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Frode: cos’è e quante tipologie ci sono

19 Aprile 2022 | Autore:
Frode: cos’è e quante tipologie ci sono

Il delitto di truffa: cos’è e quali sono le sue caratteristiche? Frode informatica, assicurativa e commerciale: quando c’è reato?

Tutti sanno che la frode è un imbroglio, un raggiro fatto per ingannare una persona e approfittarsi di lei. Per la legge, però, la frode è rilevante soltanto in determinati casi, e cioè al ricorrere di astuzie tali da mettere nel sacco una persona dalla normale accortezza. Non sarebbe invece reato limitarsi a dire una semplice bugia oppure approfittarsi della credulità di gente sprovveduta: perché si abbia una truffa in piena regola occorre qualcosa di più. Con questo articolo vedremo cos’è la frode e quante tipologie ci sono.

Sin da subito possiamo dire che la legge non prevede il delitto di frode, bensì quello di truffa. Quando parliamo di frode, dunque, intendiamo fare riferimento al reato di truffa. Oltre a questo crimine, la legge contempla tre tipologie differenti di frodi: la frode nell’esercizio del commercio, la frode informatica e la frode assicurativa. Si tratta di speciali ipotesi di truffa, caratterizzate dal contesto e dalle modalità con cui sono commesse. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è la frode e quante tipologie ci sono.

Frode: cos’è?

Come anticipato, la frode è una truffa. Perché sia penalmente rilevante, occorre dunque che presenti queste caratteristiche:

  • sia costituita da artifici o raggiri;
  • induca in errore la vittima;
  • abbia come fine quello di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto a danno della persona offesa.

Quando ricorrono queste circostanze, si può parlare a tutti gli effetti del reato di truffa, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [1]. Approfondiamo l’argomento.

Truffa: caratteristiche

Perché si possa parlare di truffa penalmente perseguibile occorre che il truffatore ponga in essere artifici o raggiri idonei ad indurre in errore una persona dalla normale avvedutezza. Ciò significa che, per potersi parlare di truffa, non è sufficiente il semplice silenzio, oppure l’utilizzo di informazioni di cui si è in possesso, né l’approfittamento dell’ignoranza altrui.

La legge, quando parla di artifici o raggiri, vuole intendere una vera e propria macchinazione nei confronti dalla vittima, una messa in scena preparata ad arte, fatta con l’unico scopo di trarre in inganno per arricchirsi. La bugia, di per sé, è troppo poco per poter integrare il reato di truffa.

Solitamente, per artificio si intende un’alterazione della realtà esterna, una finzione che fa apparire come esistente qualcosa che non esiste oppure, al contrario, inesistente qualcosa che esiste. Il raggiro, invece, è una menzogna accompagnata da ragionamenti idonei a mascherarla da verità.

Il truffaldino, pertanto, deve realizzare un vero e proprio intrigo ai danni della vittima: solo in questa ipotesi potrà rispondere penalmente della sua condotta. Facciamo un paio di esempi.

Fabio, approfittando dei dati personali dei clienti del proprio bed and breakfast, intesta a loro le utenze della propria casa, cosicché le bollette giungano alle vittime anziché a lui.

Marco, fingendosi poliziotto, chiama alcune persone con il pretesto di vendere calendari e gadget della Polizia di Stato dietro il pagamento di un determinato importo.

Frode: quante tipologie ci sono?

Finora, abbiamo descritto la classica ipotesi di truffa, cioè di frode consistente nell’ingannare la vittima attraverso una messa in scena che possa indurre in errore per trarre un profitto.

La legge prevede però almeno tre diverse tipologie di frode, tutte punite con la reclusione. Si tratta della:

  • frode informatica;
  • frode assicurativa;
  • frode commerciale.

Frode informatica: cos’è?

La frode informatica è un particolare tipo di truffa che consiste nel fatto di chi, alterando il funzionamento di un sistema informatico o telematico, oppure intervenendo senza diritto su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema del genere, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno [2].

Il reato di frode informatica punisce tutte quelle condotte che, modificando il regolare svolgimento di un processo di elaborazione o di trasmissione di dati, ovvero interferendo in qualsiasi modo nella trasmissione degli stessi, arrecano un danno al fine di ottenerne un profitto.

