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Vendite truffa: se il commerciante non consegna la merce

21 Luglio 2014
Vendite truffa: se il commerciante non consegna la merce

Prendi i soldi e scappa: sono necessari gli artifici e raggiri perché si possa configurare anche il reato; altrimenti tutto rimane nell’ambito dell’azione civile di inadempimento contrattuale.

 

Chi promette di vendere un bene e, dopo averne ricevuto il pagamento, non lo consegna, oltre a compiere un illecito civile (il cosiddetto “inadempimento contrattuale” in forza del quale si può chiedere la restituzione dei soldi anticipati e, se vi è prova, anche il risarcimento del danno) potrebbe incorrere nel reato di truffa. Dunque il cliente truffato può sporgere querela.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione [1].

Se il venditore di una merce, dopo aver ricevuto dall’acquirente il pagamento per la vendita, non consegna l’oggetto promesso, compie un cosiddetto illecito civile, cioè non adempie al contratto. In questo caso, per vedersi restituire la somma e l’eventuale risarcimento del danno, l’acquirente dovrebbe affrontare una lunga causa civile.

Soprattutto dopo la grande diffusione dello shopping online spesso accade che il cliente paghi, ma non riceva la merce. È però molto difficile fare rientrare questi casi nel reato di truffa.

Quest’ultimo termine, spesso viene utilizzato impropriamente: si configura una truffa nel momento in cui un soggetto, tramite artifici o raggiri, induce qualcuno in errore, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto a danno altrui.

Dunque, di norma, la truffa non c’è quasi mai. Si pensi al caso del venditore che non sta camuffando alcunché all’acquirente, che effettivamente abbia, in deposito, la merce promessa in vendita, ma che poi, per svariate ragioni (crisi, danneggiamento del magazzino, ecc.) non la consegni. In tali casi non vi sono gli “artifici” e “raggiri”, né si è indotto in errore il consumatore. L’illecito, dunque, resta confinato nell’ambito civilistico.

Gli artifici e raggiri da parte del venditore potrebbero essere invece individuati, per esempio, nel prezzo molto basso del prodotto, proprio per indurre il consumatore in errore al momento della conclusione dell’accordo e “rubarlo” alla concorrenza.

In linea generale, quindi, se il venditore non consegna il bene già pagato dal compratore, quest’ultimo può agire in via civile per l’inadempimento contrattuale.

Se però il compratore ritiene di essere stato raggirato e che, senza questi raggiri, non avrebbe mai fatto l’acquisto, allora ricorrono gli estremi per un’azione penale.


note

[1] Cass. sent. n. 5922 del 7.02.2013.

Autore immagine: 123rf com


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