FMI: “Liberalizzare la professione di avvocato”. Stop esame abilitazione?

21 Luglio 2014
FMI: “Liberalizzare la professione di avvocato”. Stop esame abilitazione?

Ennesima testata d’ariete al sistema chiuso delle professioni legali: dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea di qualche giorno fa, anche per il Fondo Monetario Italiano le professioni legali vanno “liberalizzate”.

Non siamo solo noi a dirlo: che un Paese senza un’efficiente macchina giudiziaria è un Paese allo sbando, senza una effettiva crescita economica e sociale, è un pensiero anche del Fondo Monetario Internazionale. Gli ispettori di Washington, infatti, hanno manifestato aspre critiche nei confronti del sistema della giustizia italiana e, in particolare, rivolte al mondo delle professioni legali. Critiche che si sommano, da ultimo, a quelle della nostra Autorità Garante per il mercato e la concorrenza (Agcm), secondo cui la classe forense falserebbe il gioco della concorrenza (leggi l’articolo “Agcm: togliere l’esclusiva stragiudiziale agli avvocati”) e alla brutta figura rimediata dal CNF innanzi alla Corte di Giustizia Europea sull’affaire “abogados” (leggi l’articolo: “Abogados con titolo in Spagna: per la Corte di Giustizia il titolo è legittimo” e “Sì dell’UE agli abogados: avvocati divisi tra danno e opportunità”).

Insomma, secondo gli esperti del F.M.I., la ricetta per rivoluzionare il nostro arretrato Stato partirebbe da un peso maggiore alla mediazione stragiudiziale, continuando per la revisione completa delle spese di giustizia, e dunque anche degli onorari forensi. Dulcis in fundo, l’organismo internazionale sollecita un’apertura completa della professione legale (“fully open up”), senza quindi restrizioni all’accesso.

La giustizia civile, dunque, è il primo punto dell’agenda segnalata all’Italia dal Fondo, istituzione internazionale nata nel 1945 e attualmente composta da 188 Paesi aderenti.

Si leggono testualmente, nel rapporto stilato al termine della ricognizione sull’area euro, le quattro priorità per l’Italia:

1. Improve the efficiency of civil justice;

2. Reduce costs in regulated network sectors;

3. Improve competition in product markets and services;

4. Address very high unemployment (all age groups) and ineffective active labor market policies.

Di seguito, invece, le raccomandazioni degli esperti:

1. Promote the use of out-of-court mediation, comprehensive review of court fees; strengthen court organization and management, fully open up the legal profession;

 

2. Remove structural bottlenecks that push up average production cost. Enhance competition in supply and distribution of electricity;

 

3. Improve coordination and efficiency of ALMPs and employment services at the local level to support the youth guarantee program starting in 2014. Shift to more flexible, single contracts for new workers that gradually increase job protection with seniority to lower the hiring cost and support apprenticeships.

 

4. Decentralize wage setting.

 

5. Link unemployment support to employability: redesign wagesupplementation scheme to turn it into universal support system conditional on job search and training.

 

5. Faster implementation of plans to open up professional services.

“Rafforzare l’organizzazione giudiziaria e la gestione” è, dunque, il suggerimento primario che arriva alle istituzioni nostrane dagli ispettori del Fmi. Promossa la mediazione pregiudiziale obbligatoria prevista dal decreto del fare del 2013. Ma gli esperti internazionali consigliano anche di ricorrere alla “mediazione fuori dai processi, di attuare una revisione complessiva delle tariffe forensi, di rafforzare l’organizzazione dei tribunali e di consentire il libero accesso alla professione legale”. A colmare il gap possono aiutare prassi virtuose come le best practice degli uffici giudiziari di Torino ( “Strasbourg Program” in the Turin Court”).

In generale nel rapporto si raccomanda all’Italia di “accelerare i piani di apertura dei servizi professionali e la privatizzazione dei servizi locali” e di eliminare i colli di bottiglia strutturale che spingono al rialzo di costi medi di produzione. Si sollecita poi maggiore concorrenza nei mercati dei beni e servizi.

Effetto Bosman

L’effetto della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea – che ha consentito ai giovani (e meno giovani) tirocinanti legali di superare l’ostacolo dell’esame di abilitazione professionale, diventando avvocati in Spagna (dove l’esame non è richiesto), e poi esercitare in Italia, sembra possa avere lo stesso impatto di ciò che, per il mondo dello sport, è stata la famosa sentenza Bosman: la pronuncia del 1995 – sempre della Corte di Giustizia – che ha consentito ai calciatori dell’U.E. di trasferirsi gratuitamente a un altro club alla scadenza del contratto con la precedente squadra, proibendo alle leghe nazionali di porre un tetto massimo al numero di calciatori stranieri.

Insomma, l’apertura che il calcio ha realizzato agli “stranieri” potrebbe avvenire anche nel mondo delle professioni legali. E il monito del FMI potrebbe essere l’ennesima testata di ariete a un sistema che, da noi, si tenta ancora di mantenere quanto più possibile “chiuso”.


note

Autore immagine: 123rf com


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