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Notifiche tributarie: conta la data di spedizione o di ricevimento?

27 Dicembre 2021
Notifiche tributarie: conta la data di spedizione o di ricevimento?

Per stabilire se si è formata la prescrizione o la decadenza di un atto tributario, come una cartella esattoriale o un accertamento fiscale, si deve guardare il timbro postale.

Come noto, gli atti notificati dall’amministrazione finanziaria – come gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate o le cartelle esattoriali dell’Agenzia Entrate Riscossione – sono sottoposti a una rigida normativa in tema di decadenza e prescrizione. Se il Fisco non rispetta i termini previsti dalla legge, l’atto è nullo e il contribuente non è più tenuto a pagare. 

Il punto però su cui spesso si riscontra incertezza è il sistema di calcolo di tale termine: per verificare se la notifica è stata eseguita correttamente, bisogna far riferimento al momento in cui la raccomandata è stata consegnata all’ufficio postale dall’amministrazione o a quello in cui è stata consegnata al destinatario? Insomma, in tema di notifiche tributarie: conta la data di spedizione o di ricevimento? E gli eventuali termini per la contestazione da parte del contribuente, da quale data decorrono? 

Di tanto si è occupata una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [1] che, così facendo, ha risolto un dubbio interpretativo. Si tratta di una sentenza importante, perché anche se non esisteva un reale contrasto nella giurisprudenza della Suprema Corte, un crescente numero di sentenze di primo e secondo grado hanno annullato atti di accertamento per il solo fatto di essere stati ricevuti oltre i termini di decadenza, anche se spediti in tempo.

Per comprendere meglio la questione facciamo un esempio pratico. La legge stabilisce che, per contestare un reddito percepito ma non dichiarato, l’Agenzia delle Entrate ha 5 anni di tempo. Questi 5 anni iniziano a decorrere (il cosiddetto dies a quo) dall’anno in cui il contribuente avrebbe dovuto presentare la dichiarazione dei redditi (pertanto, dall’anno successivo a quello in cui la somma è stata percepita). Se è chiara la data di inizio del decorso del termine, come dicevamo non è sempre chiara la data di scadenza (il cosiddetto dies a quem): si discute cioè se si debba considerare la data di spedizione o di ricevimento della raccomandata. 

Ebbene, secondo le Sezioni Unite: per verificare se una notifica è stata fatta nei termini di decadenza e/o di prescrizione bisogna aver riguardo alla data di spedizione della raccomandata, ossia quando il soggetto notificatore (Agenzia Entrate, Agenzia Entrate Riscossione) ha consegnato la busta all’ufficio postale, indipendentemente da quando poi questa è stata di fatto consegnata al destinatario. 

Ma come fare a stabilire se l’amministrazione ha rispettato tale termine? La data di spedizione della raccomandata, un tempo, era ravvisabile dal timbro postale. Oggi che i timbri sono stati sostituiti dai codici a barre, si può verificare la data di spedizione dal sito di Poste Italiane, inserendo il numero della raccomandata.  

Una cosa però è la verifica del rispetto del termine per il soggetto notificante, un’altra invece l’inizio del decorso dei termini per l’opposizione da parte del contribuente. Quest’ultimo, avendo 60 giorni di tempo per ricorrere al giudice contro l’atto impositivo, deve invece far riferimento alla data di consegna della raccomandata perché è da questo momento che ne ha avuto effettiva conoscenza ed è quindi stato messo nella condizione di difendersi.

Questo principio va sotto il nome di scissione degli effetti della notifica: effetti che, per il notificante, fanno riferimento alla data di spedizione della raccomandata, ma per il notificato si riferiscono invece alla data di consegna della stessa.

Il principio di scissione degli effetti della notifica era pacifico già per gli atti processuali, ma non ancora per quelli fiscali. A togliere così ogni dubbio ci hanno pensato le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza in commento. La Corte ha cioè ritenuto applicabile anche agli atti tributari, e non solo agli atti processuali, il principio in base al quale gli effetti della notifica eseguita a mezzo del servizio postale si producono per il notificante al momento della consegna del plico al servizio postale (o all’ufficiale giudiziario o messo comunale) e per il destinatario al momento della ricezione. Ciò sul presupposto che il mancato verificarsi degli effetti della notificazione per il notificante non può essere fatto dipendere da un evento estraneo alla sua sfera organizzativa. 

Le Sezioni Unite precisano che l’effetto è indipendente dalla natura del soggetto notificatore – agente postale, ufficiale giudiziario, o dipendente della parte notificante, come il messo comunale o notificatore – «essendo rilevante, per l’impedimento della decadenza, unicamente che la parte gravata svolga le attività poste a suo carico (emissione dell’atto e richiesta per la notificazione) nel termine perentorio di legge».


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 40543/2021: «In materia di notificazione degli atti di imposizione tributaria e agli effetti di questa sull’osservanza dei termini, previsti dalle singole leggi di imposta, di decadenza dal potere impositivo, il principio della scissione soggettiva degli effetti della notificazione, sancito per gli atti processuali dalla giurisprudenza costituzionale, e per gli atti tributari dall’articolo 60 del Dpr 29 settembre 1973 n. 600, trova sempre applicazione, a ciò non ostando né la peculiare natura recettizia di tali atti né la qualità del soggetto deputato alla loro notificazione. Ne consegue che, per il rispetto del termine di decadenza cui è assoggettato il potere impositivo, assume rilevanza la data nella quale l’ente ha posto in essere gli adempimenti necessari ai fini della notifica dell’atto e non quello eventualmente successivo, di conoscenza dello stesso da parte del contribuente».


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1 Commento

  1. La certezza della data della consegna dell’Ente al servizio postale da cosa è data? Dall’annotazione di chi?, di quella non controllabile dell’ente (al lunedì si può facilmente annotare quella del venerdì ), oppure della Posta, che se è privata può facilmente incorrere nello stesso errore per confermare l’effettivo ricevimento dei documenti da notificare? Grazie

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