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Perché è vietata la ricostituzione del partito fascista e non comunista?

27 Dicembre 2021
Perché è vietata la ricostituzione del partito fascista e non comunista?

Il divieto di ricostituzione del disciolto partito fascista: perché la Costituzione vieta l’estrema destra e non l’estrema sinistra?

Un nostro lettore ci chiede perché in Italia è vietata la ricostituzione del partito fascista e non comunista, atteso che, storicamente, entrambe le forme politiche, per quanto partano da presupposti opposti, sono pervenute alle medesime conseguenze: dittature, soppressione della democrazia e di ogni altro diritto che invece le moderne costituzioni riconoscono al cittadino e, ancor prima, all’uomo. Perché questa forma di apparente discriminazione nei confronti della destra e non della sinistra?

La risposta è facilmente ricavabile proprio dalle basi storico-politiche da cui è sorta la nostra Costituzione. I padri costituenti volevano infatti evitare che si ripetessero le nefandezze commesse del partito fascista di Mussolini e da quello nazista tedesco. Ecco perché in Italia è vietata la ricostituzione del partito fascista e non comunista. Del resto, nel nostro Paese, il partito comunista non si era mai macchiato di alcun crimine (come invece era successo in Russia e in altri Paesi del globo). 

Si tenga peraltro conto che, dei 556 seggi della costituente, ben 104 erano coperti da esponenti del partito comunista. Questi ultimi non avrebbero mai accettato una disposizione contraria alle proprie radici politiche. 

Tutta la nostra Costituzione è dichiaratamente antifascista, dal primo all’ultimo articolo, anche se, paradossalmente, né il fascismo né l’antifascismo sono mai minimamente menzionati nella Costituzione stessa. L’unico riferimento esplicito al fascismo si trova in una delle disposizioni transitorie e finali, la XII, il cui primo comma cita per esteso: «È vietata, sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del disciolto partito fascista». 

Proprio il fatto che la Costituzione non abbia voluto vietare il fascismo in sé, ma qualsiasi negazione dei diritti dell’individuo fa sì che le sue norme possano ben essere applicate a qualsiasi forma di regime non democratico, indipendentemente dal nome, sia quindi che si chiami fascismo, nazismo, socialismo o comunismo. Insomma, la grandezza della nostra Costituzione sta nell’enunciazione di libertà individuali fondamentali, che solo la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo avrebbe successivamente affermato. In questo gli italiani sono stati dei grandi precursori della storia. 

Quanto peraltro al divieto di riorganizzazione del partito fascista, che è entrato a far parte della Costituzione solo nelle disposizioni di attuazione, non è in contrasto con gli artt. 18 (libertà di associazione) e 49 (formazione dei partiti), perché si riferisce a una formazione politica che ha già abbondantemente dimostrato (in vent’anni di dittatura) di perseguire fini antidemocratici, contrari al nuovo ordinamento costituzionale (uso della violenza e rifiuto del metodo democratico, tendenze razziste). 

Ad attuare questo divieto costituzionale sono state solo la legge n. 645 del 1952 e la legge n. 152 del 1975. L’articolo 1 della legge del 1952 stabilisce che «Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».

Non fu mai ravvisata una violazione del divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista quando parte, non piccola e non marginale, dei sopravvissuti dirigenti di livello medio-basso del partito fascista diedero vita al Movimento sociale italiano che prese parte sia alle elezioni locali sia, regolarmente, a tutte le elezioni politiche a partire dal 1948 fino al 1992. L’aggettivo “sociale” nel nome del partito costituiva il richiamo più evidente all’esperienza della Repubblica sociale italiana (1943-1945, detta di Salò dal luogo del suo quartier generale), esperienza fantoccio violenta e sanguinaria.

Non immediatamente escluso dalle competizioni elettorali, una volta che un partito viene votato da più di un milione di elettori, il suo scioglimento diventa praticamente impossibile. Tuttavia, la XII disposizione transitoria e finale non rimase affatto lettera morta. Nel 1972, fu utilizzata dai magistrati per porre fine alle attività violente e spesso terroristiche del Movimento politico Ordine Nuovo che fu sciolto e i cui beni furono confiscati. 



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1 Commento

  1. Infatti, chi ama la storia in generale, può notare le differenze di quanto realizzato allora e quanto realizzato dopo con la repubblica. Nel periodo fascista, escludendo il grande crimine dell’alleanza con i nazzisti, i servizi per l’intera società italiana sono progrediti, dopo la costituente, i notabili della resistenza hanno ben pensato di come impadronirsi del potere, i contesti non mancavano, il momento era favorevole, dal 1948 al 1980 circa” con la (DC) al potere, nonostante i rimpasti, alleanze, le ruberie, ecc… il popolo ancora riusciva a realizzare. Dopo, il sistema con grande stupidità del popolo e tanta arroganza dei notabili, i rimpasti e le porcherie varie hanno iniziato a prendere una brutta piega, l’Italia ha incominciato un declino impietoso, fino a quando i signori della sinistra “e non” hanno preso il potere “nonostante non abbiano mai preso la maggioranza dei voti” hanno velocemente distrutto tutto, l’Italia non ha più servizi pubblici efficienti, non solo non hanno creato nulla, ma hanno solamente distrutto tutto. Non abbiamo più servizi, sanità, sociale, lavoro, scuola, previdenza, trasporti, viabilità, ecc… nulla più funziona, solo caos. Di quei servizi creati negli anni col sangue del popolo italiano, nulla esiste più. Inoltre non bastando si sono presi, arrichendosi, tutte le risorse finanziarie, con l’aggravante del debito pubblico che i nostri figli e nipoti dovranno pagare, un pò come è successo con il piano Marshall e debiti di guerra, oggi in forma molto più grave, e la chiamano democrazia.

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