Ad esempio, è frode informatica alterare il funzionamento delle slot machine in modo tale che i dispositivi non comunichino allo Stato le vincite, così da trarne un illecito guadagno.

Ancora, è frode informatica manomettere il bancomat posto all’esterno degli istituti di credito per clonare le carte di credito inserite nel dispositivo.

Costituisce frode informatica anche il furto d’identità digitale, che consiste nell’indebito utilizzo dell’identità digitale di un’altra persona.

Si pensi alla classica condotta degli hacker che si “intrufolano” nei computer altrui per estrapolare informazioni riservate (numero di carta di credito, password, credenziali, spid, ecc.).

A differenza della truffa vera e propria, nel reato di frode informatica non si può parlare di raggiro o di induzione in errore, in quanto l’oggetto della condotta riguarda delle macchine (i computer, ad esempio), per i quali sarebbe errato parlare di raggiro.

Nel reato di frode informatica c’è l’impiego fraudolento di un sistema informatico al fine di trarne un profitto; nella truffa, invece, l’autore del reato tenta di ingannare la vittima per farsi dare qualcosa (soldi, beni, ecc.). Con la frode informatica, quindi, la persona offesa non acconsente alla disposizione del proprio patrimonio, essendo vittima unilaterale dell’attacco informatico.

Frode assicurativa: cos’è?

Un altro particolare tipo di frode è quella contro le assicurazioni. Per legge [3], si ha una frode assicurativa quando si cerca di ottenere dalla società assicuratrice un indennizzo che in realtà non spetterebbe.

Per la precisione, si ha frode assicurativa quando:

  • si distruggono o alterano beni assicurati (si pensi alle auto), cosicché si possa chiedere il risarcimento;
  • ci si provoca volontariamente una lesione personale o si aggravano le conseguenze di quella prodotta da un infortunio.

Insomma: ogni volta che si denuncia all’assicurazione un danno non avvenuto ma prodotto da sé, si incorre in questo tipo di frode, punita con la reclusione da uno a cinque anni.

È il classico caso dei finti infortuni o dei finti sinistri stradali, organizzati ad arte dai proprietari delle vetture solamente per lucrare sul risarcimento dei danni.

Frode in commercio: cos’è?

Un’altra particolare tipologia di truffa è la frode nell’esercizio del commercio. Per legge [4], chi, nell’esercizio di un’attività commerciale, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito con la reclusione fino a due anni.

In pratica, sono due le condotte punite dal reato di frode commerciale:

  • consegnare una cosa mobile (ad esempio, un prodotto alimentare o un telefonino) in luogo di un’altra;
  • consegnare una cosa mobile che, con riferimento ad alcune caratteristiche, è diversa da quella dichiarata (per esempio, sull’etichetta) o pattuita (con l’acquirente).

Nello specifico, la diversità del bene consegnato in luogo di quello pattuito può essere:

  • per “origine”, con riferimento alla “materia prima” proveniente da un luogo geografico differente da quello promesso. Si pensi alla mozzarella venduta per latte di bufala campana mentre, in realtà, il latte deriva da tutt’altro posto;
  • per “provenienza” , in riferimento al produttore o intermediario da cui proviene il bene. È il classico caso del prodotto spacciato “made in Italy” mentre, in realtà, è d’importazione;
  • per “qualità”, e sussiste ogni volta che tra la cosa dichiarata/pattuita e quella consegnata vi sia una differenza di pregio o di utilizzabilità. Si pensi allo zircone venduto per diamante;
  • per “quantità” ci si riferisce al peso, alla misura o al numero. È il caso del fornitore di legname che invia all’acquirente una quantità inferiore di legna acquistata.

Secondo la giurisprudenza [5], costituisce reato di frode in commercio l’apposizione, su beni destinati alla vendita, del marchio contraffatto CE.

Sempre per i giudici [6], è frode commerciale la disponibilità nelle cucine di un ristorante di alimenti surgelati, non indicati come tali nel menù.

Insomma: la frode in commercio si configura ogni volta che un venditore cerca di spacciare un bene per quello che non è.


note

[1] Art. 640 cod. pen.

[2] Art. 640-ter cod. pen.

[3] Art. 642 cod. pen.

[4] Art. 515 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 17686/2019.

[6] Cass., sent. n. 30173/2017.

Autore immagine: pixabay.com


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