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Che diritti ha un bambino autistico?

19 Aprile 2022 | Autore:
Che diritti ha un bambino autistico?

Assistenza e cure a carico dello Stato, agevolazioni della legge 104: che cosa può pretendere la famiglia di chi è affetto dal disturbo dello spettro autistico.

L’autismo è un disturbo inquadrato tra i disordini dello sviluppo a livello neurologico che interessa l’area socio-comunicativa e l’area degli interessi. Comporta una disabilità da moderata a severa che si manifesta per tutta la vita del soggetto. Trattandosi, a tutti gli effetti, di una disabilità, che diritti ha un bambino autistico?

Occorre premettere alcune cose, prima di vedere che cosa prevede la legge. La prima, il fatto che l’autismo si presenta come una disabilità diversa dalle altre e che spesso crea una situazione di particolare stress nelle famiglie. Inoltre, non bisogna dimenticare che, come detto prima, questo disordine dello sviluppo perdura per tutta la vita, il che comporta l’esigenza di assistenza perenne e di continuità nei servizi specializzati. L’obiettivo, almeno in teoria, dovrebbe essere quello di rendere l’individuo indipendente il più possibile dalla famiglia in età adulta.

Nel frattempo, però, cosa possono chiedere e ottenere i genitori? Vediamo che diritti ha un bambino autistico.

Bambino autistico: come si manifesta il disturbo?

Il bambino autistico soffre di un disturbo che manifesta dei deficit su vari livelli. I più importanti riguardano la comunicazione e l’interazione sociale in questi ambiti:

  • socio-emozionale: anomalia nell’approccio e nella conversazione con gli altri, ridotta capacità di condivisione di interessi e dell’affetto oppure completa assenza di interazione;
  • comunicazione non verbale: anomalie nel contatto visivo e nel linguaggio del corpo, deficit nella comprensione o completa mancanza di espressioni facciali o di gesti;
  • sviluppo: deficit nel mantenimento di relazioni appropriate al di fuori di chi si prende cura di lui, difficoltà a fare amicizia o apparente disinteresse per gli altri.

Il bambino mostra anche modelli di comportamenti e linguaggi ripetitivi, ristretti, stereotipati e routinari, oltre ad un’eccessiva o troppo carente reattività davanti a determinati input sensoriali (dolore, caldo, freddo, suoni, odori, ecc.).

Bambino autistico: il diritto alle cure gratuite

La giurisprudenza ha riconosciuto per il bambino autistico il diritto a ricevere delle cure con spese a carico dello Stato. In particolare, una sentenza di qualche tempo fa del tribunale di Cosenza [1] ha stabilito il dovere nei confronti dell’Azienda sanitaria provinciale di somministrare anche in via indiretta ad una bambina affetta dalla sindrome del disturbo dello spettro autistico una terapia adatta a combattere tale disturbo nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza. Si tratta di una delle rare sentenze italiane che vanno in questa direzione e che richiamano la legge [2] secondo cui le prestazioni sanitarie a favore delle persone con disturbi dello spettro autistico devono essere a carico delle aziende ospedaliere.

D’altra parte, la stessa Costituzione [3] attribuisce allo Stato il ruolo di garante del diritto alla salute, come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti. Inoltre, il diritto alla salute deve essere letto in coordinato con altre norme costituzionali [4] garanti della dignità umana.

Non solo: la legge che istituiva il Servizio sanitario nazionale [5] sancisce che sono da includere nell’assistenza sanitaria a carico dello Stato le prestazioni sanitarie dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche e funzionali, dipendenti da qualunque causa, erogate attraverso le aziende sanitarie direttamente, ovvero mediante convenzioni con istituti esistenti nella Regione in cui abita l’utente, aventi i requisiti indicati dalla legge.

Bambino autistico: il diritto all’assistenza e alla riabilitazione

Più nello specifico, e secondo un’altra previsione normativa [7], il Servizio sanitario è tenuto ad assicurare tramite strutture proprie, ovvero convenzionate, la cura e la riabilitazione della persona con handicap. A tal fine, il Ssn deve assicurare gli interventi di cura e riabilitativi a livello ambulatoriale, a domicilio, o presso i centri socio-riabilitativi ed educativi a carattere diurno o residenziale.

Una legge più recente [8] ha inserito un importante aspetto che riguarda la diagnosi, la cura e l’abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie. In particolare, la patologia del disturbo dello spettro dell’autismo viene introdotta nei livelli essenziali di assistenza (i cosiddetti Lea), e stabilisce che gli enti preposti si dovranno far carico delle prestazioni relative alla diagnosi precoce, alla cura e al trattamento individualizzato, con metodologie e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche.

Infine, la legge [9] prevede che lo Stato:

  • assicuri alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali;
  • promuova delle azioni per garantire la qualità della vita, le pari opportunità, la non discriminazione e i diritti di cittadinanza;
  • prevenga, elimini o riduca le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con le previsioni Costituzionali.

Bambino autistico: il diritto alla legge 104

Trattandosi di una forma di handicap, la sindrome del disturbo dello spettro autistico dà diritto nelle forme più severe alle prestazioni garantite dalla legge 104/92, che consente ai familiari del bambino autistico di beneficiare di determinate agevolazioni e permessi al lavoro.

Al momento di presentare la domanda all’Inps, sarà necessario presentare una copia della documentazione che attesta la diagnosi della sindrome, rilasciata dalla struttura pubblica, dal pediatra o dal medico di base.

Per approfondire le agevolazioni a cui hanno diritto la persona affetta dal disturbo dello spettro autistico ed i suoi familiari, ti invitiamo a leggere l’articolo A cosa dà diritto la legge 104 art 33 comma 3?


note

[1] Trib. Cosenza, sent. n. 182/2019.

[2] Artt. 1 e 2 della Legge Regionale 8/1999, da coordinarsi con la previsione dell’art. 3 della Legge 134/2015.

[3] Art. 32 Costituzione.

[4] artt. 2 e 3 Cost.

[5] Art. 19 della L. 833/1978.

[6] Art. 7, Legge n. 104/92.

[7] D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (“Tutela del diritto alla salute, programmazione sanitaria e definizione dei livelli essenziali e uniformi di assistenza”).

[8] Legge 134/2015.

[9] Art. 1. della L. 328/2000.

Autore immagine: canva.com/


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