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Congedo paternità: come funziona dal 2022

27 Dicembre 2021 | Autore:
Congedo paternità: come funziona dal 2022

Confermata a regime dalla legge di Bilancio la durata stabilita finora. Chi ne ha diritto e quali sono le alternative all’assenza obbligatoria.

Non più una soluzione temporanea, da rivedere di anno in anno ma a regime: la durata del congedo obbligatorio di paternità diventa definitiva (almeno per qualche tempo) grazie all’ultima legge di Bilancio. Quindi, il congedo di paternità come funziona dal 2022? Il genitore maschio sarà tenuto a restare a casa per dieci giorni e avrà diritto a fruire di un giorno di assenza facoltativa. Il tutto senza perderci un soldo dalla retribuzione. E il tutto entro i primi cinque mesi di vita del figlio. Vediamo nel dettaglio come funziona dal 2022 il congedo obbligatorio di paternità.

Congedo paternità: cos’è?

Il congedo obbligatorio di paternità è l’assenza dal lavoro a cui ha diritto il padre alla nascita di un figlio o in caso di adozione o di affidamento di un minore. Viene riconosciuto anche in caso di morte perinatale del bambino, cioè se il decesso del nascituro avviene tra la ventottesima settimana di gestazione ed il settimo giorno di vita. Ne possono beneficiare in modo continuativo oppure discontinuo i lavoratori dipendenti entro il quinto mese di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore in caso di adozione o di affidamento. Significa che l’assenza obbligatoria del padre può coincidere con il congedo di maternità, poiché si tratta di un diritto individuale ed autonomo, aggiuntivo alla maternità.

Al congedo obbligatorio si aggiunge quello facoltativo di paternità, condizionato dalla scelta della madre di non fruire di un giorno di congedo di maternità. Può essere utilizzato anche durante l’astensione della neomamma, purché entro i primi cinque mesi di vita del bambino o nel caso in cui la donna rinunci al suo congedo, pur avendone il diritto.

Il diritto per i papà di assentarsi dal lavoro in caso di nascita o di adozione di un figlio era stato introdotto in via sperimentale tra il 2013 e il 2015 dalla legge Fornero «al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia». Da quel momento in poi, il congedo di paternità doveva essere confermato di anno in anno. La manovra 2022 ha introdotto a regime il congedo obbligatorio di paternità. In altre parole, non dovrà più essere confermato anno dopo anno dalle varie leggi di Bilancio ma resterà un beneficio stabile.

Congedo paternità: quanto dura?

Dal 2022, si avrà diritto a dieci giorni di congedo obbligatorio (durata che era già stata prevista per il 2021) e di un giorno di congedo facoltativo, in entrambi i casi retribuiti al 100% e da fruire entro i cinque mesi di vita del bambino o dal suo ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione o di affidamento. Il giorno di assenza facoltativa va fruito in sostituzione di un giorno di astensione obbligatoria della madre.

Congedo paternità: le altre soluzioni

Esistono altre formule per poter beneficiare di un’assenza retribuita dal lavoro per assistere un figlio. Una di queste è il congedo parentale, che può essere riconosciuto fino ai 12 anni di età del figlio, a determinate condizioni, ma che non viene retribuito al 100%.

Il genitore può usufruire di questo congedo:

  • per un massimo di sette mesi in presenza di madre;
  • per un massimo di dieci mesi in assenza di madre;
  • per un massimo complessivo di 11 mesi se anche la madre beneficia del congedo (6 mesi lei, 7 mesi lui).

Le durate si moltiplicano per il numero di figli nati in caso di parto gemellare o plurigemellare.

Come detto, il congedo parentale non viene pagato al 100%: il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari al 30% della retribuzione media, pagata dall’Inps ma anticipata dall’azienda in questo modo:

  • non è vincolata al reddito del richiedente se erogata fino al compimento dei 6 anni d’età del figlio e per una durata massima di 6 mesi complessivi tra i due genitori. Se il congedo va oltre queste soglie, non è retribuito;
  • è vincolata al reddito del lavoratore se erogata tra i sei e gli otto anni di età del bambino: il reddito individuale del lavoratore deve essere inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione Inps.

Infine, esiste anche la possibilità del cosiddetto «congedo Fornero». Si tratta di un’assenza obbligatoria di cinque giorni consecutivi o frazionati (per giorni interi, non a singole ore), fruibile anche se è in atto il congedo di maternità della mamma e se il padre ha utilizzato il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni. In pratica, il neopapà può avere complessivamente 15 giorni di congedo, poiché un tipo di assenza non pregiudica l’altro.

In questo caso, però, la durata del congedo non cambia se c’è un parto gemellare o plurigemellare. Viene riconosciuta la retribuzione al 100%.



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