra che è chiuso da tempo. Per cui il giardino e le piante all’interno di esso, creano sporcizia e degrado alla palazzina, peraltro sul marciapiede adiacente non si può camminare perché sia l’alberi che le piante arrampicanti ostruiscono il passaggio. E’ compito dell’amministratore intervenire per il decoro della palazzina ho si deve limitare soltanto ad inoltrare il mio messaggio di disappunto per lo stato attuale dell’immobile.

  3. E’ legale per un amministratore scrivere “adeguamento a norma di legge” per far fare dei lavori a chi decide lui,quando in realta’ nessuna legge obbliga cio’ ?

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