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Se la caldaia funziona male, tecnico responsabile penalmente

21 Luglio 2014
Se la caldaia funziona male, tecnico responsabile penalmente

Responsabile il manutentore che non avvisa dei rischi dell’apparecchio; colpa anche del locatore in caso di affitto.

 

Il tecnico che fa manutenzione alla caldaia, se ha dubbi sulle possibilità di funzionamento, ma consente comunque al cliente di utilizzarla, è responsabile per i danni che ne derivano.

Mettiamo un caso tutt’altro che raro. Il proprietario di un’abitazione chiama il tecnico per esaminare l’installazione e il funzionamento della caldaia a gas di casa; ma, durante il lavoro, quest’ultimo non fa a pieno il proprio dovere, per esempio omettendo di controllare l’efficienza della canna fumaria. Se, in conseguenza di ciò, la famiglia subisce un grave danno alla salute (per esempio, un’intossicazione da monossidi di carbonio), può scattare la denuncia penale, nei confronti del manutentore, per il reato di lesioni personali colpose.

A dirlo è una sentenza della Cassazione [1].

Secondo la Suprema Corte, il tecnico è colpevole perché, essendo a conoscenza del rischio potenziale di una caldaia i cui fumi finiscono in una canna fumaria di cui non si è controllata l’efficienza, deve sempre impedirne l’utilizzo, a titolo precauzionale.

La legge [2], infatti, stabilisce che l’operatore incaricato del controllo e della manutenzione degli impianti (quindi, anche della caldaia) esegua queste attività a regola d’arte, nel rispetto della normativa vigente.

Al termine del lavoro deve compilare e firmare un rapporto di controllo tecnico, lasciandone una copia al cliente.

Se dopo avere effettuato le verifiche ha un concreto e ragionevole dubbio su un eventuale malfunzionamento della caldaia, deve consigliare ai clienti di non usarla. Se viene meno a questo obbligo, è responsabile dei danni subiti dal cliente.

Nel caso di un’abitazione in affitto, nei confronti dell’inquilino è il proprietario che deve garantire il buon funzionamento della caldaia. Quest’ultimo deve consegnare all’inquilino una caldaia efficiente, periodicamente revisionata e senza difetti strutturali (leggi, a riguardo, “Caldaia esplosiva: responsabile il locatore anche senza contratto scritto”).

Dopo la consegna dell’immobile, le parti possono mettersi d’accordo sul fatto che sia l’inquilino ad assumersi la responsabilità delle periodiche operazioni di controllo.

Ricordiamo che, dallo scorso mese, ha debuttato la nuova legge in materia di controlli, revisioni e libretti degli impianti caldo/freddo. Per un approfondimento sul tema leggi le nostre due guide: “Caldaia: come cambia revisione e libretto” e “Caldaie: manutenzione, nuove regole e libretto”.


note

[1] Cass. sent. n.  48.229 del 13.12.2012.

[2] Art. 7 del D.lgs. n. 311 del 2006.

Autore immagine: 123rf com


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