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Genitore separato pubblica foto del figlio sui social

26 Dicembre 2021
Genitore separato pubblica foto del figlio sui social

Un genitore può decidere da solo se pubblicare foto del figlio sui social oppure deve chiedere il consenso anche dell’altro?

Un nostro lettore, separato dalla moglie alla quale è stato affidato l’unico figlio, lamenta il fatto che quest’ultima, senza prima mai consultarlo, pubblicherebbe le foto di lei con il minore su alcuni social network. Ritenendo che tale comportamento sia illegittimo, ci chiede come comportarsi e come agire, eventualmente in tribunale, se un genitore separato pubblica foto del figlio sui social. 

Partiamo subito col dire che il diritto all’immagine è considerato un diritto personalissimo, come il diritto al nome, tutelato quindi dalla normativa sulla privacy (il Gdpr) e dall’articolo 10 del Codice civile. Quest’ultima norma prevede la possibilità di chiedere la cessazione di pubblicazioni non consentite o pregiudizievoli.

A decidere sulla pubblicazione delle proprie foto è l’interessato, a meno che questi non sia minorenne. In questo caso, saranno i genitori, di comune accordo, a prendere le decisioni per conto suo. 

Senonché, in questo caso, quando si parla di minore, non si intende il giovane con meno di 18 anni ma fino a 13 anni. Difatti, in Italia, l’articolo 2-quinquies del Codice della privacy (D.Lgs. 196/2003 per come modificato dal D.Lgs. 101/2018) ha fissato a 14 anni l’età dalla quale un giovane può aprire un account social e, quindi, prestare da solo il consenso al trattamento dei propri dati in rete (cosiddetto consenso digitale). Insomma, un ragazzo che ha almeno 14 anni può decidere autonomamente la pubblicazione delle proprie immagini indipendentemente dal consenso dei genitori.

Al contrario, per i minori sotto i 14 anni, il consenso deve provenire da entrambi i genitori anche se separati: non si tratta, in questo caso, di una questione di ordinaria amministrazione, ma di una decisione di maggior interesse (a norma dell’articolo 337-ter del Codice civile), che dev’essere assunta di comune accordo tra i genitori stessi.

Si tenga a tal fine conto che:

  • il fatto che il minore viva prevalentemente con la madre non toglie il diritto del padre a partecipare alle decisioni più importanti relative alla crescita, educazione e istruzione del minore, ivi compreso quindi il trattamento dei suoi dati e la pubblicazione di eventuali foto. Solo in caso di affidamento esclusivo, in capo cioè a un solo genitore, questi potrebbe decidere in autonomia senza consultare l’ex;
  • il fatto che il minore di 14 anni sia consenziente, ossia dichiari di voler pubblicare le foto, non esclude la necessità del consenso di entrambi i genitori;
  • se i genitori sono in disaccordo sulla pubblicazione della foto del figlio, potrebbero in teoria rimettere la decisione al giudice che tuttavia, molto verosimilmente, vieterà la pubblicazione della foto. Difatti, come anticipato, la decisione è rimessa integralmente a entrambi i genitori e il giudice non può sostituirsi ad essi. 

Vediamo ora come comportarsi nel caso in cui un genitore separato pubblichi foto del figlio sui social. È opportuno che il lettore, per evitare equivoci, manifesti espressamente e formalmente il proprio dissenso alla pubblicazione di immagini del figlio. Dovrà farlo inviando una raccomandata a.r. all’ex o anche con altro mezzo che garantisca la prova della ricezione. Potrebbe quindi trattarsi anche di un messaggio su WhatsApp, un’email o un sms se ad esso si riceve risposta visto che, di per sé, questi strumenti non consentono di ottenere la prova legale del ricevimento.

In tale comunicazione, il genitore deve chiedere l’immediata rimozione delle foto già pubblicate sui social, imponendo il divieto di ripetere il comportamento per il futuro.

In mancanza di adesione da parte della madre a tale richiesta, il lettore potrà rivolgersi al giudice per ottenere l’inibizione per il futuro, la rimozione ed eventualmente il risarcimento del danno.

Vi sono stati provvedimenti, come quello del tribunale di Mantova del 19 settembre 2017, che hanno considerato l’inserimento di foto in rete come un «comportamento potenzialmente pregiudizievole in quanto determina la diffusione delle immagini tra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate», ed essendoci inoltre il pericolo che dalle immagini possa essere tratto materiale pedopornografico. 

Il tribunale di Trani, poi, con un’ordinanza del 30 agosto 2021, ha accolto la domanda di un genitore svolta in via d’urgenza, in quanto le pubblicazioni di immagini di minori si pongono in contrasto con norme nazionali, comunitarie e internazionali, e in quanto la condivisione sui social network riguarda un pubblico indeterminato e un periodo di tempo non circoscrivibile.



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