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Professionisti: calo di iscritti del 30%. Più bocciati agli esami

21 Luglio 2014
Professionisti: calo di iscritti del 30%. Più bocciati agli esami

In calo avvocati e consulenti del lavoro: le donne meglio degli uomini.

Si riesce a resistere, sempre più, al fascino della libera professione: negli ultimi dieci anni gli iscritti all’esame di abilitazione si sono ridotti del 27%. In flessione anche la quota dei promossi agli esami di abilitazione. Del resto, è noto che, quando si vuole restringere l’ingresso a un mercato, si rende, nei fatti, più difficoltoso il superamento di quelle condizioni – l’esame di Stato, per esempio – richieste dalla legge per l’accesso. E così, se anche non si riesce a rendere “giurisprudenza” o “economia” delle facoltà a numero chiuso, gli ordini professionali, temendo una dilagante invasione delle nuove generazione – attratte (per necessità) dalla “partita Iva” -, rendono più difficoltoso l’esame di abilitazione. Un sistema necessario per far sopravvivere chi già è “dentro”, a discapito della concorrenza.

Del resto, è proprio di oggi la notizia che il Fondo Monetario Internazionale – non certo un’istituzione “qualsiasi” – ha bacchettato l’Italia per la scarsa concorrenza da questa garantita ai propri aspiranti professionisti, chiedendo il “libero accesso” alle professioni forensi (“fully open up“). E ciò, peraltro, lo aveva anche detto, per altri versi, il nostro stesso Antitrust, secondo cui gli Ordini professionali falsano il gioco della concorrenza (leggi gli articoli nei box degli approfondimenti qui sotto).

E ora si teme l’effetto “abogados”, dopo la sentenza Ue che ha aperto le porte dell’Albo agli italiani abilitatisi in Spagna senza passare dalla strettoia dell’esame nazionale.

Medici, architetti, psicologi o avvocati: negli ultimi dieci anni, gli aspiranti al tesserino di un Ordine professionale che si sono presentati agli esami si sono ridotti di oltre un quarto (-27,3%). Più stretta anche la via dell’accesso: un terzo in più dei candidati non ha superato gli esami di abilitazione.

La crisi ha colpito di più gli uomini: la categoria si è quasi dimezzata, passando dai 30mila nuovi ingressi del 2003 ai 18mila del 2012, mentre le donne hanno “tenuto” meglio con una flessione delle abilitazioni pari “solo” al 19 per cento. Anzi, le donne hanno persino sorpassato i colleghi uomini: 23mila le abilitate del 2012, rispetto a 18mila uomini.

I nuovi professionisti censiti dal Miur sono oltre 41mila; a questi vanno aggiunti 1.031 consulenti del lavoro (anno 2013) e 5.396 avvocati (dato ancora incompleto). Spesso le donne, appunto, sono in maggioranza. Oltre alle classiche professioni da sempre rosa (psicologi, veterinari e assistenti sociali) l’avanzata è netta anche su nuovi fronti: le notaie, ad esempio, sono passate dal 17% nel 1991 al 31% del 2013. E oggi rappresentano il 43% degli under 40 secondo le stime del Notariato. Tra i consulenti del Lavoro, poi, sfiorano il 70 per cento.

Quasi tutte le professioni registrano un calo di interesse: all’eccezione costituita da assistenti sociali, psicologi e biologi fanno da contrappeso le “mannaie” che hanno decimato in particolare chimici e geologi. Per questi ultimi le difficoltà partono dall’Università. Si è impoverita la qualità della formazione e l’accesso è ora più difficile.

Non sempre, poi, esami di abilitazione e iscrizione all’Ordine si muovono di pari passo. Prendiamo gli architetti: mentre negli ultimi dieci anni iscritti e promossi all’esame andavano dimezzandosi, l’Albo ha continuato a crescere. Per il presidente del Consiglio nazionale, Leopoldo Freyrie, questo dipende anche dagli sbocchi occupazionali prescelti: “Dopo la laurea molti scelgono mestieri come il designer o il grafico per i quali l’abilitazione non serve”. “Al contrario – precisa – abbiamo un eccesso di offerta con i nostri 150mila iscritti, più di tre volte rispetto ai colleghi francesi e con redditi falcidiati dalla crisi”. Stesso fenomeno per i consulenti del lavoro. La categoria è tra le più colpite dalle commissioni d’esame: 43% la percentuale di successo del 2013, 30 punti in meno della media nazionale, pur sempre il doppio degli avvocati. Per questi ultimi ora la Corte europea ha aperto la via alternativa dell’abilitazione in Spagna con accesso diretto all’Ordine, saltando l’esame. Con effetti che potrebbero estendersi anche alle altre categorie.


note

Autore immagine: 123rf com


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